contatore visite

venerdì 10 aprile 2026

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:

                                       (su FB ) - pdf e video - mie domande - miei articoli su focus

10 aprile 2026        È probabile che il cervello - più ancora del rischio oncologico - rappresenti il vero limite biologico operativo per una missione umana verso Marte.

5 aprile 2026          Che cosa significa “comprendere”?  Bostrom si sbagliava, non è indispensabile l’avvento di una superintelligenza per uno scenario distopico alla “paperclip maximizer”.

24 marzo 2026       La forma globale del nostro universo: JWST potrebbe vedere la nostra galassia nel passato remoto?

18 marzo 2026       Quando l’universo incontra l’algoritmo: Intelligenza Artificiale e nascita dei nuovi modelli cosmologici.

13 marzo 2026       L’intelligenza artificiale e la terza dimensione del cielo: una nuova mediazione tra osservazione e conoscenza cosmologica.

2 marzo 2026         Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

25 febbraio 2026   Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

18 febbraio 2026   L'enigma della coscienza nell’era delle AI generative: se ed in quali condizioni una macchina potrebbe divenire cosciente.

6 febbraio 2026     JWST sta costringendo la cosmologia a "smettere di essere comoda": l'attesa di un Deepest Deep Field che metta alla prova l'universo primordiale.

4 febbraio 2026     Come esplodono i buchi neri e cosa potrebbe vedere un osservatore che si trovasse ad assistere a questo fenomeno?

2 febbraio 2026     Orizzonti cosmologici, TIP e multiverso: quando la realtà diventa interfaccia.

28 gennaio 2026    Non è la distanza: è l’orizzonte. Blueshift, espansione e causalità cosmica.

20 gennaio 2026    Planetary Protection: perché non è (solo) una questione di microbi, e perché Elon Musk c’entra più di quanto sembri.

14 gennaio 2026    L’illusione della coscienza artificiale: pareidolia semantica, interfacce cognitive ed AI nel confronto tra Floridi, Hoffman, Chalmers, Tononi e Bostrom.

09 gennaio 2026    Perché l’universo in cui viviamo è visibile?  Forze fondamentali, mondi possibili ed interfacce della percezione.

22 dicembre 2025  “Ciò che rende un Paese degno di essere difeso”: Robert R. Wilson, la scienza fondamentale ed il valore di una civiltà.

12 dicembre 2025  Usare il sole per ottenere immagini dettagliate della superficie di pianeti in orbita intorno ad altre stelle.

21 novembre 2025 Satelliti ad aria: come far sì che un satellite utilizzi atomi presenti in altissima quota per generare una spinta.

17 ottobre 2025    Hugh Everett III, l'uomo degli universi paralleli che, deluso da quello in cui si trovò a vivere, rinunciò alle emozioni.

11 ottobre 2025    L'esperimento di Holmberg, precursore delle moderne simulazioni numeriche al computer, quale atto di empatia intellettuale verso il cosmo.

2 ottobre 2025      Il Vuoto come origine dell'Universo?

19 agosto 2025     La sessualità negata alla rappresentazione della donna sulla targa fissata alle sonde Pioneer: la prudenza di Carl Sagan, il bigottismo della NASA e la riscossa di Joe Davis.

7 agosto 2025      Intelligenza artificiale: Bostrom, il “paperclip maximizer” e la pulizia etnica operata contro i Rohingya.

25 luglio 2025     L'impossibilità di rinunciare ai "miti fondanti" e le possibili conseguenze nella società contemporanea: ripensare a come vengono costruiti e diffusi quale soluzione ai futuri conflitti.

19 luglio 2025    Quanto rallenterebbe il tempo per un astronauta su un "pianeta di Miller" in orbita attorno ad uno dei due buchi neri di cui disponiamo la fotografia?

4 luglio 2025      Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?

25 giugno 2025   “Ci sono ancora alcune domande senza risposta, ad esempio: il bosone di Higgs esisterebbe se non ci fosse la matematica per descriverlo?"

20 giugno 2025    Può la corrente elettrica costituire una cura alle difficoltà di apprendimento della matematica?

29 maggio 2025  Prima del Big Bang: la "fase di attesa", una nuova congettura proposta da Melcher, Pradhan e Watso.

22 maggio 2025   No, La notizia "la fine del nostro universo avverrà prima di quanto sinora stimato" non è corretta.

15 maggio 2025   Sopravvivere alla caduta in un buco nero: Gargantua, il buco nero di Interstellar, è un oggetto descritto dalla metrica di Kerr?

2 maggio 2025     Freeman Dyson, il visionario: un motore per spostare le stelle e risparmiarci un tetro lontano futuro.

24 aprile 2025      A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?

28 marzo 2025     Cosa vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse sulla superficie di una stella di neutroni?

26 marzo 2025     Come riconoscere il momento in cui le attuali AI raggiungeranno la condizione di AGI (Artificial General Intelligence)? Saremo senza difese di fronte ad una AI con prestazioni sovraumane in ogni campo?

26 febbraio 2025   LSD e fisica, un esperimento inquietante: le sostanze psichedeliche possono influenzare la percezione della realtà quantistica?

21 febbraio 2025   La "naturalezza" costituisce ancora un valido principio guida nella ricerca delle Leggi di Natura che regolano il nostro Universo?

18 febbraio 2025  Stringhe: teoria scientifica o semplice congettura?

12 febbraio 2025  Che fine farà l'informazione quando anche l'ultimo buco nero sarà evaporato?

4 febbraio 2025  Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?

22 gennaio 2025  Uno o molti multiversi? La “prudente scommessa” di Steven Weinberg sulla teoria del multiverso.

14 gennaio 2025  L'universo primordiale potrebbe aver ospitato condizioni favorevoli ad un precocissimo sviluppo della vita: una ridefinizione delle caratteristiche biofiliche del cosmo.

27 dicembre 2024 Negli spazi intergalattici il tempo scorre più o meno velocemente che sulla Terra?

9 dicembre 2024   Il nostro universo come interno di un buco nero presente in un altro? L'azzardo di Popławski e la discussione tra Tonelli ed Odifreddi.

10 ottobre 2024      Il mio dialogo con ChatGPT

25 settembre 2024  Il fisico Tullio Regge, la "Biblioteca di Babele" ed i buchi neri.

16 settembre 2024  "Cosa vedrebbe un astronauta ... ?" parte seconda: escursioni termiche e pianeti in orbita intorno alle nane rosse.

7 settembre 2024  Cosa vedrebbe un astronauta sbarcato su un pianeta di un sistema binario?  (Come realizzare un ottimo film di fantascienza).

17 maggio 2024   Il treno degli orfani

6 maggio 2024     Nel peso di una molla compressa la differenza tra la teoria della gravità di Newton e quella di Einstein.

11 marzo 2024      Peter Higgs, la persona dietro lo scienziato.

3 febbraio 2024  Stephen Hawking e Thomas Hertog, la "Top Down Cosmology"

5 gennaio 2024  Leonard Susskind e la sua guerra per la salvezza della Meccanica Quantistica

10 dicembre 2023  Il limite intrinseco alla capacità degli acceleratori di particelle di sondare distanze sempre più brevi aumentando le energie.

12 ottobre 2023      La dialettica tra la fisica teorica e quella sperimentale.

12 ottobre 2023      E' oramai certo, l'antimateria "non cade verso l'alto": ci siamo giocati il motore di Alcubierre!

7 ottobre 2023     Il carattere delle probabilità nelle interpretazioni della meccanica quantistica: Copenhagen, Everett e “l’affidabilità” delle probabilità soggettive di de Finetti.

19 settembre 2023  Il passato non è "dietro le nostre spalle" come si è soliti affermare: è invece presente, lì davanti ai nostri occhi, nel cielo stellato.

16 settembre 2023  Una nuova fisica dietro l’angolo? Le “sorprese di Higgs” (e quella di Guido Tonelli).

10 settembre 2023  Alla ricerca di materia oscura pesante e leggera: gli esperimenti DarkSide e NA64

13 Agosto 2023      Dove indirizzare la ricerca di vita al di fuori del sistema solare? Non solo esopianeti ma anche stelle nane brune e “verdi” potrebbero avere acqua liquida in superficie.

7 Agosto 2023        Avi Loeb ed il suo contributo al progetto Breakthrough Starshot: la prima missione interstellare.

27 Luglio 2023       I Voyager Golden Records in viaggio verso le stelle: contengono un messaggio destinato a noi terrestri?

19 Luglio 2023       "La grandezza dell'ignoto è democratica"

13 Luglio 2023       La Terra a pera di Cristoforo Colombo

28 giugno 2023       Come i socials ci "agganciano" e monopolizzano il nostro tempo libero: i piccioni di Skinner e la strategia dei "like ritardati" di FB.

15 giugno 2023       Abilità mentali umane ed abilità in cui eccellono le AI (intelligenze artificiali): gli ambienti più consoni alle une ed alle altre.

11 giugno 2023       Il cervello dei sapiens (e di altre specie ad essa vicine) si è evoluto per gestire le situazioni di incertezza.

29 maggio 2023      LAWDKI, la ricerca di forme di vita aliena condotta adottando un nuovo paradigma: il finanziamento da parte della NASA all'iniziativa LAB.

24 maggio 2023      Il paradosso della tolleranza, una storia attuale?

2 maggio 2023        Agnotologia, la scienza che spiega perché diventiamo sempre più ignoranti.

28 marzo 2023        Grappoli di buchi bianchi o modifica della RG?

20 gennaio 2023      La vita al di fuori della Terra: cosa cercare e dove? I limiti della definizione di "fascia abitabile" e l'ipotesi "superterre e tettonica a zolle".

9 gennaio 2023       Come disinnescare un potenziale conflitto? Due esempi magistrali offerti da Richard Feynman.

9 dicembre 2022      Isole nei buchi neri: è stato davvero risolto il paradosso dell'informazione?

13 ottobre 2022       Di googleplex, di tetrazioni, del numero di Graham e della loro inutilità per misurare l'Universo: "... più uno!..."

5 ottobre 2022         E' davvero indispensabile ipotizzare l'esistenza della materia oscura per giustificare anomalie legate alla gravità riscontrate in quasi un secolo di osservazioni?

29 settembre 2022   L'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli e gli xenotrapianti: la CRISPRmania e le aspirazioni ad una società più "giusta"

23 settembre 2022   Parrocchiale ed Universale: dove potrebbe nascondersi alle nostre ricerche una vita aliena e perché siamo ancora troppo condizionati dal pregiudizio antropico negli attuali progetti in atto.

16 settembre 2022   Onde gravitazionali e sistemi binari: in un lontano futuro la nostra Luna finirà per fondersi con la Terra?

13 luglio 2022         "Excuse me while I kiss this guy": il fenomeno MONDEGREEN può colpire anche le AI?

30 giugno 2022       Sono davvero buchi neri di Einstein i due oggetti "fotografati" dalla collaborazione EHT (Event Horizon Telescope) e finiti sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

22 giugno 2022       Gli orologi al polso di osservatori posizionati in zone diverse della Terra a livello del mare viaggiano tutti alla stessa velocità?

30 maggio 2022      Un po' di matematica e fisica - che forse non conoscete - alla base dei sistemi di navigazione satellitare.

10 maggio 2022     L'effetto "Uncanny Valley" e gli zombies.

2 maggio 2022       Dove finisce la materia, attirata verso il proprio orizzonte degli eventi, dal pozzo gravitazionale scavato nello spazio tempo da un Buco Bianco?

8 aprile 2022          I giorni sul nostro pianeta sono sempre stati di 24 ore? Come siamo riusciti a misurare sperimentalmente la durata di un giorno di 400 milioni di anni fa.

10 marzo 2022       La coscienza delle api: quando più è meno e meno è più

2 marzo 2022          Buchi neri, gusci di fuoco ed orbite complesse

17 febbraio 2022   La dote cosmica dell'umanità.

25 gennaio 2022    Come ci prepariamo ad una missione umana verso Marte: "le farfalle possono volare sul pianeta rosso?"

20 gennaio 2022    L'origine degli atomi di oro nel nostro universo: r-process innescati da kilonovae e collapsars.

12 gennaio 2022    Perché, da un punto di vista scientifico, non è opportuno affidarci alle AI "robot-giudici": una riflessione sull'impossibilità di dare una definizione matematica al concetto di imparzialità.


5 gennaio 2022      Geoffrey West e la sua serendipity: dalla ricerca delle caratteristiche universali proprie delle particelle elementari a quelle del tessuto urbano.

23 novembre 2021 La fisica ed il problema della coscienza: è possibile fare a meno dello spazio tempo in un modello di realtà oggettiva?

22 novembre 2021 Matvej Bronštejn e la lunghezza di Planck

31 luglio 2021      Il "multiverso di livello I" e la copia perfetta di noi stessi a "soli" 10^10^118 x 10^27 metri da noi.

13 luglio 2021      L'illusione dell'esistenza di un "adesso cosmico".

29 giugno 2021    Cosa c'era prima dell'inizio: il Big Bang, origine del tutto o la fine di qualcosa? L'inflazione eterna di Alex Vilenkin

8 giugno 2021      Sovrastimiamo l'efficacia dei farmaci? Gli NNT (numbers need to treat) e la probabilità a grandi e piccole scale.

30 maggio 2021   La trappola della meritocrazia: davvero l'utilizzo di un criterio meritocratico è il mezzo ottimale per ottenere una società più "giusta"

14 maggio 2021  L'incredibile viaggio nel tempo dell'Apollo 8 ed il "paradosso dei gemelli" che paradosso non è. 

11 maggio 2021   Linee Tendex e la coppia di satelliti Grace: studiare il sottosuolo direttamente dal cielo, soltanto un sogno?

9 maggio 2021     Come finì con i tre teams di scommettitori che macinavano utili investendo sui biglietti della lotteria Cash WinFall?

6 maggio 2021     Le origini del gioco del lotto: è possibile guadagnare investendo in biglietti della lotteria?

5 maggio 2021     Il crescente "rumore" nelle evidenze degli esperimenti scientifici ed i gamberi marmorizzati

4 maggio 2021     La storia di GFT (Google Flu Trends), l'algoritmo di Google che doveva rivoluzionare il modo di far scienza.

3 maggio 2021    Il rischio di insuccesso nei processi di trasferimento della conoscenza

21 marzo 2021    L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni

2 marzo 2021      Il trilemma di Bostrom e la probabilità di vivere in una simulazione.

1 marzo 2021       L' "attesa di vita" tra vicini di villa agli Hamptons: un puntino all'estrema destra ed un grafico su cui meditare

1 marzo 2021       Fin dove si spinge l'affidabilità delle indagini sul DNA 

27 febbraio 2021  La risposta di Stephen Webb alle mie obiezioni 

18 febbraio 2021   Le ragioni dello scetticismo di una parte della comunità scientifica circa l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta.

11 gennaio 2021    Affrontiamo il problema della definizione di cosa sia la coscienza da un'altra prospettiva.

10 gennaio 2021    Il mistero della coscienza, i CCN ed i pazienti sottoposti a "split brain"

8 gennaio 2021      Una risposta semplice (ma poco nota) ad una domanda semplice: quando un soggetto infettato dal virus Sars-CoV-2, diventa contagioso e fino a quando lo rimane?

30 dicembre 2020   ... e se le misure finora adottate per contrastare l'attuale pandemia non fossero le più efficaci, ed in alcuni casi avessero invece provocato una sua recrudescenza?

15 dicembre 2020   L'efficacia del contact tracing: una questione di evoluzione?

24 novembre 2020   Perché le persone con un QI molto alto non hanno successo negli investimenti in borsa?

21 agosto 2020        La soluzione n. 33 al paradosso di Fermi: "non abbiamo ancora ricevuto segnali dagli alieni perché sviluppano una matematica diversa"

30 luglio 2020         Il futuro dell'evoluzione sul pianeta Terra.

21 luglio 2020        Può il concetto di "male" aver costituito un vantaggio evolutivo per la nostra specie?

7 luglio 2020          "Gli astronomi sono tutti bastardi sferici": Zwicky, il precursore della materia oscura.

7 giugno 2020        George Floyd, il razzismo negli USA ed i bias che colpiscono le IA: può un algoritmo essere imparziale?

15 maggio 2020     I medici comprendono la (matematica) statistica?

2 maggio 2020       HIV, Covid-19 ed il vero signficato di un test con responso positivo:"fase 2", maneggiare con estrema cautela!

27 aprile 2020        Franco Magnani, l'artista della memoria visto con gli occhi del neurologo Oliver Sacks

19 aprile 2020        Il prestigio dei "Nobel" ed il principio di autorità: vale più di un'altra l'ipotesi formulata da un "nobel"?

13 aprile 2020        I fenomeni emergenti, la coscienza ed il tempo: le riflessioni di un dopo pranzo pasquale.

1 aprile 2020          Scott ed Amundsen, il fly-by di Urano e la tragedia del Challenger: una visione di Freeman Dyson sulle modalità di progettazione di un'impresa.

28 marzo 2020       Freeman Dyson:un fisico extraterrestre?

20 marzo 2020       Italia e Cina: la crisi della democrazia liberale ed il diverso grado di efficacia nella risposta all'epidemia in atto

6 marzo 2020         Salti di specie, pipistrelli e la variabilità discordante nel DNA dei Sapiens

25 febbraio 2020    Perchè siamo così spaventati dal coronavirus Covid-19: un problema di comunicazione.

18 febbraio 2020    L'epidemia di coronavirus ed il rischio biologico: la cenerentola degli incubi del XXI secolo.

12 febbraio 2020   Stati Uniti del Sud e Giappone: un parallelo relativamente alla distorsione nel funzionamento del sistema giudiziario.

3 febbraio 2020      Quanto sono rari i numeri palindromi? Una bufala ci permette di fare chiarezza sulla frequenza dei numeri palindromi espressi in diverse basi.

20 gennaio 2020    Il significato del termine creatività ed il "codice umano".

18 dicembre 2019  L'emicrania come causa fisiologica di visioni mistiche nel medioevo ed in età moderna: Hildegard von Bingen ed Oliver Sacks

29 ottobre 2019      Prodotti alternativi sono davvero meglio dei sacchetti di plastica per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente?

23 ottobre 2019      Anche i piccioni credono in dio? Le interpretazioni dell'esperimento condotto da Skinner alla fine degli anni '40

18 ottobre 2019      Probabilità, certezza ed affidabilità: l’incredibile contributo del matematico italiano Bruno De Finetti, un uomo che nella seconda metà del ‘900 ha “salvato" la reputazione della scienza

10 settembre 2019  Perché la scienza ha fallito nel compito di rendere la gente capace di ragionare in modo razionale.

28 agosto 2019       Facebook potrebbe limitare l'odio in rete, ma non lo farà perché danneggerebbe il suo modello di business

24 luglio 2019        Salvini, la Lega, l'Unione Europea e la trappola del lusso

23 luglio 2019        Dalla preistoria abbiamo selezionato canidi con spiccate tendenze pedomorfiche: anche i canidi hanno contribuito a selezionarci?

16 luglio 2019        Sono le religioni monoteiste causa di profonde sofferenze patite per aver forzato l'identità di genere e legittimato lo sfruttamento degli animali?

16 luglio 2019        Che cos'è la felicità e perchè siamo programmati dall'evoluzione per provarla raramente.

23 maggio 2019      Amazon non finisce di stupirmi

8 maggio 2019        Un film ci fa riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell'intolleranza in politica.

3 maggio 2019        Future of life institute & Lethal Autonomous Weapons (LAW)

28 aprile 2019         Cellule del cervello di maiale riattivate dopo la morte: un aggiornamento al mio ultimo post su transumanesimo e biohackers.

10 aprile 2019         Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?

29 marzo 2019        La vera storia delle origini di Internet: Arpanet ed i militari, un mito sfatato.

27 marzo 2019        Il regalo di Google all'Umanità

6 marzo 2019          Libero arbitrio e libera volontà: i limiti fisiologici alla libertà individuale.

27 febbraio 2019    Sovranismo e quote nazionali in musica.

13 febbraio 2019    Razzismo e culturalismo

18 gennaio 2019    Martin Luther King e la sua eredità

5 gennaio 2019       The dark side of the AI: il lato oscuro delle intelligenza artificiali

2 gennaio 2019       Commenti al discorso di Steve Jobs all'università di Stanford

28 dicembre 2018   Nel 1913 Igor Stravinskij ha modificato “la corteccia cerebrale” della cultura europea

20 dicembre 2018   Nostalgia: assomiglia ad una parola greca dell'antichità ma con origini recenti

16 dicembre 2018   Sul problema dell’immigrazione Salvini Trump e Carlo Marx stanno dalla stessa parte!

6 dicembre 2018     È più morale che un'idea distrugga una società che non il contrario: la MDQ

28 novembre 2018  Il meccanico “random”

8 novembre 2018    Il crepuscolo della supremazia del dato oggettivo

4 novembre 2018    Xenofobia: un termine greco di origini antiche?

1 novembre 2018    Dagli Usa all’Africa, come cambiano i dilemmi dell’auto autonoma

30 settembre 2018  Ogni forma è rotta: come sopravvivere?

19 settembre 2018  La difficoltà di individuare con chiarezza l’esperto delle cui parole ci possiamo fidare

19 settembre 2018  Riprendiamo il discorso relativo all’analfabetismo funzionale

1 agosto 2018         Luca Ricolfi: il problema della comunicazione dei significati relativi ai dati grezzi 

31 luglio 2018         La banca del Tempo Libero

25 luglio 2018         Un tentativo di interpretazione dei dati usando il buon senso

23 luglio 2018         La difficoltà di comprendere le informazioni che ci vengono passate ogni giorno

30 giugno 2018       Aiutarli a casa loro? Forse la lettura di questo articolo può insegnarci qualcosa

7 maggio 2018        “L’utopia libertaria del web è fallita nel neoliberismo: e ora?”

28 marzo 2018       La verità? Facebook non ruba i dati, anzi: ne inventa di nuovi. E con il nostro consenso



È probabile che il cervello - più ancora del rischio oncologico - rappresenti il vero limite biologico operativo per una missione umana verso Marte.

La presenza di un equipaggio umano che, per la prima volta dopo mezzo secolo, ha abbandonato (solo per qualche giorno) la protezione del campo magnetico terrestre, riaccende l'attenzione sui rischi di una permanenza di lungo periodo nello spazio profondo richiesta da missioni quali un presidio continuativo di una struttura sul suolo lunare oppure un viaggio di molti mesi verso il pianeta Marte. Per gran parte della storia dell’esplorazione spaziale la difficoltà principale del viaggio umano oltre l’orbita terrestre è stata interpretata come un problema ingegneristico quale costruire razzi più potenti, sistemi di supporto vitale più affidabili ed habitat più resistenti.

Negli ultimi quindici anni la convergenza tra dati sperimentali, missioni robotiche e studi di biologia spaziale ha progressivamente fatto emergere che la vera frontiera del volo umano verso altri pianeti riguarda non tanto la propulsione quanto la biologia.


Un viaggio verso Marte espone l’organismo umano ad un ambiente radicalmente diverso da qualsiasi contesto evolutivo terrestre: microgravità prolungata, isolamento psicologico e soprattutto radiazione cosmica galattica.

Quest’ultima non rappresenta semplicemente un aumento quantitativo dell’irradiazione naturale ma un cambiamento qualitativo del tipo di danno biologico prodotto: suo bersaglio ultimo è infatti il DNA.

Ecco che comprendere quanto DNA venga danneggiato, come venga riparato e quali siano le conseguenze cumulative di tali processi significa ridefinire l’intera architettura concettuale delle missioni umane nello spazio profondo. Fuori dalla magnetosfera terrestre l’astronauta è immerso in un flusso continuo di particelle energetiche provenienti dal Sole e dalla Galassia le cui principali componenti sono protoni solari e nuclei pesanti altamente energetici detti HZE (High-Z and Energy ions), che viaggiano a velocità relativistiche. (1)

Le misure più realistiche della radiazione durante un trasferimento verso Marte provengono dalla missione Mars Science Laboratory (Curiosity Rover), il cui strumento RAD ha registrato una dose media di circa 1,8 millisievert al giorno nello spazio interplanetario.

Il viaggio di sola andata - durata stimata circa sei mesi - equivale ad un'esposizione pari a circa 0,3 sievert, mentre una missione completa di andata e ritorno che includa permanenza sul suolo marziano può raggiungere gli 0,6 / 1 sievert complessivi: un valore enormemente superiore all’esposizione naturale terrestre. (2) La dose totale assorbita dall'organismo racconta però soltanto una parte della storia: la differenza cruciale risiede infatti nella struttura microscopica dell’energia depositata.

Quando una particella HZE attraversa il corpo umano non distribuisce energia uniformemente, ma produce una traccia estremamente densa di ionizzazioni lungo un percorso nanometrico, generando così cluster di danno molecolare.

Per ogni Gray (3) di radiazione ionizzante la radiobiologia sperimentale osserva mediamente circa 1000 rotture a singolo filamento del DNA, circa 40 rotture a doppio filamento e migliaia di modificazioni chimiche delle basi.

Applicando questi valori ad una dose equivalente di circa 0,3 Sv (corrispondente ad una dose assorbita dell’ordine di 0,1–0,2 Gy, a seconda della composizione dello spettro di particelle), per il solo viaggio di andata verso Marte ogni cellula del corpo subirebbe mediamente 5–15 rotture a doppio filamento per cellula.

Considerando che il corpo umano contiene all'incirca 3,7 × 10¹³ cellule, il numero totale di rotture doppio filamento durante il viaggio supera i 10¹⁴ eventi.

Questo numero, apparentemente incompatibile con la sopravvivenza, introduce un concetto fondamentale: la vita non evita il danno genetico ma sopravvive grazie alla riparazione continua. Nel contesto terrestre si tende a pensare al DNA come a una struttura stabile quando in realtà è un sistema dinamico, soggetto a danni costanti anche in condizioni normali.

Nello spazio profondo questo equilibrio viene spinto verso un regime estremo: proteine sensori come ATM, ATR e p53 individuano le lesioni in pochi secondi ed attivano complessi di riparazione.

Sono all'opera due meccanismi principali, il Non-Homologous End Joining - rapido ma impreciso - e l'Homologous Recombination - accurato, ma limitato a cellule in divisione -: al fine della tesi sostenuta in questo post è rilevante evidenziare come nei neuroni maturi prevalga il primo, aumentando così la probabilità di errori permanenti.

La sopravvivenza biologica dipende quindi da una diseguaglianza fondamentale: la velocità di riparazione deve restare superiore alla velocità di accumulo del danno.

Se il rischio oncologico era storicamente la principale preoccupazione (4), studi recenti indicano che il vero limite operativo potrebbe essere cognitivo, e cioè un danno neurologico progressivo causato dai raggi cosmici galattici che può provocare la perdita di performance cognitiva.

Un astronauta che stia portando a termine una missione su Marte non deve soltanto poter sopravvivere, ma deve esser in grado di prendere decisioni complesse in autonomia a centinaia di milioni di km dalla Terra.

Vediamone ora il motivo.

I raggi cosmici galattici includono nuclei pesanti - quali ferro (Fe), silicio (Si) e ossigeno (O) - che viaggiano quasi alla velocità della luce; quando uno di questi attraversa il cervello vi deposita energia lungo una traccia microscopica ionizzando migliaia di molecole ed alterando simultaneamente molti neuroni.

Capita così che una singola particella può potenzialmente influenzare un microcircuito neuronale locale.

Il cervello umano contiene circa 86 miliardi di neuroni, cellule che raramente si dividono e devono funzionare per tutta la vita dell’individuo; durante il viaggio di sola andata verso Marte ciascun neurone accumulerebbe in media una dozzina di rotture doppio filamento.

Esperimenti condotti presso il NASA Space Radiation Laboratory (5) mostrano che esposizioni equivalenti producono riduzione della plasticità sinaptica, perdita di spine dendritiche e neuroinfiammazione cronica.

Sebbene il cervello rimanga intatto strutturalmente, perde efficienza computazionale (una situazione assimilabile ad un computer con circuiti leggermente disallineati): funziona, ma con una riduzione misurabile dell’efficienza decisionale.

Diversamente dal DNA cellulare, i neuroni si rinnovano poco e le connessioni perse non sempre si ricostruiscono: per tale ragione il danno neurologico risulta progressivo e poco reversibile.

Modelli quantitativi suggeriscono che anche una compromissione funzionale di una piccola frazione dei neuroni potrebbe coinvolgere miliardi di cellule cerebrali, con effetti misurabili su memoria e decision-making: in una missione con ritardi comunicativi di venti minuti con la Terra anche piccoli deficit cognitivi diventerebbero criticità operative. (6)

Una stima statistica del numero di impatti che si verificherebbero nel cervello durante la sola tratta Terra-Marte (6 mesi di viaggio) ricavata da simulazioni condotte dall'ESA e dalla NASA resituisce che ogni centimetro quadrato del contenuto della nostra scatola cranica venga attraversato da centinaia di particelle ad alta energia; poiché il cervello umano ha superficie equivalente interna pari a migliaia di cm² saranno milioni (probabilmente decine di milioni) le tracce ionizzanti che attraverserebbero il tessuto neuronale durante tale missione: non uniformemente ma inevitabilmente.

Il cervello risulta più vulnerabile del resto del corpo per tre motivi fondamentali: è dotato di alta complessità di rete (piccole perturbazioni determinano grandi effetti funzionali), elevato metabolismo (più radicali liberi prodotti) e scarsa rigenerazione neuronale (riparazione limitata).

Oltre il cervello anche il sistema cardiovascolare e le cellule staminali risultano particolarmente vulnerabili ai raggi cosmici.

L’invecchiamento biologico - altro effetto indesiderato dovuto alla loro esposizione - viene misurato tramite marcatori epigenetici.

Il confronto tra gli astronauti gemelli Scott e Mark Kelly ci ha informato che anche le missioni in orbita bassa possono indurre a cambiamenti epigenetici significativi.

Applicando modelli radiobiologici, la dose che assorbirebbe un astronauto durante una missione completa sul pianeta rosso potrebbe equivalere, secondo alcuni modelli, a diversi anni di aging biologico (ordine di 3–10 anni), con forte variabilità tra tessuti: l’astronauta potrebbe tornare cronologicamente più giovane della propria età biologica locale in specifici organi).

Durante una singola giornata nello spazio profondo trilioni di eventi di danno e riparazione avvengono simultaneamente nell’organismo.

Ogni notte, durante il sonno, i sistemi di riparazione raggiungono la massima attività: il sonno sembra favorire l’attività dei sistemi di riparazione del DNA e potrebbe quindi contribuire indirettamente alla resilienza biologica e per questa ragione habitat, illuminazione e ritmi circadiani artificiali vengono progettati per ottimizzare i processi cellulari e non solo il comfort psicologico. (7)

La missione marziana si configura quindi come un processo continuo di manutenzione genomica.

I risultati di studi condotti sia dalla NASA che dall'ESA stanno trasformando la filosofia progettuale delle missioni umane nello spazio profondo: compreso come nessuna schermatura passiva sia da sola sufficiente ad eliminare il rischio della radiazione (le particelle HZE attraversano praticamente qualsiasi materiale) le agenzie spaziali hanno adottato una nuova strategia che integra tre livelli: architettura del veicolo, medicina rigenerativa ed adattamento biologico. (8)

Habitat ricchi di acqua e materiali idrogenati, monitoraggio genomico continuo e contromisure farmacologiche diventano elementi strutturali della missione.

Nell'ambito dell’ESA, programmi legati a materiali avanzati e strutture bio-ispirate riflettono questa integrazione crescente tra ingegneria e biologia: la storica domanda “l’astronauta sopravvive alla radiazione?” si è oggi trasformata in “l’astronauta mantiene integrità cognitiva e biologica sufficiente ad operare autonomamente?

L’essere umano si è evoluto sotto la protezione combinata di atmosfera e campo magnetico terrestre, dunque la possibilità di missioni interplanetarie sostenibili dipenderà probabilmente non solo dalla tecnologia esterna, ma anche dalla capacità di modulare biologicamente l’organismo umano prevenendo la senescenza cellulare, migliorando la riparazione del DNA e monitorando continuamente lo stato genomico degli astronauti.

In questo senso, l’esplorazione spaziale diventa anche un laboratorio per comprendere l’invecchiamento umano sulla Terra.

Concludiamo questa rassegna esaminando lo stato attuale degli studi sulla riparazione del DNA:

  • Il potenziamento farmacologico della riparazione.

La linea di ricerca più avanzata e promettente riguarda l’uso di farmaci per aumentare la capacità intrinseca delle cellule di riparare il DNA.

Tra i target principali ricordiamo l'attivazione delle vie PARP (Poly ADP-ribose polymerase), la modulazione delle proteine ATM e ATR e l'incremento dei livelli cellulari di NAD: questi interventi migliorano la velocità di riconoscimento delle rotture, l’efficienza della riparazione e la sopravvivenza cellulare dopo esposizione a radiazione.

In parallelo l’uso di antiossidanti mitocondriali specifici (come MitoQ) consente di ridurre la produzione di radicali liberi generati dalle tracce ionizzanti.

Il grado di maturità di queste tecnologie è elevato: molte sono già studiate in contesti clinici terrestri (aging, neurodegenerazione), rendendole immediatamente trasferibili all’ambiente spaziale.

  • Neuroprotezione e mantenimento cognitivo

Uno degli sviluppi più significativi riguarda la protezione del cervello.

Esperimenti condotti presso il NASA Space Radiation Laboratory hanno dimostrato che esposizioni a radiazione simili a quelle di una missione marziana causano perdita di plasticità sinaptica, neuroinfiammazione cronica e deficit cognitivi.

Tuttavia, trattamenti farmacologici mirati (ad esempio modulando la microglia o attivando recettori PPAR) sono riusciti a preservare quasi completamente le funzioni cognitive negli animali irradiati.

Questo risultato è cruciale: suggerisce che il principale limite operativo delle missioni marziane, ossia il deterioramento cognitivo, può essere mitigato in modo concreto.

  • Monitoraggio genomico continuo

Un’altra tecnologia ormai operativa è il sequenziamento del DNA in orbita: strumenti miniaturizzati permettono di monitorare mutazioni in tempo reale, adattare terapie farmacologiche e personalizzare il trattamento per ogni astronauta.

La missione diventa un sistema biologico monitorato e regolato continuamente.

  • Tecnologie emergenti

Accanto alle soluzioni più mature esistono linee di ricerca avanzate ma non ancora pronte per applicazioni operative:

  • ingegneria genetica radiotollerante, ispirata a organismi estremofili (es. proteina Dsup dei tardigradi);

  • riprogrammazione epigenetica, per “ringiovanire” le cellule danneggiate;

  • terapie con cellule staminali, per sostituire i tessuti compromessi.

Queste tecnologie hanno un potenziale enorme, ma presentano ancora problemi di sicurezza, complessità ed accettabilità etica.

Possiamo allora azzardare una previsione su quali (tra quelle sinora esaminate) saranno le tecnologie che renderanno possibile la prima missione umana su Marte.

Analizzando le roadmap di NASA, European Space Agency e programmi correlati emerge una previsione chiara: la prima missione su Marte non sarà abilitata da una singola innovazione quanto piuttosto da una combinazione di tecnologie già in fase avanzata.

La farmacologia della riparazione cellulare rappresenta la soluzione più probabile ed immediata.

Un “pacchetto” farmacologico includerà sicuramente stimolatori della riparazione del DNA, supporto metabolico (NAD⁺) ed anti-infiammatori mirati al sistema nervoso.

Il vantaggio principale è la sua praticabilità: non richiede modifiche genetiche permanenti, è reversibile ed è testabile già oggi in ambienti controllati.

Parallelamente, il veicolo spaziale stesso diventa parte della strategia di riparazione.

Le nuove architetture prevedono infatti zone di sonno altamente schermate, uso strategico di acqua e materiali idrogenati e controllo preciso dei ritmi circadiani (l’habitat diventa così un ambiente terapeutico continuo).

L’integrazione tra monitoraggio genomico e farmacologia porta ad un nuovo modello: la medicina personalizzata dinamica

Ogni astronauta riceve trattamenti adattati in funzione del proprio profilo genetico, del danno accumulato e della risposta individuale alla radiazione (medicina adattiva in tempo reale).

Nonostante il loro potenziale, alcune soluzioni difficilmente saranno utilizzate nella prima missione: tra queste l'editing genetico per aumentare la resistenza alla radiazione, la riprogrammazione epigenetica su larga scala e la produzione ed utilizzo estensivo di cellule staminali nello spazio.

Queste tecnologie richiedono infatti ancora decenni di sviluppo e validazione.


Note:

(1) Gli astronauti sono esposti a raggi cosmici galattici (GCR), eventi solari energetici e nuclei pesanti ad alta energia (HZE).


Queste particelle rompono direttamente il DNA, producono radicali liberi e generano danni “clusterizzati” molto difficili da riparare.

Esser esposti alla loro azione comporta il rischio di sviluppare cancro, degenerazione neurologica e problemi cardiovascolari e immunitari.

L'ESA considera esplicitamente la radiazione uno dei principali show-stopper per missioni marziane di lunga durata (vedi in proposito l'articolo "Mitigazione del rischio di radiazioni nell'esplorazione spaziale umana: un'introduzione, una visione e lo stato dell'arte" pubblicato su Springer Nature il 30 gennaio 2026).

(2) Esposizione Naturale Terrestre: la dose media annuale naturale per persona è molto bassa, pari a circa 2,4 mSv (millisievert) all'anno con variazioni locali tra 1,5 e oltre 10 mSv.

(3) Il Gray (Gy) è l'unità di misura del Sistema Internazionale utilizzata per quantificare la dose assorbita di radiazioni ionizzanti.

Un gray corrisponde al deposito di 1 Joule di energia in 1 chilogrammo di materia, che sia un tessuto biologico oppure un oggetto inanimato.

il Gray misura esclusivamente quanta energia "colpisce" la materia, senza considerare l'effetto biologico specifico o il tipo di radiazione (alfa, beta, gamma).

È l'unità standard in radioterapia per definire la dose precisa di radiazioni da somministrare ai tumori, e viene anche usato per valutare i "danni deterministici" immediati (come ustioni o avvelenamento acuto).

Sia il Gray che il Sievert si misurano in Joule/kg, ma mentre il primo indica la quantità di energia assorbita, il secondo indica il danno biologico stimato e si ottiene moltiplicando i Gray per un fattore di peso che dipende dal tipo di radiazione.

(4) Per molto tempo il modello di rischio era semplice: radiazione → mutazioni → tumori.

Da quando invece si è iniziato a pianificare missioni di lunga durata è subito divenuto evidente il fatto che mentre i tumori impiegano anni (o addirittura decenni) a svilupparsi, il rischio operativo immediato relativo ad una missione su Marte (durata media, circa tre anni) è invece costituito dalla perdita di performance cognitiva che può avvenire in tempi brevi in seguito all'esposizione alla radiazione galattica.

(5) Presso il Brookhaven & NASA Space Radiation Laboratory sono stati condotti esperimenti dove varie specie di animali venivano esposti a ioni di ferro con dosi equivalenti a quelle che avrebbero potuto ricevere nel corso di una missione marziana.

In seguito all'esposizione sono stati osservati una riduzione della memoria spaziale insieme a difficoltà decisionali, un aumento dell'ansia e dell'impulsività contestualmente ad una compromissione della flessibilità cognitiva.

Tali effetti sono stati riscontrati anche utilizzando dosi molto basse (0.1 – 0.2 Sv), molto inferiori alle soglie tumorali classiche.

(6) Durante una missione marziana il ritardo nelle comunicazioni Terra-Marte (e viceversa) varia dai 4 ai 22 minuti, dunque è impossibile un controllo in tempo reale da remoto (da un centro di controllo sul nostro pianeta): gli astronauti devono essere autonomi.

Pertanto, anche una riduzione cognitiva del 10–20% può compromettere seriamente la navigazione, la manutenzione e la gestione emergenze.

(7) Nella progettazione di astronavi, stazioni spaziali o basi permanenti sul suolo oggi si tiene conto dei seguenti accorgimenti:

  • zone di sonno ultra-schermate: il cervello è più vulnerabile durante il sonno profondo (processi di consolidamento sinaptico) pertanto vengono studiate capsule di riposo circondate da acqua, cibo, serbatoi;

  • orientamento degli astronauti: sono in fase di studio anche strategie di orientamento del corpo rispetto al flusso di radiazione che potrebbero ridurre la dose cerebrale;

  • monitoraggio cognitivo continuo con test neurologici quotidiani automatizzati: vengono rilevati tempi di reazione, memoria, decision making.

  • farmaci neuroprotettivi: ricerca su antiossidanti mirati, modulatori neuroinfiammatori e stimolazione neurogenica.

Il rischio "marziano" non è quello di morire nello spazio, piuttosto di diventare progressivamente meno cognitivamente affidabili mentre si è ancora vivi e operativi: un problema ingegneristico completamente nuovo.

Adottare strategie per ridurre anche solo del 25% il flusso di nuclei pesanti verso la testa significa evitare migliaia di tracce neuronali e di conseguenza ottenere una probabilità significativamente minore di deficit cognitivo.

La progettazione dei materiali strutturali diventa indirettamente una forma di protezione neurologica: non si protegge solo il corpo ma la capacità decisionale della missione.

L’esplorazione umana profonda introduce un nuovo vincolo fisico: la traiettoria verso Marte deve essere compatibile non solo con la meccanica orbitale, ma anche con la stabilità delle reti neurali umane.

(8) Le attuali linee di ricerca finanziate dall’ESA si articolano in 5 gruppi:

  • esperimenti biologici svolti direttamente nello spazio (ISS e piattaforma EXPOSE). La serie EXPOSE recentemente ha prodotto un risultato importante, dimostrando come alcuni microorganismi sono in grado di sopravvivere alla radiazione cosmica reale riparando il DNA dopo l’esposizione e riprendendo così la divisione cellulare: un cianobatterio è riuscito a ricostruire il proprio genoma anche dopo bombardamento da ioni pesanti. Quindi la natura dispone già di strategie molecolari di riparazione estrema, che potrebbero esser imitate o trasferite.

  • Lo studio diretto del danno al DNA umano: già da tempo l’ESA conduce programmi dedicati al monitoraggio biologico degli astronauti - misura del danno genetico, effetti sulla “epigenetic clock” (invecchiamento cellulare) e variazioni nella capacità di riparazione del DNA - che si pongono quale obiettivo la comprensione del motivo per il quale alcuni individui resistono meglio di altre alla radiazione.

  • Tessuti e organi coltivati per simulazioni marziane: l'ESA sviluppa modelli biologici avanzati che utilizzano cellule degli astronauti (coltivate in laboratorio) in seguito esposte a fasci di particelle accelerati (simulazione GCR) per studiarne la risposta molecolare individuale. Questi test permettono di osservare direttamente i meccanismi di riparazione cellulare.

  • Acceleratori di particelle terrestri (simulazione radiazione spaziale): l'ESA usa strutture come il GSI in Germania per riprodurre radiazione cosmica reale, studiare danni sub-cellulari e testare contromisure biologiche.

  • Modelli computazionali del DNA irradiato: il progetto Geant4-DNA, nato anche con supporto ESA, simula interazioni particella-DNA, rotture del doppio filamento e danni cromatinici a scala nanometrica, e serve per prevedere i rischi biologici prima delle missioni.

Dal 2023 la ricerca ESA ha imboccato una nuova direzione: la biologia sintetica e la bio-protezione.

L'intento è quello di rendere la biologia più resistente attraverso strategie emergenti quali:

  • l'utilizzo di microbi protettivi, biofilm e cianobatteri come scudi biologici e materiali viventi autoriparanti; esperimenti recenti mostrano microrganismi estremofili funzionare in condizioni marziane simulate;

  • Il trasferimento di meccanismi di riparazione: studio di organismi ultra-resistenti (ad esempio i tardigradi), proteine che stabilizzano il DNA e sistemi antiossidanti avanzati. La ricerca su specie resistenti alla radiazione potrebbe portare a protezioni umane future.

  • Il Synthetic biology per missioni profonde: nuovi studi indicano la biologia sintetica come tecnologia chiave per la protezione radiativa, la rigenerazione cellulare ed i sistemi di supporto vitale biologici.

Strategie ESA attualmente considerate:

Schermatura passiva (acqua, polimeri): quasi pronta.

Rifugi anti-tempesta solare: progettazione avanzata

Farmaci radioprotettivi: ricerca iniziale

Miglioramento riparazione DNA: ricerca attiva

Bio-ingegneria cellulare: fase esplorativa

Scudi magnetici attivi: studi concettuali

Sebbene si disponga già di un livello di comprensione avanzato circa il danno DNA e di modelli simulativi maturi, nonostante vengano continuamente realizzati nuovi esperimenti biologici reali nello spazio, le contromisure biologiche umane sono ancora a livello sperimentale e nessuna soluzione definitiva è già stata individuata per missioni di 2–3 anni.

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:                                        ( su FB ) - pdf e video  - mie domand...