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sabato 8 agosto 2026

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:

                                       (su FB ) - pdf e video - mie domande - miei articoli su focus

8 agosto 2026         Materia oscura e buchi neri: il ruolo delle antenne gravitazionali nella ricerca di segnali che ne rivelino esistenza e proprietà.

1 agosto 2026         Oltre la seconda generazione: quanto è profondo l’albero genealogico dei buchi neri? Una risposta da Pia Astone.

17 luglio 2026        La genealogia del buio: come le onde gravitazionali stanno ricostruendo l'albero genealogico dei buchi neri

7 luglio 2026          Chi possiede il diritto di "fare scienza"?  Dietro la prima fotografia di un buco nero, scienza, colonialismo e potere.

2 luglio 2026          Blanet: i mondi possibili nei dischi di accrescimento dei buchi neri.

29 giugno 2026      Nane nere e stelle di ferro: il destino estremo della materia nell'Universo.

18 giugno 2026      Con l'avvento delle antenne gravitazionali di prossima generazione sarà davvero possibile osservare "tutte le fusioni tra buchi neri avvenute della storia dell’Universo"?

11 giugno 2026      L’origine del termine Black Hole in astrofisica ed il suo legame con il “Buco Nero di Calcutta”.

8 giugno 2026       Dalla coscienza biologica all’intelligenza ibrida: l’evoluzione della mente nell’era dell’AI.

25 maggio 2026    Una AI può mentirci di proposito? L’emergere del comportamento strategico nelle intelligenze artificiali.

14 maggio 2026    Quanto siamo stati vicini a considerare normale l’idea di rendere radioattiva una parte del nostro per salvare il resto del territorio?

5 maggio 2026      Chi perde più tempo? Due orologi, tra orbite planetarie e buchi neri.

16 aprile 2026       Ciò che Einstein non voleva vedere: quando la geometria supera la realtà, le soluzioni estreme della Relatività Generale.

15 aprile 2026        Dal pallottoliere all’algoritmo: il confine tra procedura e pensiero nella scienza.

10 aprile 2026        È probabile che il cervello - più ancora del rischio oncologico - rappresenti il vero limite biologico operativo per una missione umana verso Marte.

5 aprile 2026          Che cosa significa “comprendere”?  Bostrom si sbagliava, non è indispensabile l’avvento di una superintelligenza per uno scenario distopico alla “paperclip maximizer”.

24 marzo 2026       La forma globale del nostro universo: JWST potrebbe vedere la nostra galassia nel passato remoto?

18 marzo 2026       Quando l’universo incontra l’algoritmo: Intelligenza Artificiale e nascita dei nuovi modelli cosmologici.

13 marzo 2026       L’intelligenza artificiale e la terza dimensione del cielo: una nuova mediazione tra osservazione e conoscenza cosmologica.

2 marzo 2026         Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

25 febbraio 2026   Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

18 febbraio 2026   L'enigma della coscienza nell’era delle AI generative: se ed in quali condizioni una macchina potrebbe divenire cosciente.

6 febbraio 2026     JWST sta costringendo la cosmologia a "smettere di essere comoda": l'attesa di un Deepest Deep Field che metta alla prova l'universo primordiale.

4 febbraio 2026     Come esplodono i buchi neri e cosa potrebbe vedere un osservatore che si trovasse ad assistere a questo fenomeno?

2 febbraio 2026     Orizzonti cosmologici, TIP e multiverso: quando la realtà diventa interfaccia.

28 gennaio 2026    Non è la distanza: è l’orizzonte. Blueshift, espansione e causalità cosmica.

20 gennaio 2026    Planetary Protection: perché non è (solo) una questione di microbi, e perché Elon Musk c’entra più di quanto sembri.

14 gennaio 2026    L’illusione della coscienza artificiale: pareidolia semantica, interfacce cognitive ed AI nel confronto tra Floridi, Hoffman, Chalmers, Tononi e Bostrom.

09 gennaio 2026    Perché l’universo in cui viviamo è visibile?  Forze fondamentali, mondi possibili ed interfacce della percezione.

22 dicembre 2025  “Ciò che rende un Paese degno di essere difeso”: Robert R. Wilson, la scienza fondamentale ed il valore di una civiltà.

12 dicembre 2025  Usare il sole per ottenere immagini dettagliate della superficie di pianeti in orbita intorno ad altre stelle.

21 novembre 2025 Satelliti ad aria: come far sì che un satellite utilizzi atomi presenti in altissima quota per generare una spinta.

17 ottobre 2025    Hugh Everett III, l'uomo degli universi paralleli che, deluso da quello in cui si trovò a vivere, rinunciò alle emozioni.

11 ottobre 2025    L'esperimento di Holmberg, precursore delle moderne simulazioni numeriche al computer, quale atto di empatia intellettuale verso il cosmo.

2 ottobre 2025      Il Vuoto come origine dell'Universo?

17 settembre 2025  Il ragazzo nato martedì.

19 agosto 2025     La sessualità negata alla rappresentazione della donna sulla targa fissata alle sonde Pioneer: la prudenza di Carl Sagan, il bigottismo della NASA e la riscossa di Joe Davis.

7 agosto 2025      Intelligenza artificiale: Bostrom, il “paperclip maximizer” e la pulizia etnica operata contro i Rohingya.

25 luglio 2025     L'impossibilità di rinunciare ai "miti fondanti" e le possibili conseguenze nella società contemporanea: ripensare a come vengono costruiti e diffusi quale soluzione ai futuri conflitti.

19 luglio 2025    Quanto rallenterebbe il tempo per un astronauta su un "pianeta di Miller" in orbita attorno ad uno dei due buchi neri di cui disponiamo la fotografia?

4 luglio 2025      Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?

25 giugno 2025   “Ci sono ancora alcune domande senza risposta, ad esempio: il bosone di Higgs esisterebbe se non ci fosse la matematica per descriverlo?"

20 giugno 2025    Può la corrente elettrica costituire una cura alle difficoltà di apprendimento della matematica?

29 maggio 2025  Prima del Big Bang: la "fase di attesa", una nuova congettura proposta da Melcher, Pradhan e Watso.

22 maggio 2025   No, La notizia "la fine del nostro universo avverrà prima di quanto sinora stimato" non è corretta.

15 maggio 2025   Sopravvivere alla caduta in un buco nero: Gargantua, il buco nero di Interstellar, è un oggetto descritto dalla metrica di Kerr?

2 maggio 2025     Freeman Dyson, il visionario: un motore per spostare le stelle e risparmiarci un tetro lontano futuro.

24 aprile 2025      A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?

28 marzo 2025     Cosa vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse sulla superficie di una stella di neutroni?

26 marzo 2025     Come riconoscere il momento in cui le attuali AI raggiungeranno la condizione di AGI (Artificial General Intelligence)? Saremo senza difese di fronte ad una AI con prestazioni sovraumane in ogni campo?

26 febbraio 2025   LSD e fisica, un esperimento inquietante: le sostanze psichedeliche possono influenzare la percezione della realtà quantistica?

21 febbraio 2025   La "naturalezza" costituisce ancora un valido principio guida nella ricerca delle Leggi di Natura che regolano il nostro Universo?

18 febbraio 2025  Stringhe: teoria scientifica o semplice congettura?

12 febbraio 2025  Che fine farà l'informazione quando anche l'ultimo buco nero sarà evaporato?

4 febbraio 2025  Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?

22 gennaio 2025  Uno o molti multiversi? La “prudente scommessa” di Steven Weinberg sulla teoria del multiverso.

14 gennaio 2025  L'universo primordiale potrebbe aver ospitato condizioni favorevoli ad un precocissimo sviluppo della vita: una ridefinizione delle caratteristiche biofiliche del cosmo.

27 dicembre 2024 Negli spazi intergalattici il tempo scorre più o meno velocemente che sulla Terra?

9 dicembre 2024   Il nostro universo come interno di un buco nero presente in un altro? L'azzardo di Popławski e la discussione tra Tonelli ed Odifreddi.

10 ottobre 2024      Il mio dialogo con ChatGPT

25 settembre 2024  Il fisico Tullio Regge, la "Biblioteca di Babele" ed i buchi neri.

16 settembre 2024  "Cosa vedrebbe un astronauta ... ?" parte seconda: escursioni termiche e pianeti in orbita intorno alle nane rosse.

7 settembre 2024  Cosa vedrebbe un astronauta sbarcato su un pianeta di un sistema binario?  (Come realizzare un ottimo film di fantascienza).

17 maggio 2024   Il treno degli orfani

6 maggio 2024     Nel peso di una molla compressa la differenza tra la teoria della gravità di Newton e quella di Einstein.

11 marzo 2024      Peter Higgs, la persona dietro lo scienziato.

3 febbraio 2024  Stephen Hawking e Thomas Hertog, la "Top Down Cosmology"

5 gennaio 2024  Leonard Susskind e la sua guerra per la salvezza della Meccanica Quantistica

10 dicembre 2023  Il limite intrinseco alla capacità degli acceleratori di particelle di sondare distanze sempre più brevi aumentando le energie.

12 ottobre 2023      La dialettica tra la fisica teorica e quella sperimentale.

12 ottobre 2023      E' oramai certo, l'antimateria "non cade verso l'alto": ci siamo giocati il motore di Alcubierre!

7 ottobre 2023     Il carattere delle probabilità nelle interpretazioni della meccanica quantistica: Copenhagen, Everett e “l’affidabilità” delle probabilità soggettive di de Finetti.

19 settembre 2023  Il passato non è "dietro le nostre spalle" come si è soliti affermare: è invece presente, lì davanti ai nostri occhi, nel cielo stellato.

16 settembre 2023  Una nuova fisica dietro l’angolo? Le “sorprese di Higgs” (e quella di Guido Tonelli).

10 settembre 2023  Alla ricerca di materia oscura pesante e leggera: gli esperimenti DarkSide e NA64

13 Agosto 2023      Dove indirizzare la ricerca di vita al di fuori del sistema solare? Non solo esopianeti ma anche stelle nane brune e “verdi” potrebbero avere acqua liquida in superficie.

7 Agosto 2023        Avi Loeb ed il suo contributo al progetto Breakthrough Starshot: la prima missione interstellare.

27 Luglio 2023       I Voyager Golden Records in viaggio verso le stelle: contengono un messaggio destinato a noi terrestri?

19 Luglio 2023       "La grandezza dell'ignoto è democratica"

13 Luglio 2023       La Terra a pera di Cristoforo Colombo

28 giugno 2023       Come i socials ci "agganciano" e monopolizzano il nostro tempo libero: i piccioni di Skinner e la strategia dei "like ritardati" di FB.

15 giugno 2023       Abilità mentali umane ed abilità in cui eccellono le AI (intelligenze artificiali): gli ambienti più consoni alle une ed alle altre.

11 giugno 2023       Il cervello dei sapiens (e di altre specie ad essa vicine) si è evoluto per gestire le situazioni di incertezza.

29 maggio 2023      LAWDKI, la ricerca di forme di vita aliena condotta adottando un nuovo paradigma: il finanziamento da parte della NASA all'iniziativa LAB.

24 maggio 2023      Il paradosso della tolleranza, una storia attuale?

2 maggio 2023        Agnotologia, la scienza che spiega perché diventiamo sempre più ignoranti.

28 marzo 2023        Grappoli di buchi bianchi o modifica della RG?

20 gennaio 2023      La vita al di fuori della Terra: cosa cercare e dove? I limiti della definizione di "fascia abitabile" e l'ipotesi "superterre e tettonica a zolle".

9 gennaio 2023       Come disinnescare un potenziale conflitto? Due esempi magistrali offerti da Richard Feynman.

9 dicembre 2022      Isole nei buchi neri: è stato davvero risolto il paradosso dell'informazione?

13 ottobre 2022       Di googleplex, di tetrazioni, del numero di Graham e della loro inutilità per misurare l'Universo: "... più uno!..."

5 ottobre 2022         E' davvero indispensabile ipotizzare l'esistenza della materia oscura per giustificare anomalie legate alla gravità riscontrate in quasi un secolo di osservazioni?

29 settembre 2022   L'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli e gli xenotrapianti: la CRISPRmania e le aspirazioni ad una società più "giusta"

23 settembre 2022   Parrocchiale ed Universale: dove potrebbe nascondersi alle nostre ricerche una vita aliena e perché siamo ancora troppo condizionati dal pregiudizio antropico negli attuali progetti in atto.

16 settembre 2022   Onde gravitazionali e sistemi binari: in un lontano futuro la nostra Luna finirà per fondersi con la Terra?

13 luglio 2022         "Excuse me while I kiss this guy": il fenomeno MONDEGREEN può colpire anche le AI?

30 giugno 2022       Sono davvero buchi neri di Einstein i due oggetti "fotografati" dalla collaborazione EHT (Event Horizon Telescope) e finiti sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

22 giugno 2022       Gli orologi al polso di osservatori posizionati in zone diverse della Terra a livello del mare viaggiano tutti alla stessa velocità?

30 maggio 2022      Un po' di matematica e fisica - che forse non conoscete - alla base dei sistemi di navigazione satellitare.

10 maggio 2022     L'effetto "Uncanny Valley" e gli zombies.

2 maggio 2022       Dove finisce la materia, attirata verso il proprio orizzonte degli eventi, dal pozzo gravitazionale scavato nello spazio tempo da un Buco Bianco?

8 aprile 2022          I giorni sul nostro pianeta sono sempre stati di 24 ore? Come siamo riusciti a misurare sperimentalmente la durata di un giorno di 400 milioni di anni fa.

10 marzo 2022       La coscienza delle api: quando più è meno e meno è più

2 marzo 2022          Buchi neri, gusci di fuoco ed orbite complesse

17 febbraio 2022   La dote cosmica dell'umanità.

25 gennaio 2022    Come ci prepariamo ad una missione umana verso Marte: "le farfalle possono volare sul pianeta rosso?"

20 gennaio 2022    L'origine degli atomi di oro nel nostro universo: r-process innescati da kilonovae e collapsars.

12 gennaio 2022    Perché, da un punto di vista scientifico, non è opportuno affidarci alle AI "robot-giudici": una riflessione sull'impossibilità di dare una definizione matematica al concetto di imparzialità.


5 gennaio 2022      Geoffrey West e la sua serendipity: dalla ricerca delle caratteristiche universali proprie delle particelle elementari a quelle del tessuto urbano.

23 novembre 2021 La fisica ed il problema della coscienza: è possibile fare a meno dello spazio tempo in un modello di realtà oggettiva?

22 novembre 2021 Matvej Bronštejn e la lunghezza di Planck

31 luglio 2021      Il "multiverso di livello I" e la copia perfetta di noi stessi a "soli" 10^10^118 x 10^27 metri da noi.

13 luglio 2021      L'illusione dell'esistenza di un "adesso cosmico".

29 giugno 2021    Cosa c'era prima dell'inizio: il Big Bang, origine del tutto o la fine di qualcosa? L'inflazione eterna di Alex Vilenkin

8 giugno 2021      Sovrastimiamo l'efficacia dei farmaci? Gli NNT (numbers need to treat) e la probabilità a grandi e piccole scale.

30 maggio 2021   La trappola della meritocrazia: davvero l'utilizzo di un criterio meritocratico è il mezzo ottimale per ottenere una società più "giusta"

14 maggio 2021  L'incredibile viaggio nel tempo dell'Apollo 8 ed il "paradosso dei gemelli" che paradosso non è. 

11 maggio 2021   Linee Tendex e la coppia di satelliti Grace: studiare il sottosuolo direttamente dal cielo, soltanto un sogno?

9 maggio 2021     Come finì con i tre teams di scommettitori che macinavano utili investendo sui biglietti della lotteria Cash WinFall?

6 maggio 2021     Le origini del gioco del lotto: è possibile guadagnare investendo in biglietti della lotteria?

5 maggio 2021     Il crescente "rumore" nelle evidenze degli esperimenti scientifici ed i gamberi marmorizzati

4 maggio 2021     La storia di GFT (Google Flu Trends), l'algoritmo di Google che doveva rivoluzionare il modo di far scienza.

3 maggio 2021    Il rischio di insuccesso nei processi di trasferimento della conoscenza

21 marzo 2021    L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni

2 marzo 2021      Il trilemma di Bostrom e la probabilità di vivere in una simulazione.

1 marzo 2021       L' "attesa di vita" tra vicini di villa agli Hamptons: un puntino all'estrema destra ed un grafico su cui meditare

1 marzo 2021       Fin dove si spinge l'affidabilità delle indagini sul DNA 

27 febbraio 2021  La risposta di Stephen Webb alle mie obiezioni 

18 febbraio 2021   Le ragioni dello scetticismo di una parte della comunità scientifica circa l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta.

11 gennaio 2021    Affrontiamo il problema della definizione di cosa sia la coscienza da un'altra prospettiva.

10 gennaio 2021    Il mistero della coscienza, i CCN ed i pazienti sottoposti a "split brain"

8 gennaio 2021      Una risposta semplice (ma poco nota) ad una domanda semplice: quando un soggetto infettato dal virus Sars-CoV-2, diventa contagioso e fino a quando lo rimane?

30 dicembre 2020   ... e se le misure finora adottate per contrastare l'attuale pandemia non fossero le più efficaci, ed in alcuni casi avessero invece provocato una sua recrudescenza?

15 dicembre 2020   L'efficacia del contact tracing: una questione di evoluzione?

24 novembre 2020   Perché le persone con un QI molto alto non hanno successo negli investimenti in borsa?

21 agosto 2020        La soluzione n. 33 al paradosso di Fermi: "non abbiamo ancora ricevuto segnali dagli alieni perché sviluppano una matematica diversa"

30 luglio 2020         Il futuro dell'evoluzione sul pianeta Terra.

21 luglio 2020        Può il concetto di "male" aver costituito un vantaggio evolutivo per la nostra specie?

7 luglio 2020          "Gli astronomi sono tutti bastardi sferici": Zwicky, il precursore della materia oscura.

7 giugno 2020        George Floyd, il razzismo negli USA ed i bias che colpiscono le IA: può un algoritmo essere imparziale?

15 maggio 2020     I medici comprendono la (matematica) statistica?

2 maggio 2020       HIV, Covid-19 ed il vero signficato di un test con responso positivo:"fase 2", maneggiare con estrema cautela!

27 aprile 2020        Franco Magnani, l'artista della memoria visto con gli occhi del neurologo Oliver Sacks

19 aprile 2020        Il prestigio dei "Nobel" ed il principio di autorità: vale più di un'altra l'ipotesi formulata da un "nobel"?

13 aprile 2020        I fenomeni emergenti, la coscienza ed il tempo: le riflessioni di un dopo pranzo pasquale.

1 aprile 2020          Scott ed Amundsen, il fly-by di Urano e la tragedia del Challenger: una visione di Freeman Dyson sulle modalità di progettazione di un'impresa.

28 marzo 2020       Freeman Dyson:un fisico extraterrestre?

20 marzo 2020       Italia e Cina: la crisi della democrazia liberale ed il diverso grado di efficacia nella risposta all'epidemia in atto

6 marzo 2020         Salti di specie, pipistrelli e la variabilità discordante nel DNA dei Sapiens

25 febbraio 2020    Perchè siamo così spaventati dal coronavirus Covid-19: un problema di comunicazione.

18 febbraio 2020    L'epidemia di coronavirus ed il rischio biologico: la cenerentola degli incubi del XXI secolo.

12 febbraio 2020   Stati Uniti del Sud e Giappone: un parallelo relativamente alla distorsione nel funzionamento del sistema giudiziario.

3 febbraio 2020      Quanto sono rari i numeri palindromi? Una bufala ci permette di fare chiarezza sulla frequenza dei numeri palindromi espressi in diverse basi.

20 gennaio 2020    Il significato del termine creatività ed il "codice umano".

18 dicembre 2019  L'emicrania come causa fisiologica di visioni mistiche nel medioevo ed in età moderna: Hildegard von Bingen ed Oliver Sacks

29 ottobre 2019      Prodotti alternativi sono davvero meglio dei sacchetti di plastica per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente?

23 ottobre 2019      Anche i piccioni credono in dio? Le interpretazioni dell'esperimento condotto da Skinner alla fine degli anni '40

18 ottobre 2019      Probabilità, certezza ed affidabilità: l’incredibile contributo del matematico italiano Bruno De Finetti, un uomo che nella seconda metà del ‘900 ha “salvato" la reputazione della scienza

10 settembre 2019  Perché la scienza ha fallito nel compito di rendere la gente capace di ragionare in modo razionale.

28 agosto 2019       Facebook potrebbe limitare l'odio in rete, ma non lo farà perché danneggerebbe il suo modello di business

24 luglio 2019        Salvini, la Lega, l'Unione Europea e la trappola del lusso

23 luglio 2019        Dalla preistoria abbiamo selezionato canidi con spiccate tendenze pedomorfiche: anche i canidi hanno contribuito a selezionarci?

16 luglio 2019        Sono le religioni monoteiste causa di profonde sofferenze patite per aver forzato l'identità di genere e legittimato lo sfruttamento degli animali?

16 luglio 2019        Che cos'è la felicità e perchè siamo programmati dall'evoluzione per provarla raramente.

23 maggio 2019      Amazon non finisce di stupirmi

8 maggio 2019        Un film ci fa riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell'intolleranza in politica.

3 maggio 2019        Future of life institute & Lethal Autonomous Weapons (LAW)

28 aprile 2019         Cellule del cervello di maiale riattivate dopo la morte: un aggiornamento al mio ultimo post su transumanesimo e biohackers.

10 aprile 2019         Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?

29 marzo 2019        La vera storia delle origini di Internet: Arpanet ed i militari, un mito sfatato.

27 marzo 2019        Il regalo di Google all'Umanità

6 marzo 2019          Libero arbitrio e libera volontà: i limiti fisiologici alla libertà individuale.

27 febbraio 2019    Sovranismo e quote nazionali in musica.

13 febbraio 2019    Razzismo e culturalismo

18 gennaio 2019    Martin Luther King e la sua eredità

5 gennaio 2019       The dark side of the AI: il lato oscuro delle intelligenza artificiali

2 gennaio 2019       Commenti al discorso di Steve Jobs all'università di Stanford

28 dicembre 2018   Nel 1913 Igor Stravinskij ha modificato “la corteccia cerebrale” della cultura europea

20 dicembre 2018   Nostalgia: assomiglia ad una parola greca dell'antichità ma con origini recenti

16 dicembre 2018   Sul problema dell’immigrazione Salvini Trump e Carlo Marx stanno dalla stessa parte!

6 dicembre 2018     È più morale che un'idea distrugga una società che non il contrario: la MDQ

28 novembre 2018  Il meccanico “random”

8 novembre 2018    Il crepuscolo della supremazia del dato oggettivo

4 novembre 2018    Xenofobia: un termine greco di origini antiche?

1 novembre 2018    Dagli Usa all’Africa, come cambiano i dilemmi dell’auto autonoma

30 settembre 2018  Ogni forma è rotta: come sopravvivere?

19 settembre 2018  La difficoltà di individuare con chiarezza l’esperto delle cui parole ci possiamo fidare

19 settembre 2018  Riprendiamo il discorso relativo all’analfabetismo funzionale

1 agosto 2018         Luca Ricolfi: il problema della comunicazione dei significati relativi ai dati grezzi 

31 luglio 2018         La banca del Tempo Libero

25 luglio 2018         Un tentativo di interpretazione dei dati usando il buon senso

23 luglio 2018         La difficoltà di comprendere le informazioni che ci vengono passate ogni giorno

30 giugno 2018       Aiutarli a casa loro? Forse la lettura di questo articolo può insegnarci qualcosa

7 maggio 2018        “L’utopia libertaria del web è fallita nel neoliberismo: e ora?”

28 marzo 2018       La verità? Facebook non ruba i dati, anzi: ne inventa di nuovi. E con il nostro consenso



Materia oscura e buchi neri: il ruolo delle antenne gravitazionali nella ricerca di segnali che ne rivelino esistenza e proprietà.

In un recente post su FB la fisica Catalina Curceanu dialoga con Claudio Eliodoro e, tra altri argomenti, accenna alla relazione tra materia oscura e buchi neri. (1)

Con il presente post mi propongo di approfondire il ruolo delle antenne gravitazionali nella ricerca di una risposta alla domanda “che cos’è la materia oscura” interagendo ancora una volta con Pia Astone (Ligo-Virgo-Kagra) il cui gruppo di ricerca è oggi concentrato sull’analisi di segnali “monocromatici e persistenti” che potrebbero indicare la presenza di una "nuvola di assioni".

Ma partiamo da capo.

L’Universo che osserviamo attraverso i telescopi rappresenta soltanto una piccola parte della realtà fisica.

Stelle, galassie, nubi di gas, pianeti, esseri viventi ed ogni atomo che conosciamo costituiscono la materia ordinaria, composta prevalentemente da barioni e leptoni e descritta, per quanto riguarda le sue particelle fondamentali, dal Modello Standard delle particelle elementari.

Sappiamo tuttavia che questa componente rappresenta soltanto circa il 5% del contenuto energetico dell’Universo, e che il resto è dominato da due entità ancora misteriose: per circa il 27% è costituito da materia oscura (Dark Matter, DM) e per circa il 68% da energia oscura.

Materia oscura e buchi neri condividono una caratteristica: entrambi sono (quasi) invisibili.

La materia oscura (che rappresenta circa l'85% di tutta la materia presente nel nostro Universo) non mostra interazioni elettromagnetiche sufficientemente intense da renderla direttamente osservabile attraverso la radiazione; non sappiamo ancora quale particella (o quali particelle) la componga, ma ne osserviamo gli effetti gravitazionali.

I buchi neri sono invece regioni in cui la gravità raggiunge la sua massima intensità deformando lo spazio-tempo fino a creare un orizzonte degli eventi superato il quale nessuna informazione può più tornare indietro.

La prima è dunque invisibile perché interagisce troppo poco con la luce mentre i secondi lo sono perché intrappolano la luce stessa.

Nonostante ciò sappiamo che entrambi hanno modellato e modellano in profondità la struttura dell’Universo. (2)

Viene quindi naturale chiedersi cosa accada quando queste due componenti oscure dell’Universo, protagoniste della fisica del XXI secolo, entrino in contatto.

La storia della materia oscura inizia negli anni Trenta con l’astronomo svizzero-americano Fritz Zwicky (3) che, mentre studiava l’ammasso denominato Chioma di Berenice (Coma Cluster), osservò come le singole galassie che lo costituivano si muovessero troppo rapidamente rispetto a quanto atteso misurando la massa visibile presente.

La fisica newtoniana prediceva infatti che un ammasso i cui componenti fossero dotati di tale velocità interna avrebbe dovuto disperdersi nello spazio.

Doveva quindi esistere una massa invisibile capace di fornire ulteriore attrazione gravitazionale, una massa invisibile aggiuntiva che Zwicky indicò con l'espressione tedesca dunkle Materie, “materia oscura”.

Per decenni questa idea rimase una curiosità teorica sino a che negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso gli studi sulle curve di rotazione delle galassie misero in evidenza un fatto imprevisto: quando si misura la velocità con cui le stelle orbitano attorno ad un centro galattico ci si aspetterebbe che le stelle più lontane rallentino, così come avviene per i pianeti più esterni del Sistema Solare.

Vera Rubin notò invece che molte galassie mostrano una velocità di rotazione quasi costante anche nelle loro regioni periferiche; la spiegazione più semplice - suggerì - sta nell'ipotizzare che queste siano immerse in enormi aloni invisibili di materia oscura in forma quasi sferica che si estendono ben oltre il loro disco luminoso.

Tale massa aggiuntiva, con il suo effetto gravitazionale, impedisce il rallentamento.

Non sappiamo ancora quale sia la natura fondamentale della materia oscura ma ne conosciamo alcune proprietà: non emette radiazione elettromagnetica (4), possiede una massa (5) che è in grado di modificare il moto delle galassie, la dinamica degli ammassi galattici, dar luogo a fenomeni quali le lenti gravitazionali e di contribuire alla formazione delle strutture cosmiche.

E probabilmente è ... "fredda". (6)

Nel corso degli anni sono state proposte molte ipotesi:

  • Le WIMP (Weakly Interacting Massive Particles, particelle massive debolmente interagenti) per molto tempo sono state le candidate principali. Dotate di massa confrontabile con quelle delle particelle del Modello Standard più pesanti, interagirebbero tramite la forza nucleare debole. Esperimenti sotterranei come XENON, LUX-ZEPLIN e PandaX cercano di rilevare direttamente gli urti estremamente rari tra queste particelle ed i nuclei atomici, ma fino ad oggi non è stata conseguita alcuna conferma definitiva.

  • Gli Assioni sono particelle ipotetiche estremamente leggere introdotte originariamente al fine di risolvere un problema della cromodinamica quantistica. A differenza delle WIMP, potrebbero essere così leggeri da comportarsi come un campo quantistico che permea l’intero Universo. Questa possibilità è diventata particolarmente interessante nello studio dei buchi neri rotanti.

  • Materia oscura ultraleggera (fuzzy dark matter): secondo alcuni modelli la materia oscura potrebbe esser caratterizzata da masse incredibilmente piccole. A queste scale la natura ondulatoria della meccanica quantistica diventerebbe significativa anche su dimensioni astronomiche, cosa che ha portato all’ipotesi di una materia oscura talmente leggera da presentare lunghezze d’onda macroscopiche.

  • Buchi neri primordiali (Primordial Black Holes, PBH): una possibilità radicalmente diversa è che almeno una parte della materia oscura sia costituita da piccoli buchi neri formatisi subito dopo il Big Bang. Questi oggetti non sarebbero composti da particelle sconosciute ma sarebbero veri e propri residui della fisica dell’Universo primordiale. Sebbene ad oggi le osservazioni gravitazionali abbiano posto numerosi vincoli a questa ipotesi, non è stata completamente scartata.

Un punto toccato dalla discussione tra Claudio e Catalina riguarda la possibilità che i buchi neri possano accrescere la propria massa "divorando" materia oscura.

In linea di principio un buco nero può catturare materia oscura (7) tuttavia poiché nella descrizione standard la materia oscura è sostanzialmente collisionless e non dissipa energia come fa il gas attraverso urti, risulta generalmente molto meno efficiente nel formare un flusso di accrescimento verso il buco nero. (8)

La materia oscura sembra invece interagire quasi esclusivamente attraverso la gravità: le sue particelle non collidono tra loro in modo significativo, non emettono radiazione e non dispongono di un meccanismo efficace per perdere energia (è anche il motivo per cui gli aloni sferici intorno alle galassie non si appiattiscono su un disco come succede con le stelle formate da materia ordinaria).

La gran parte di tali particelle attraversa la regione circostante il buco nero seguendo la propria orbita senza venir catturata, e di conseguenza il contributo della materia oscura alla crescita dei buchi neri è considerato secondario rispetto a quello del gas, delle stelle e delle fusioni con altri buchi neri.

Una situazione diversa potrebbe però essersi verificata nell’Universo primordiale: quando le prime strutture cosmiche si sono formate, gli aloni di materia oscura erano molto più densi di oggi, e così i primi buchi neri avrebbero potuto trovarsi immersi in ambienti ricchi di particelle oscure da catturare.

Alcuni ricercatori si sono chiesti se la materia oscura avrebbe potuto influenzare la crescita dei primi semi dei buchi neri supermassicci.

Tale domanda è particolarmente interessante perché di recente sono stati osservati buchi neri con masse superiori a miliardi di masse solari già presenti quando l’Universo aveva meno di un miliardo di anni: come abbiano fatto a crescere così rapidamente è ancora un problema aperto.

Tra le varie ipotesi avanzate, una riguarda la formazione di buchi neri formatisi direttamente nei primi istanti dopo il Big Bang quando la densità di materia era elevatissima (i PBH di cui ho già accennato); se fossero stati presenti in abbondanza potrebbero avere avuto un ruolo duplice, e cioè l'essere essi stessi una componente della materia oscura e, contemporaneamente, aver fornito i semi gravitazionali per la crescita dei primi buchi neri supermassicci. (9)

Gli eventi osservati dalle attuali antenne gravitazionali (LIGO Virgo e Kagra) hanno mostrato che l’Universo contiene molti buchi neri di massa stellare, alcuni dei quali più pesanti di quanto ci si aspettasse, e questo fatto ha riaperto le discussioni sulla possibile origine di alcuni di essi; in ogni caso le osservazioni indicano che i buchi neri primordiali, qualora ne fosse provata l'esistenza, non potrebbero comunque giustificare la presenza di tutta la materia oscura. (10)

Uno scenario interessante si delinea quando ci si chieda cosa accada alla materia oscura nei pressi di un buco nero supermassiccio.

La gravità del buco nero modifica la distribuzione delle particelle circostanti; alcuni modelli evidenziano come, durante la crescita lenta del buco nero, l’alone di materia oscura venga compresso verso il centro di gravità dando così luogo ad una regione estremamente concentrata indicata col nome di dark matter spike.

Merita menzione il fatto che dischi di accrescimento come quelli "fotografati" dalla Event Horizon Telescope Collaboration e le dark matter spike possano coesistere quasi indipendentemente.

La presenza di una tale struttura a cuspide potrebbe avere conseguenze osservabili: qualora la materia oscura risultasse composta da particelle capaci di annichilarsi reciprocamente (11) la loro elevata densità nelle vicinanze del buco nero aumenterebbe la probabilità di tali processi.

Le annichilazioni potrebbero produrre raggi gamma, neutrini o altre particelle osservabili, generando un segnale associato alla regione centrale della galassia e, in condizioni particolarmente favorevoli, alla zona prossima al buco nero.. (12)

La presenza di una dark matter spike potrebbe inoltre modificare il moto delle stelle vicine al centro galattico ed influenzare l'evoluzione orbitale degli oggetti compatti che spiraleggiano lentamente verso il buco nero. (13)

Se una coppia di buchi neri fosse immersa in una nube di materia oscura sufficientemente densa - è l'ipotesi - la gravità aggiuntiva modificherebbe leggermente la loro orbita col risultato di provocare una piccola variazione nella forma dell'onda gravitazionale (un effetto indicato col nome di dynamical friction o attrito dinamico): si tratta di un effetto estremamente sottile, quasi impossibile da individuare con le attuali antenne gravitazionali, ma gli strumenti del futuro potrebbero raggiungere la sensibilità necessaria a misurarlo.

Particolarmente promettenti sono i cosiddetti EMRI (Extreme Mass Ratio Inspirals): si tratta di sistemi nei quali un piccolo buco nero (o una stella di neutroni) orbita attorno ad un buco nero supermassiccio per mesi o anni prima della fusione.

Durante questo lungo spiraleggiamento anche una debole distribuzione di materia oscura potrebbe accumulare effetti misurabili sulla fase dell'onda gravitazionale (14): la futura missione spaziale Laser Interferometer Space Antenna (LISA) sarà particolarmente sensibile agli EMRI e potrebbe quindi offrire, tra le altre cose, un nuovo modo per sondare l'ambiente gravitazionale circostante i buchi neri supermassicci, compresa un'eventuale componente di materia oscura

Finora abbiamo immaginato la materia oscura come un insieme di particelle, ma potrebbe invece rivelarsi come un qualcosa di completamente diverso.

Alcune teorie propongono che la materia oscura sia un campo quantistico esteso su scale astronomiche, ad esempio composta da assioni o altri bosoni ultraleggeri.

Si tratta di particelle ipotetiche estremamente leggere le cui masse sarebbero enormemente inferiori a quelle degli elettroni.

Gli assioni QCD furono introdotti proprio come soluzione al cosiddetto problema CP forte della cromodinamica quantistica; se esistessero con le proprietà previste dal meccanismo di Peccei-Quinn potrebbero inoltre costituire una componente della materia oscura grazie al fatto di poter interagire con i buchi neri rotanti.

Un buco nero rotante possiede energia immagazzinata nella rotazione (15); se un campo quantistico ultraleggero lo circonda può verificarsi un fenomeno chiamato superradianza.

Il processo funziona in modo concettuale come segue: un campo bosonico ultraleggero può sviluppare un'instabilità superradiante nella geometria di un buco nero rotante; alcuni modi del campo estraggono energia e momento angolare dal buco nero e vengono amplificati fino a formare una nube bosonica gravitazionalmente legata.

Tale nube può, successivamente, emettere onde gravitazionali anche attraverso l'annichilazione di coppie di bosoni.

Non "brevi esplosioni" come quelle che caratterizzano le fusioni (chirp → merger → ringdown), ma segnali deboli e persistenti, "quasi monocromatici"; una sorta di "nota musicale cosmica".

La ricerca di queste onde gravitazionali è uno degli obiettivi degli attuali e futuri interferometri in quanto una loro eventuale osservazione fornirebbe una straordinaria evidenza dell'esistenza di un campo bosonico ultraleggero e della superradianza attorno a un buco nero; se quel bosone costituisse anche la materia oscura, avremmo inoltre un possibile collegamento diretto tra fisica dei buchi neri e natura della materia oscura.

Il buco nero, in questo contesto, diventa quindi una specie di gigantesco laboratorio naturale di fisica delle particelle.

Pia Astone mi scrive: "... con il mio gruppo ci occupiamo della ricerca di segnali monocromatici provenienti da pulsar o da possibili nuvole bosoniche ; "monocromatico" significa che la frequenza è praticamente costante nell'intervallo di osservazione, nella realtà tuttavia può comunque presentare un piccolo drift della frequenza ..."

Oggetto dei suoi studi sono quindi segnali potenzialmente persistenti per mesi, addirittura per anni: le onde gravitazionali continue, o continuous waves (CW).

Il gruppo di Pia è quindi impegnato nello sviluppo di tecniche per individuare segnali gravitazionali quasi-monocromatici nei dati degli interferometri.

Mentre una fusione tra buchi neri è un evento catastrofico e transiente durante il quale una gigantesca quantità di energia viene irradiata sotto forma di onde gravitazionali in un intervallo di tempo relativamente breve, una continuous wave assomiglia ad una nota musicale quasi persistente: una frequenza molto stabile, eventualmente soggetta a piccole variazioni nel tempo. (16)

La sorgente più classica ipotizzata per questi segnali è una stella di neutroni rapidamente rotante che non sia perfettamente simmetrica attorno al proprio asse di rotazione (anche una minuscola deformazione della stella può produrre radiazione gravitazionale); in condizioni ideali la frequenza dell'onda è strettamente legata a quella di rotazione della stella.

Il problema è che queste onde sono estremamente deboli: una stella di neutroni può emettere continuamente onde gravitazionali per tempi lunghissimi, ma l'ampiezza che arriva sulla Terra può essere così piccola da essere immersa nel rumore degli strumenti.

Gli interferometri come LIGO e Virgo devono cercare, all'interno di enormi quantità di dati, una traccia che non conosciamo in anticipo.

In una ricerca all-sky, infatti, non sappiamo necessariamente dove si trovi la sorgente, quale sia esattamente la sua frequenza, quanto rapidamente stia rallentando la propria rotazione (spin-down) e come la rotazione della Terra modifichi il segnale osservato.

Di conseguenza il segnale non appare semplicemente come una linea perfettamente verticale in uno spettrogramma: il moto orbitale e di rotazione della Terra introduce una modulazione Doppler e così si rende necessario ricostruire matematicamente le possibili traiettorie che una sorgente continua potrebbe lasciare nei dati.

Gli algoritmi devono quindi ricostruire, tra una quantità enorme di dati e rumore, le possibili traiettorie che una sorgente continua potrebbe lasciare nello spazio frequenza-tempo.

Tra le tecniche sviluppate per affrontare questo problema vi è la Frequency-Hough, associata anche al lavoro del gruppo di Pia: il principio generale consiste nel trasformare l'informazione contenuta nei dati in uno spazio nel quale possano emergere le possibili firme coerenti delle sorgenti continue. (17)

Finora non è stata ancora osservata in modo confermato una continuous wave proveniente da una stella di neutroni, tuttavia le ricerche hanno permesso di stabilire limiti sempre più stringenti sull'ampiezza che questi segnali possono avere. (18)

Le tecniche sviluppate per cercare segnali quasi-monocromatici possono essere applicate anche a nuove sorgenti esotiche quali le nubi di bosoni ultraleggeri attorno ai buchi neri (19); in un articolo del gruppo di Pia del 2022 viene evidenziato che tali nubi potrebbero produrre molti segnali CW concentrati in una piccola banda di frequenza, un problema importante per gli algoritmi di ricerca.

Il fenomeno quantistico noto come superradianza, cui abbiamo già accennato, potrebbe emettere onde gravitazionali quasi-monocromatiche, permettendo così agli interferometri gravitazionali di rilevare conseguenze macroscopiche della sua presenza. (20)

La ricerca di una continuous wave potrebbe condurre a tre risultati molto diversi tra di loro: potremmo trovare una stella di neutroni ancora sconosciuta, una sorgente esotica associata a un campo bosonico ultraleggero oppure potremmo anche non trovare nulla (ma riuscire comunque a escludere ampie regioni dello spazio dei parametri delle possibili particelle di materia oscura).

In tutti e tre i casi, la ricerca produce conoscenza.

Nei prossimi decenni strumenti come Einstein Telescope, Cosmic Explorer e LISA, insieme a osservatori di neutrini come IceCube e KM3NeT, potrebbero offrire informazioni complementari su diversi possibili segnali associati alla materia oscura e ai suoi effetti nei dintorni dei buchi neri.

Paradossalmente dunque la materia oscura potrebbe rivelarsi proprio grazie ai luoghi dell'Universo in cui la gravità è più estrema.

Note:

(1) Vedi il post "Sui BUCHI NERI - conversazione con Claudio Elidoro " sul profilo FB di Catalina Curceanu, 3 agosto 2026

https://www.facebook.com/share/17fugtkn68/?mibextid=wwXIfr

(2) La materia oscura sembra aver costruito l’impalcatura gravitazionale sulla quale sono nate le galassie mentre i buchi neri, soprattutto quelli supermassicci al centro delle galassie, hanno influenzato la loro evoluzione attraverso giganteschi fenomeni di accrescimento e getti relativistici.

(3) Vedi il mio post "gli astronomi sono tutti bastardi sferici" del 7 luglio 2020 che tratta dell'eccentrica personalità di Zwicky.

(4) Una particella di materia oscura non dovrebbe interagire con i fotoni in modo significativo, e questo spiega perché non possiamo osservarla direttamente con telescopi ottici, infrarossi, radio o raggi X.

(5) La sua presenza viene infatti dedotta dalla gravità.

(6) Nel modello cosmologico standard ΛCDM (Lambda Cold Dark Matter), la materia oscura è detta "fredda" perché, all’epoca in cui iniziarono a formarsi le strutture cosmiche, le sue particelle erano già non relativistiche, con velocità molto inferiori a quella della luce; questa caratteristica limita il free-streaming e permette la formazione gerarchica delle strutture osservate.

(7) Dal punto di vista della Relatività Generale non esiste alcuna distinzione gravitazionale fondamentale tra materia ordinaria e materia oscura: entrambe contribuiscono al tensore energia-impulso e si muovono nello spaziotempo secondo le leggi indicate da Einstein.

Di conseguenza un buco nero esercita la propria attrazione gravitazionale su tutte e due.

Un buco nero non "sa" se ciò che sta attirando è un atomo di idrogeno, una stella, un neutrino, una particella di materia oscura o un’onda elettromagnetica; tutto ciò che conta è l’energia associata a quella presenza nello spazio-tempo.

Dal punto di vista della geometria di Einstein, la materia dice allo spazio-tempo come curvarsi e lo spazio-tempo dice alla materia come muoversi.

Quindi, se una particella di materia oscura passa abbastanza vicino a un buco nero e possiede una traiettoria che la porta oltre l’orizzonte degli eventi, quella particella viene catturata esattamente come qualsiasi altra forma di materia.

(8) È invece il gas ordinario, costituito da materia barionica, che può dissipare energia e momento angolare e formare i giganteschi dischi di accrescimento osservati attorno ai nuclei galattici attivi ed ai quasar.

La materia oscura, essendo nella descrizione standard sostanzialmente collisionless e non radiativa, non forma normalmente strutture dissipative analoghe.

(9) La possibilità è stata studiata da diversi decenni ed ha ricevuto nuovo impulso dopo la scoperta delle onde gravitazionali che ha aperto la possibilità di utilizzare le popolazioni di buchi neri osservate per porre vincoli allo scenario dei PBH.

(10) Potrebbero tuttavia rappresentarne una frazione, ed in alcune finestre di massa anche una frazione molto significativa; i vincoli osservativi dipendono però fortemente dalla massa e dalla distribuzione delle masse dei PBH.

(11) Alcuni modelli ipotizzano che la materia oscura possa avere una piccola forza di auto-interazione o interazioni debolissime con la materia ordinaria.

La presenza di auto-interazioni (Self-Interacting Dark Matter o SIDM) non implica necessariamente dissipazione: per formare strutture analoghe ai dischi di accrescimento sarebbe necessario anche un efficace meccanismo di perdita di energia.

(12) Da tempo osservatori dedicati ai raggi gamma ed ai neutrini monitorano il centro della Via Lattea, là dove la concentrazione di materia oscura potrebbe essere elevata.

Tuttavia il centro galattico è una delle regioni più complesse dell’intera galassia: supernove, pulsar, gas caldo e processi astrofisici ordinari possono produrre segnali simili e separare un possibile segnale di materia oscura dal "rumore di fondo" astrofisico risulta estremamente difficile.

(13) La sua esistenza dipende tuttavia dalla storia dinamica della galassia: fusioni galattiche, incontri con stelle ed altri processi gravitazionali potrebbero infatti distruggere o attenuare queste strutture.

(14) Un piccolo buco nero di poche masse solari che orbiti attorno ad un buco nero supermassiccio può compiere migliaia di orbite prima della fusione finale, un tempo durante il quale emette un segnale gravitazionale estremamente ricco di informazioni, comportandosi di fatto come una sonda naturale che esplora lo spazio-tempo circostante.

Nel caso incontrasse una distribuzione anomala di materia oscura, quest'ultima potrebbe modificare la traiettoria di tale "sonda gravitazionale" venendo così identificata.

L'effettiva osservabilità dipenderà tuttavia dalla densità e dalla sopravvivenza dello spike, che sono ancora oggetto di discussione.

(15) L'idea che l'energia rotazionale di un buco nero possa essere estratta risale agli studi sulla meccanica dei buchi neri degli anni Sessanta; nel 1969 Roger Penrose mostrò un meccanismo concreto, oggi noto come processo di Penrose, attraverso il quale è possibile estrarre energia da un buco nero rotante.

Vedi il mio post "La dote cosmica dell'umanità" pubblicato il 17 febbraio 2022)

(16) Come mi spiega Pia, la ricerca di una CW è concettualmente simile alla ricerca di una voce quasi impercettibile che continua a parlare per mesi o anni: mantenendo la coerenza del segnale abbastanza a lungo è possibile accumulare informazione e migliorare il rapporto segnale/rumore.

Il gruppo di Pia lavora proprio sulle tecniche di analisi dei dati necessarie a fare questo, vedi su arXiv "Coherent search of continuous gravitational wave signals: extension of the 5-vectors method to a network of detectors" di Pia Astone , Alberto Colla , Sabrina D'Antonio , Sergio Frasca e Cristiano Palomba.

(17) Il costo computazionale è enorme: in una presentazione recente del progetto Frequency-Hough si indica che l'analisi di un anno di dati O3 ha richiesto circa 3 × 10⁷ core-hours.

Vedi "The Frequency-Hough project for continuous gravitational waves: algorithm optimization and scalability to HPC systems" di Lorenzo Pierini, Pia Astone, Stefano Dal Pra, Marco Serra e Cristiano Palomba, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Roma, CNAF

(18) Un lavoro del 2025, al quale partecipa Astone, ha cercato CW provenienti da quattro resti di supernova: Vela Jr., G347.3−0.5, Cassiopeia A ed il possibile oggetto compatto associato a SN 1987A.

Non sono stati trovati candidati interessanti nei dati reali (O3) e sono stati calcolati upper limits al 95%; per Cassiopeia A il limite migliore è effettivamente h₀ = 1,13 × 10⁻²⁵ a 201,57 Hz

Vedi su arXiv: "Harnessing the potential of PyStoch: detecting continuous gravitational waves from interesting supernova remnant targets" di Claudio Salvadore, Iuri La Rosa, Paola Leaci, Francesco Amicucci, Pia Astone, Sabrina D'Antonio, Luca D'Onofrio, Cristiano Palomba, Lorenzo Pierini e Francesco Safai Tehrani

(19) Un lavoro del gruppo di Pia del settembre 2022 ha studiato esplicitamente il problema dei cluster di segnali CW che potrebbero derivare anche da nubi di bosoni ultraleggeri intorno a buchi neri di massa stellare.

Vedi su arXiv "Impact of signal clusters in wide-band searches for continuous gravitational waves" di Lorenzo Pierini , Pia Astone , Cristiano Palomba , Aidan Nyquist , Simone Dall'Osso , Sabrina D'Antonio , Sergio Frasca , Iuri La Rosa , Paola Leaci , Federico Muciaccia , Ornella J. Piccinni e Luca Rei.

(20) Tuttavia la presenza (o l'assenza) di queste nubi potrebbe anche essere dedotta dallo spin dei buchi neri: poiché la superradianza estrae energia rotazionale, qualora un certo tipo di particella ultraleggera esistesse, potrebbe impedire ai buchi neri situati in determinati intervalli di massa e spin di raggiungere rotazioni molto elevate.

Lo studio statistico degli spin dei buchi neri potrebbe quindi diventare, indirettamente, una ricerca di particelle fondamentali.




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