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sabato 29 agosto 2026

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:

                                       (su FB ) - pdf e video - mie domande - miei articoli su focus

29 agosto 2026       AI, peer review e crisi della responsabilità scientifica: se il revisore è una macchina chi garantisce la scienza?

26 agosto 2026       Pollock, il caso delle 32 tele ritrovate: può la matematica costituire un test infallibile di autenticità?

18 agosto 2026       Parisi e du Sautoy: può una macchina scoprire matematica senza comprenderla?

8 agosto 2026         Materia oscura e buchi neri: il ruolo delle antenne gravitazionali nella ricerca di segnali che ne rivelino esistenza e proprietà.

1 agosto 2026         Oltre la seconda generazione: quanto è profondo l’albero genealogico dei buchi neri? Una risposta da Pia Astone.

17 luglio 2026        La genealogia del buio: come le onde gravitazionali stanno ricostruendo l'albero genealogico dei buchi neri

7 luglio 2026          Chi possiede il diritto di "fare scienza"?  Dietro la prima fotografia di un buco nero, scienza, colonialismo e potere.

2 luglio 2026          Blanet: i mondi possibili nei dischi di accrescimento dei buchi neri.

29 giugno 2026      Nane nere e stelle di ferro: il destino estremo della materia nell'Universo.

18 giugno 2026      Con l'avvento delle antenne gravitazionali di prossima generazione sarà davvero possibile osservare "tutte le fusioni tra buchi neri avvenute della storia dell’Universo"?

11 giugno 2026      L’origine del termine Black Hole in astrofisica ed il suo legame con il “Buco Nero di Calcutta”.

8 giugno 2026       Dalla coscienza biologica all’intelligenza ibrida: l’evoluzione della mente nell’era dell’AI.

25 maggio 2026    Una AI può mentirci di proposito? L’emergere del comportamento strategico nelle intelligenze artificiali.

14 maggio 2026    Quanto siamo stati vicini a considerare normale l’idea di rendere radioattiva una parte del nostro per salvare il resto del territorio?

5 maggio 2026      Chi perde più tempo? Due orologi, tra orbite planetarie e buchi neri.

16 aprile 2026       Ciò che Einstein non voleva vedere: quando la geometria supera la realtà, le soluzioni estreme della Relatività Generale.

15 aprile 2026        Dal pallottoliere all’algoritmo: il confine tra procedura e pensiero nella scienza.

10 aprile 2026        È probabile che il cervello - più ancora del rischio oncologico - rappresenti il vero limite biologico operativo per una missione umana verso Marte.

5 aprile 2026          Che cosa significa “comprendere”?  Bostrom si sbagliava, non è indispensabile l’avvento di una superintelligenza per uno scenario distopico alla “paperclip maximizer”.

24 marzo 2026       La forma globale del nostro universo: JWST potrebbe vedere la nostra galassia nel passato remoto?

18 marzo 2026       Quando l’universo incontra l’algoritmo: Intelligenza Artificiale e nascita dei nuovi modelli cosmologici.

13 marzo 2026       L’intelligenza artificiale e la terza dimensione del cielo: una nuova mediazione tra osservazione e conoscenza cosmologica.

2 marzo 2026         Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

25 febbraio 2026   Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

18 febbraio 2026   L'enigma della coscienza nell’era delle AI generative: se ed in quali condizioni una macchina potrebbe divenire cosciente.

6 febbraio 2026     JWST sta costringendo la cosmologia a "smettere di essere comoda": l'attesa di un Deepest Deep Field che metta alla prova l'universo primordiale.

4 febbraio 2026     Come esplodono i buchi neri e cosa potrebbe vedere un osservatore che si trovasse ad assistere a questo fenomeno?

2 febbraio 2026     Orizzonti cosmologici, TIP e multiverso: quando la realtà diventa interfaccia.

28 gennaio 2026    Non è la distanza: è l’orizzonte. Blueshift, espansione e causalità cosmica.

20 gennaio 2026    Planetary Protection: perché non è (solo) una questione di microbi, e perché Elon Musk c’entra più di quanto sembri.

14 gennaio 2026    L’illusione della coscienza artificiale: pareidolia semantica, interfacce cognitive ed AI nel confronto tra Floridi, Hoffman, Chalmers, Tononi e Bostrom.

09 gennaio 2026    Perché l’universo in cui viviamo è visibile?  Forze fondamentali, mondi possibili ed interfacce della percezione.

22 dicembre 2025  “Ciò che rende un Paese degno di essere difeso”: Robert R. Wilson, la scienza fondamentale ed il valore di una civiltà.

12 dicembre 2025  Usare il sole per ottenere immagini dettagliate della superficie di pianeti in orbita intorno ad altre stelle.

21 novembre 2025 Satelliti ad aria: come far sì che un satellite utilizzi atomi presenti in altissima quota per generare una spinta.

17 ottobre 2025    Hugh Everett III, l'uomo degli universi paralleli che, deluso da quello in cui si trovò a vivere, rinunciò alle emozioni.

11 ottobre 2025    L'esperimento di Holmberg, precursore delle moderne simulazioni numeriche al computer, quale atto di empatia intellettuale verso il cosmo.

2 ottobre 2025      Il Vuoto come origine dell'Universo?

17 settembre 2025  Il ragazzo nato martedì.

19 agosto 2025     La sessualità negata alla rappresentazione della donna sulla targa fissata alle sonde Pioneer: la prudenza di Carl Sagan, il bigottismo della NASA e la riscossa di Joe Davis.

7 agosto 2025      Intelligenza artificiale: Bostrom, il “paperclip maximizer” e la pulizia etnica operata contro i Rohingya.

25 luglio 2025     L'impossibilità di rinunciare ai "miti fondanti" e le possibili conseguenze nella società contemporanea: ripensare a come vengono costruiti e diffusi quale soluzione ai futuri conflitti.

19 luglio 2025    Quanto rallenterebbe il tempo per un astronauta su un "pianeta di Miller" in orbita attorno ad uno dei due buchi neri di cui disponiamo la fotografia?

4 luglio 2025      Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?

25 giugno 2025   “Ci sono ancora alcune domande senza risposta, ad esempio: il bosone di Higgs esisterebbe se non ci fosse la matematica per descriverlo?"

20 giugno 2025    Può la corrente elettrica costituire una cura alle difficoltà di apprendimento della matematica?

29 maggio 2025  Prima del Big Bang: la "fase di attesa", una nuova congettura proposta da Melcher, Pradhan e Watso.

22 maggio 2025   No, La notizia "la fine del nostro universo avverrà prima di quanto sinora stimato" non è corretta.

15 maggio 2025   Sopravvivere alla caduta in un buco nero: Gargantua, il buco nero di Interstellar, è un oggetto descritto dalla metrica di Kerr?

2 maggio 2025     Freeman Dyson, il visionario: un motore per spostare le stelle e risparmiarci un tetro lontano futuro.

24 aprile 2025      A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?

28 marzo 2025     Cosa vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse sulla superficie di una stella di neutroni?

26 marzo 2025     Come riconoscere il momento in cui le attuali AI raggiungeranno la condizione di AGI (Artificial General Intelligence)? Saremo senza difese di fronte ad una AI con prestazioni sovraumane in ogni campo?

26 febbraio 2025   LSD e fisica, un esperimento inquietante: le sostanze psichedeliche possono influenzare la percezione della realtà quantistica?

21 febbraio 2025   La "naturalezza" costituisce ancora un valido principio guida nella ricerca delle Leggi di Natura che regolano il nostro Universo?

18 febbraio 2025  Stringhe: teoria scientifica o semplice congettura?

12 febbraio 2025  Che fine farà l'informazione quando anche l'ultimo buco nero sarà evaporato?

4 febbraio 2025  Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?

22 gennaio 2025  Uno o molti multiversi? La “prudente scommessa” di Steven Weinberg sulla teoria del multiverso.

14 gennaio 2025  L'universo primordiale potrebbe aver ospitato condizioni favorevoli ad un precocissimo sviluppo della vita: una ridefinizione delle caratteristiche biofiliche del cosmo.

27 dicembre 2024 Negli spazi intergalattici il tempo scorre più o meno velocemente che sulla Terra?

9 dicembre 2024   Il nostro universo come interno di un buco nero presente in un altro? L'azzardo di Popławski e la discussione tra Tonelli ed Odifreddi.

10 ottobre 2024      Il mio dialogo con ChatGPT

25 settembre 2024  Il fisico Tullio Regge, la "Biblioteca di Babele" ed i buchi neri.

16 settembre 2024  "Cosa vedrebbe un astronauta ... ?" parte seconda: escursioni termiche e pianeti in orbita intorno alle nane rosse.

7 settembre 2024  Cosa vedrebbe un astronauta sbarcato su un pianeta di un sistema binario?  (Come realizzare un ottimo film di fantascienza).

17 maggio 2024   Il treno degli orfani

6 maggio 2024     Nel peso di una molla compressa la differenza tra la teoria della gravità di Newton e quella di Einstein.

11 marzo 2024      Peter Higgs, la persona dietro lo scienziato.

3 febbraio 2024  Stephen Hawking e Thomas Hertog, la "Top Down Cosmology"

5 gennaio 2024  Leonard Susskind e la sua guerra per la salvezza della Meccanica Quantistica

10 dicembre 2023  Il limite intrinseco alla capacità degli acceleratori di particelle di sondare distanze sempre più brevi aumentando le energie.

12 ottobre 2023      La dialettica tra la fisica teorica e quella sperimentale.

12 ottobre 2023      E' oramai certo, l'antimateria "non cade verso l'alto": ci siamo giocati il motore di Alcubierre!

7 ottobre 2023     Il carattere delle probabilità nelle interpretazioni della meccanica quantistica: Copenhagen, Everett e “l’affidabilità” delle probabilità soggettive di de Finetti.

19 settembre 2023  Il passato non è "dietro le nostre spalle" come si è soliti affermare: è invece presente, lì davanti ai nostri occhi, nel cielo stellato.

16 settembre 2023  Una nuova fisica dietro l’angolo? Le “sorprese di Higgs” (e quella di Guido Tonelli).

10 settembre 2023  Alla ricerca di materia oscura pesante e leggera: gli esperimenti DarkSide e NA64

13 Agosto 2023      Dove indirizzare la ricerca di vita al di fuori del sistema solare? Non solo esopianeti ma anche stelle nane brune e “verdi” potrebbero avere acqua liquida in superficie.

7 Agosto 2023        Avi Loeb ed il suo contributo al progetto Breakthrough Starshot: la prima missione interstellare.

27 Luglio 2023       I Voyager Golden Records in viaggio verso le stelle: contengono un messaggio destinato a noi terrestri?

19 Luglio 2023       "La grandezza dell'ignoto è democratica"

13 Luglio 2023       La Terra a pera di Cristoforo Colombo

28 giugno 2023       Come i socials ci "agganciano" e monopolizzano il nostro tempo libero: i piccioni di Skinner e la strategia dei "like ritardati" di FB.

15 giugno 2023       Abilità mentali umane ed abilità in cui eccellono le AI (intelligenze artificiali): gli ambienti più consoni alle une ed alle altre.

11 giugno 2023       Il cervello dei sapiens (e di altre specie ad essa vicine) si è evoluto per gestire le situazioni di incertezza.

29 maggio 2023      LAWDKI, la ricerca di forme di vita aliena condotta adottando un nuovo paradigma: il finanziamento da parte della NASA all'iniziativa LAB.

24 maggio 2023      Il paradosso della tolleranza, una storia attuale?

2 maggio 2023        Agnotologia, la scienza che spiega perché diventiamo sempre più ignoranti.

28 marzo 2023        Grappoli di buchi bianchi o modifica della RG?

20 gennaio 2023      La vita al di fuori della Terra: cosa cercare e dove? I limiti della definizione di "fascia abitabile" e l'ipotesi "superterre e tettonica a zolle".

9 gennaio 2023       Come disinnescare un potenziale conflitto? Due esempi magistrali offerti da Richard Feynman.

9 dicembre 2022      Isole nei buchi neri: è stato davvero risolto il paradosso dell'informazione?

13 ottobre 2022       Di googleplex, di tetrazioni, del numero di Graham e della loro inutilità per misurare l'Universo: "... più uno!..."

5 ottobre 2022         E' davvero indispensabile ipotizzare l'esistenza della materia oscura per giustificare anomalie legate alla gravità riscontrate in quasi un secolo di osservazioni?

29 settembre 2022   L'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli e gli xenotrapianti: la CRISPRmania e le aspirazioni ad una società più "giusta"

23 settembre 2022   Parrocchiale ed Universale: dove potrebbe nascondersi alle nostre ricerche una vita aliena e perché siamo ancora troppo condizionati dal pregiudizio antropico negli attuali progetti in atto.

16 settembre 2022   Onde gravitazionali e sistemi binari: in un lontano futuro la nostra Luna finirà per fondersi con la Terra?

13 luglio 2022         "Excuse me while I kiss this guy": il fenomeno MONDEGREEN può colpire anche le AI?

30 giugno 2022       Sono davvero buchi neri di Einstein i due oggetti "fotografati" dalla collaborazione EHT (Event Horizon Telescope) e finiti sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

22 giugno 2022       Gli orologi al polso di osservatori posizionati in zone diverse della Terra a livello del mare viaggiano tutti alla stessa velocità?

30 maggio 2022      Un po' di matematica e fisica - che forse non conoscete - alla base dei sistemi di navigazione satellitare.

10 maggio 2022     L'effetto "Uncanny Valley" e gli zombies.

2 maggio 2022       Dove finisce la materia, attirata verso il proprio orizzonte degli eventi, dal pozzo gravitazionale scavato nello spazio tempo da un Buco Bianco?

8 aprile 2022          I giorni sul nostro pianeta sono sempre stati di 24 ore? Come siamo riusciti a misurare sperimentalmente la durata di un giorno di 400 milioni di anni fa.

10 marzo 2022       La coscienza delle api: quando più è meno e meno è più

2 marzo 2022          Buchi neri, gusci di fuoco ed orbite complesse

17 febbraio 2022   La dote cosmica dell'umanità.

25 gennaio 2022    Come ci prepariamo ad una missione umana verso Marte: "le farfalle possono volare sul pianeta rosso?"

20 gennaio 2022    L'origine degli atomi di oro nel nostro universo: r-process innescati da kilonovae e collapsars.

12 gennaio 2022    Perché, da un punto di vista scientifico, non è opportuno affidarci alle AI "robot-giudici": una riflessione sull'impossibilità di dare una definizione matematica al concetto di imparzialità.


5 gennaio 2022      Geoffrey West e la sua serendipity: dalla ricerca delle caratteristiche universali proprie delle particelle elementari a quelle del tessuto urbano.

23 novembre 2021 La fisica ed il problema della coscienza: è possibile fare a meno dello spazio tempo in un modello di realtà oggettiva?

22 novembre 2021 Matvej Bronštejn e la lunghezza di Planck

31 luglio 2021      Il "multiverso di livello I" e la copia perfetta di noi stessi a "soli" 10^10^118 x 10^27 metri da noi.

13 luglio 2021      L'illusione dell'esistenza di un "adesso cosmico".

29 giugno 2021    Cosa c'era prima dell'inizio: il Big Bang, origine del tutto o la fine di qualcosa? L'inflazione eterna di Alex Vilenkin

8 giugno 2021      Sovrastimiamo l'efficacia dei farmaci? Gli NNT (numbers need to treat) e la probabilità a grandi e piccole scale.

30 maggio 2021   La trappola della meritocrazia: davvero l'utilizzo di un criterio meritocratico è il mezzo ottimale per ottenere una società più "giusta"

14 maggio 2021  L'incredibile viaggio nel tempo dell'Apollo 8 ed il "paradosso dei gemelli" che paradosso non è. 

11 maggio 2021   Linee Tendex e la coppia di satelliti Grace: studiare il sottosuolo direttamente dal cielo, soltanto un sogno?

9 maggio 2021     Come finì con i tre teams di scommettitori che macinavano utili investendo sui biglietti della lotteria Cash WinFall?

6 maggio 2021     Le origini del gioco del lotto: è possibile guadagnare investendo in biglietti della lotteria?

5 maggio 2021     Il crescente "rumore" nelle evidenze degli esperimenti scientifici ed i gamberi marmorizzati

4 maggio 2021     La storia di GFT (Google Flu Trends), l'algoritmo di Google che doveva rivoluzionare il modo di far scienza.

3 maggio 2021    Il rischio di insuccesso nei processi di trasferimento della conoscenza

21 marzo 2021    L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni

2 marzo 2021      Il trilemma di Bostrom e la probabilità di vivere in una simulazione.

1 marzo 2021       L' "attesa di vita" tra vicini di villa agli Hamptons: un puntino all'estrema destra ed un grafico su cui meditare

1 marzo 2021       Fin dove si spinge l'affidabilità delle indagini sul DNA 

27 febbraio 2021  La risposta di Stephen Webb alle mie obiezioni 

18 febbraio 2021   Le ragioni dello scetticismo di una parte della comunità scientifica circa l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta.

11 gennaio 2021    Affrontiamo il problema della definizione di cosa sia la coscienza da un'altra prospettiva.

10 gennaio 2021    Il mistero della coscienza, i CCN ed i pazienti sottoposti a "split brain"

8 gennaio 2021      Una risposta semplice (ma poco nota) ad una domanda semplice: quando un soggetto infettato dal virus Sars-CoV-2, diventa contagioso e fino a quando lo rimane?

30 dicembre 2020   ... e se le misure finora adottate per contrastare l'attuale pandemia non fossero le più efficaci, ed in alcuni casi avessero invece provocato una sua recrudescenza?

15 dicembre 2020   L'efficacia del contact tracing: una questione di evoluzione?

24 novembre 2020   Perché le persone con un QI molto alto non hanno successo negli investimenti in borsa?

21 agosto 2020        La soluzione n. 33 al paradosso di Fermi: "non abbiamo ancora ricevuto segnali dagli alieni perché sviluppano una matematica diversa"

30 luglio 2020         Il futuro dell'evoluzione sul pianeta Terra.

21 luglio 2020        Può il concetto di "male" aver costituito un vantaggio evolutivo per la nostra specie?

7 luglio 2020          "Gli astronomi sono tutti bastardi sferici": Zwicky, il precursore della materia oscura.

7 giugno 2020        George Floyd, il razzismo negli USA ed i bias che colpiscono le IA: può un algoritmo essere imparziale?

15 maggio 2020     I medici comprendono la (matematica) statistica?

2 maggio 2020       HIV, Covid-19 ed il vero signficato di un test con responso positivo:"fase 2", maneggiare con estrema cautela!

27 aprile 2020        Franco Magnani, l'artista della memoria visto con gli occhi del neurologo Oliver Sacks

19 aprile 2020        Il prestigio dei "Nobel" ed il principio di autorità: vale più di un'altra l'ipotesi formulata da un "nobel"?

13 aprile 2020        I fenomeni emergenti, la coscienza ed il tempo: le riflessioni di un dopo pranzo pasquale.

1 aprile 2020          Scott ed Amundsen, il fly-by di Urano e la tragedia del Challenger: una visione di Freeman Dyson sulle modalità di progettazione di un'impresa.

28 marzo 2020       Freeman Dyson:un fisico extraterrestre?

20 marzo 2020       Italia e Cina: la crisi della democrazia liberale ed il diverso grado di efficacia nella risposta all'epidemia in atto

6 marzo 2020         Salti di specie, pipistrelli e la variabilità discordante nel DNA dei Sapiens

25 febbraio 2020    Perchè siamo così spaventati dal coronavirus Covid-19: un problema di comunicazione.

18 febbraio 2020    L'epidemia di coronavirus ed il rischio biologico: la cenerentola degli incubi del XXI secolo.

12 febbraio 2020   Stati Uniti del Sud e Giappone: un parallelo relativamente alla distorsione nel funzionamento del sistema giudiziario.

3 febbraio 2020      Quanto sono rari i numeri palindromi? Una bufala ci permette di fare chiarezza sulla frequenza dei numeri palindromi espressi in diverse basi.

20 gennaio 2020    Il significato del termine creatività ed il "codice umano".

18 dicembre 2019  L'emicrania come causa fisiologica di visioni mistiche nel medioevo ed in età moderna: Hildegard von Bingen ed Oliver Sacks

29 ottobre 2019      Prodotti alternativi sono davvero meglio dei sacchetti di plastica per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente?

23 ottobre 2019      Anche i piccioni credono in dio? Le interpretazioni dell'esperimento condotto da Skinner alla fine degli anni '40

18 ottobre 2019      Probabilità, certezza ed affidabilità: l’incredibile contributo del matematico italiano Bruno De Finetti, un uomo che nella seconda metà del ‘900 ha “salvato" la reputazione della scienza

10 settembre 2019  Perché la scienza ha fallito nel compito di rendere la gente capace di ragionare in modo razionale.

28 agosto 2019       Facebook potrebbe limitare l'odio in rete, ma non lo farà perché danneggerebbe il suo modello di business

24 luglio 2019        Salvini, la Lega, l'Unione Europea e la trappola del lusso

23 luglio 2019        Dalla preistoria abbiamo selezionato canidi con spiccate tendenze pedomorfiche: anche i canidi hanno contribuito a selezionarci?

16 luglio 2019        Sono le religioni monoteiste causa di profonde sofferenze patite per aver forzato l'identità di genere e legittimato lo sfruttamento degli animali?

16 luglio 2019        Che cos'è la felicità e perchè siamo programmati dall'evoluzione per provarla raramente.

23 maggio 2019      Amazon non finisce di stupirmi

8 maggio 2019        Un film ci fa riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell'intolleranza in politica.

3 maggio 2019        Future of life institute & Lethal Autonomous Weapons (LAW)

28 aprile 2019         Cellule del cervello di maiale riattivate dopo la morte: un aggiornamento al mio ultimo post su transumanesimo e biohackers.

10 aprile 2019         Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?

29 marzo 2019        La vera storia delle origini di Internet: Arpanet ed i militari, un mito sfatato.

27 marzo 2019        Il regalo di Google all'Umanità

6 marzo 2019          Libero arbitrio e libera volontà: i limiti fisiologici alla libertà individuale.

27 febbraio 2019    Sovranismo e quote nazionali in musica.

13 febbraio 2019    Razzismo e culturalismo

18 gennaio 2019    Martin Luther King e la sua eredità

5 gennaio 2019       The dark side of the AI: il lato oscuro delle intelligenza artificiali

2 gennaio 2019       Commenti al discorso di Steve Jobs all'università di Stanford

28 dicembre 2018   Nel 1913 Igor Stravinskij ha modificato “la corteccia cerebrale” della cultura europea

20 dicembre 2018   Nostalgia: assomiglia ad una parola greca dell'antichità ma con origini recenti

16 dicembre 2018   Sul problema dell’immigrazione Salvini Trump e Carlo Marx stanno dalla stessa parte!

6 dicembre 2018     È più morale che un'idea distrugga una società che non il contrario: la MDQ

28 novembre 2018  Il meccanico “random”

8 novembre 2018    Il crepuscolo della supremazia del dato oggettivo

4 novembre 2018    Xenofobia: un termine greco di origini antiche?

1 novembre 2018    Dagli Usa all’Africa, come cambiano i dilemmi dell’auto autonoma

30 settembre 2018  Ogni forma è rotta: come sopravvivere?

19 settembre 2018  La difficoltà di individuare con chiarezza l’esperto delle cui parole ci possiamo fidare

19 settembre 2018  Riprendiamo il discorso relativo all’analfabetismo funzionale

1 agosto 2018         Luca Ricolfi: il problema della comunicazione dei significati relativi ai dati grezzi 

31 luglio 2018         La banca del Tempo Libero

25 luglio 2018         Un tentativo di interpretazione dei dati usando il buon senso

23 luglio 2018         La difficoltà di comprendere le informazioni che ci vengono passate ogni giorno

30 giugno 2018       Aiutarli a casa loro? Forse la lettura di questo articolo può insegnarci qualcosa

7 maggio 2018        “L’utopia libertaria del web è fallita nel neoliberismo: e ora?”

28 marzo 2018       La verità? Facebook non ruba i dati, anzi: ne inventa di nuovi. E con il nostro consenso



AI, peer review e crisi della responsabilità scientifica: se il revisore è una macchina chi garantisce la scienza?

Sul numero in edicola di "Le Scienze" il neurologo Simone Rossi (Università di Siena) racconta un episodio che lo ha visto come protagonista lo scorso aprile.

Ricevuto l'incarico di valutare un articolo scientifico destinato alla pubblicazione su una delle grandi riviste internazionali, ne individua numerose debolezze e decide di chiedere ad un'intelligenza artificiale un primo parere.

Non delega alla macchina la propria valutazione ma ne utilizza il responso come una sorta di interlocutore preliminare: lo confronta con le proprie impressioni, lo modifica, lo integra ed infine scrive la propria revisione.

Insieme alla decisione editoriale di respingere l'articolo, Rossi riceve le valutazioni degli altri due revisori.

Leggendole, si accorge che le loro recensioni seguono praticamente lo stesso schema della risposta prodotta dal chatbot da lui interrogato: non soltanto arrivano alla medesima conclusione ma presentano una struttura molto simile.

Secondo Rossi i due revisori potrebbero aver utilizzato direttamente la risposta standardizzata di un sistema di AI senza una successiva rielaborazione personale.

La prova indipendente che quei due revisori abbiano effettivamente utilizzato direttamente la risposta di un chatbot non è disponibile: l'episodio raccontato da Rossi è infatti una testimonianza personale, e la sua interpretazione deriva dalla somiglianza fra le revisioni ricevute e l'output che egli stesso aveva ottenuto dall'IA.

Non si tratta dell'aver dimostrato statisticamente quanto sia diffuso l'uso dell'IA nel peer review, ma questo episodio rende visibile un problema che potrebbe diventare uno dei più delicati della scienza contemporanea.

La domanda che l'autore si pone non è se sia lecito utilizzare l'intelligenza artificiale per fare ricerca ma si chiede che cosa rimanga della responsabilità del ricercatore quando una macchina cominci a prendere il posto del suo giudizio ("Il peer review non è soltanto un controllo di qualità"): non mette cioè in discussione l'utilità dell'IA nella ricerca, né sostiene che debba essere esclusa dal processo scientifico, il problema, per lui, è stabilire fino a che punto possa sostituire il giudizio del ricercatore.

Per comprendere la portata del problema bisogna partire da ciò che intendiamo quando parliamo di peer review.

Il termine significa letteralmente "revisione fra pari": un ricercatore sottopone il proprio lavoro alla valutazione di altri specialisti che possiedono competenze sufficienti per giudicarlo e questi esperti devono verificare, per quanto possibile, la solidità del metodo, la correttezza dell'interpretazione dei dati, la qualità delle argomentazioni, l'originalità del contributo e la plausibilità delle conclusioni.

Ma c'è qualcosa di più: il revisore non è semplicemente un correttore di bozze scientifiche, non deve soltanto verificare che un testo sia coerente e ben scritto ma deve "pensare contro il testo".

Deve cioè chiedersi "... è davvero così? Quale ipotesi alternativa è stata trascurata? I dati consentono davvero questa conclusione? Il metodo permette di distinguere questa spiegazione dalle altre? Che cosa succederebbe se l'interpretazione fosse sbagliata? ..."

È questa "resistenza" che rende il processo scientifico diverso da un semplice sistema di produzione di documenti convincenti.

La scienza non procede soltanto accumulando affermazioni, ma anche attraverso il dubbio, la critica, il confronto con ipotesi alternative, la verifica empirica e, quando possibile, il tentativo di falsificazione.

Il problema non tuttavia è che l'AI sbagli: la prima reazione al problema potrebbe essere "ma anche gli esseri umani sbagliano", ed è vero.

Un revisore potrebbe non accorgersi di un errore, esser superficiale, avere pregiudizi, esser troppo indulgente o eccessivamente severo; potrebbe anche non comprendere un argomento interdisciplinare.

L'AI introduce una novità qualitativa: un modello linguistico può produrre in pochi secondi una recensione scientificamente plausibile, organizzata, grammaticalmente impeccabile ed apparentemente ragionata: è questo il pericolo!

Un testo prodotto dall'IA può sembrare un giudizio senza esserlo realmente.

Un modello genera una sequenza linguistica sulla base delle regolarità apprese durante l'addestramento: può individuare - con affidabilità variabile - strutture argomentative, incongruenze, concetti mancanti e perfino errori metodologici (i sistemi più avanzati sono strumenti straordinariamente potenti)

Ma la produzione di un testo che ha la forma di un giudizio non equivale necessariamente all'assunzione della responsabilità epistemica di quel giudizio,.

Rossi stesso ammette l'utilizzo dell'AI nel redarre il suo giudizio: non propone una contrapposizione semplicistica fra ricercatore umano e macchina.

"Fammi notare qualcosa che potrei non aver visto" è diverso da "Valuta tu questo articolo ed io presenterò la tua valutazione come mia": nel primo caso la macchina diventa un interlocutore cognitivo mentre nel secondo diventa un sostituto del giudizio.

La distinzione potrebbe essere applicata a moltissime attività scientifiche: utilizzare l'IA per correggere l'inglese di un articolo è una cosa, chiederle di suggerire una struttura argomentativa è un'altra.

Utilizzarla per cercare riferimenti bibliografici può essere estremamente utile, purché le fonti vengano controllate. (1)

Chiederle di individuare possibili obiezioni ad una teoria può persino migliorare il lavoro dello scienziato, ma se il ricercatore smette progressivamente di formulare quelle obiezioni e si limita a scegliere fra quelle prodotte dalla macchina qualcosa cambia: l'IA da strumento diventa un componente del processo deliberativo, e quando questo accade senza essere dichiarato diventa difficile stabilire dove finisca il lavoro umano e dove inizi quello della macchina.

C'è un concetto che emerge implicitamente dall'argomentazione di Rossi: quello della responsabilità associata alla firma.

Quando un ricercatore pubblica un articolo mette il proprio nome su qualcosa: questo non significa sia personalmente responsabile di ogni singola parola o di ogni errore inevitabile, ma l'atto di apporre la propria firma è come affermare "... questo lavoro rappresenta ciò che, sulla base delle mie competenze e delle mie verifiche, sono disposto a sostenere davanti alla comunità scientifica ...".

E lo stesso vale per il revisore, anche quando la revisione è anonima esiste una responsabilità personale.

Il revisore sta implicitamente dicendo "... Ho letto questo lavoro, l'ho valutato e queste sono le ragioni per cui ritengo che debba essere pubblicato, modificato o respinto ...".

Cosa accade invece se il testo della revisione è stato generato da una macchina?

La domanda che Rossi si pone è "... chi sta davvero giudicando? Il revisore? Il modello linguistico? La società che ha sviluppato il modello? Nessuno? ..."

La questione non è soltanto giuridica, è soprattutto epistemologica: il rischio più grande che ne emerge è l'autoreferenzialità.

Le preoccupazioni di Rossi non riguardano il singolo revisore ma l'intero ecosistema.

Seguendo fino alle estreme conseguenze lo scenario ipotizzato da Rossi possiamo immaginare la seguente sequenza: AI → autore → articolo → AI → revisore → AI → editor → pubblicazione.

L'autore utilizza un modello per costruire il testo, il revisore utilizza un modello per valutarlo, l'editor potrebbe utilizzare sistemi automatici sempre più sofisticati per il triage e la selezione dei manoscritti, un altro sistema verifica lo stile ed un altro ancora controlla le citazioni.

L'intero processo può diventare estremamente efficiente, ma "... efficiente per fare cosa? ..." si chiede l'autore dell'articolo.

Potremmo trovarci davanti ad una macchina gigantesca capace di produrre, filtrare, correggere, classificare e pubblicare una quantità sempre maggiore di testi scientifici senza che aumenti proporzionalmente la quantità di pensiero scientifico originale.

Potremmo chiamare questo il paradosso dell'automazione: possiamo automatizzare sempre meglio la produzione della forma della conoscenza senza automatizzare necessariamente la produzione della conoscenza stessa.

Rossi utilizza un'immagine efficace nel sostenere che la scienza non procede soltanto attraverso la fluidità ma specialmente attraverso le resistenze: un sistema linguistico è naturalmente portato a rendere un testo fluido, coerente, elegante e comprensibile, ma la scienza ha bisogno anche di qualcuno che dica

"... no, questa conclusione non segue dai dati, questa correlazione potrebbe avere un'altra spiegazione, questo esperimento non dimostra ciò che gli autori sostengono, questa interpretazione è troppo forte. Manca un controllo, non avete considerato questa alternativa ..."

La buona revisione scientifica è, almeno in parte, un esercizio di attrito, attrito che un sistema ottimizzato per produrre risposte linguisticamente coerenti potrebbe involontariamente ridurre.

Il grosso rischio non è quindi che l'IA produca testi falsi ma che semmai produca testi troppo facilmente convincenti: una scienza nella quale la plausibilità linguistica rischia di crescere più rapidamente della capacità di verificare la verità delle affermazioni.

E' quindi indispensabile distinguere fra verità e plausibilità linguistica: un grande modello linguistico è straordinariamente efficace nel generare ciò che appare appropriato nel contesto, ma la scienza non richiede semplicemente ciò che appare appropriato, semmai ciò che resiste al confronto con la realtà.

Un articolo scientifico può essere scritto magnificamente e contenere un'interpretazione sbagliata, una teoria può essere elegante e falsa, un risultato può essere statisticamente significativo e non essere replicabile, una correlazione può essere reale e non avere il significato causale attribuitole: la storia della scienza è piena di esempi in cui un'idea inizialmente plausibile è stata demolita da un dato, da un esperimento o da un'obiezione teorica.

Questa è la funzione della comunità scientifica: non produrre soltanto plausibilità ma opporre la plausibilità alla realtà.

Quanto più una AI diventa competente nella produzione e nell'analisi dei testi scientifici, tanto più diventa preziosa come strumento per il ricercatore, ma proprio per questo diventa anche più pericoloso utilizzarla come sostituto: una AI mediocre è facilmente riconoscibile, qualora diventi molto competente sarebbe forse in grado di produrre una valutazione talmente convincente che il revisore potrebbe essere tentato di non esercitare più il proprio giudizio.

È lo stesso problema che si presenta in molte professioni cognitive: l'automazione non elimina necessariamente il professionista, può invece trasformarlo in un supervisore dell'automazione.

Questo ruolo contiene tuttavia una trappola: se il sistema funziona quasi sempre il supervisore tende progressivamente a controllare meno e quando arriva l'errore può essere proprio l'elemento umano ad essere diventato troppo debole per riconoscerlo.

Si potrebbe a questo punto obiettare che il problema è risolvibile mantenendo la presenza di un essere umano nel processo, ma non è sufficiente: un essere umano che legge attentamente, verifica e corregge l'output della macchina è una cosa, uno invece che clicca "approva" dopo aver dato una rapida occhiata è un'altra.

In entrambi i casi, formalmente, abbiamo uno human in the loop ma nel primo caso l'essere umano governa il processo, nel secondo lo certifica, e questa distinzione diventerà probabilmente una delle questioni centrali dell'etica delle AI.

La responsabilità non può essere ridotta alla presenza fisica di un essere umano nell'ultima fase della procedura, bisogna piuttosto chiedersi quanto effettivamente quell'essere umano abbia esercitato il proprio giudizio.

E se anche gli autori usassero le AI?

Supponiamo che un autore utilizzi un modello linguistico per produrre una prima versione dell'articolo: il modello suggerisce ipotesi, struttura il testo, interpreta alcuni risultati ed individua riferimenti.

L'autore corregge.

Poi il revisore utilizza un altro modello per valutare l'articolo.

L'editor utilizza algoritmi per classificare la revisione.

A quel punto potremmo avere una situazione paradossale: una macchina contribuisce alla produzione di un testo che un'altra macchina contribuisce a validare.

La scienza rischierebbe di diventare un sistema nel quale le macchine giudicano testi prodotti anche dalle macchine.

Non sarebbe necessariamente una scienza falsa, potrebbe persino essere una scienza estremamente efficiente; ma sarebbe una scienza nella quale diventa sempre più difficile identificare dove sia avvenuto il momento propriamente umano del giudizio.

Sarebbe tuttavia sbagliato concludere che l'unica soluzione sia proibire l'intelligenza artificiale, una cosa probabilmente impossibile e, soprattutto, controproducente: una AI può migliorare enormemente la ricerca ad esempio aiutando ad esplorare grandi quantità di letteratura, confrontando ipotesi, individuando correlazioni, scrivendo codice, analizzando dati, simulando sistemi complessi e persino suggerendo nuove direzioni di ricerca.

Il problema non è dunque l'uso dell'IA ma piuttosto la delega non riconosciuta del giudizio.

Potremmo immaginare una regola molto semplice quale "... è lecito delegare alla macchina il lavoro ma non la responsabilità ...": una frase semplice la cui applicabilità è tuttavia tutt'altro che facile in quanto occorrerebbe prima stabilire quali attività siano "lavoro" e quali costituiscano invece "giudizio".

Forse sarà necessario introdurre una sorta di tracciabilità cognitiva: non necessariamente pubblicare ogni prompt utilizzato durante la ricerca, cosa che potrebbe essere impraticabile, ma dichiarare almeno le funzioni sostanziali svolte dall'IA. (2)

Più si sale lungo questa scala, più aumenta il problema della responsabilità: utilizzare l'AI per correggere una virgola è molto diverso dal chiederle "decidi se questo articolo merita di essere pubblicato o meno".

In quest'ultimo caso il ricercatore dovrebbe essere obbligato, almeno eticamente, a dimostrare di aver esercitato personalmente il giudizio. (3)

In fin dei conti il problema sollevato da Rossi non riguarda soltanto l'efficienza ma soprattutto la fiducia: la scienza moderna dipende anche dalla fiducia che la società ripone nelle istituzioni e nelle procedure attraverso cui la conoscenza scientifica viene prodotta e controllata.

Non possiamo personalmente verificare ogni esperimento di fisica delle particelle, ogni studio epidemiologico, ogni sequenza genetica, ogni osservazione astronomica, ci fidiamo della comunità scientifica perché esiste una struttura di controlli e responsabilità, ed il peer review è uno degli elementi di questa struttura.

Se questa struttura venisse progressivamente trasformata in un sistema nel quale gli esseri umani si limitano a ratificare automaticamente gli output delle macchine, potrebbe verificarsi qualcosa di più grave della pubblicazione di qualche articolo mediocre.

Potrebbe deteriorarsi la fiducia sociale nella scienza, e questa è una conseguenza molto più seria perché la scienza non vive soltanto della correttezza dei suoi risultati ma della credibilità delle procedure attraverso cui quei risultati vengono prodotti.

L'episodio raccontato da Simone Rossi è piccolo, quasi banale: ci sono due revisioni apparentemente generate da un chatbot, un ricercatore che se ne accorge ed un articolo respinto.

Ma proprio gli episodi piccoli possono rivelare trasformazioni grandi perché la questione non è se domani le macchine sostituiranno completamente gli scienziati (probabilmente non accadrà) ma piuttosto quanto lentamente (e quasi impercettibilmente) siamo disposti a cedere alle macchine porzioni del lavoro che consideravamo inseparabili dal giudizio umano.

La scienza potrebbe diventare più veloce, più produttiva, più economica o sofisticata; potrebbe generare milioni di nuove ipotesi e migliaia di nuovi articoli: ma esiste una grande differenza fra una macchina che ci aiuta a pensare ed una macchina alla quale permettiamo di pensare al posto nostro.

Il primo scenario potrebbe rappresentare una delle più grandi rivoluzioni nella storia della conoscenza, il secondo produrre qualcosa di molto più ambiguo: una scienza sempre più efficiente nel produrre l'apparenza del sapere ma progressivamente meno capace di garantire chi abbia realmente pensato, controllato e assunto la responsabilità di quel sapere.

Può l'intelligenza artificiale svolgere alcune funzioni della peer review? Sì, certamente, ma questo non significa che possa sostituire il revisore.

La vera domanda tuttavia è "quando una macchina produce il giudizio e un essere umano lo firma, possiamo ancora chiamare quella procedura revisione fra pari?"

Perché il futuro del peer review potrebbe non dipendere dalla capacità delle macchine di diventare sempre più intelligenti, ma dalla nostra capacità di non diventare noi stessi sempre più passivi.

E in questo senso la provocazione finale di Rossi "... se è questo il processo di revisione tra pari, addio scienza ..." non è tanto una profezia sulla fine della scienza ma un avvertimento sulla possibile perdita della responsabilità che rende la scienza degna di fiducia.

Note:

(1) E' un uso che faccio anch'io per scrivere i miei post e posso testimoniare che non sempre le indicazioni sono corrette: più di una volta sono stato indirizzato ad un articolo su arXiv che trattava di tutt'altro rispetto alla mia richiesta.

(2) Ad esempio: assistenza linguistica, organizzazione del testo, analisi preliminare della letteratura, generazione di codice, analisi dei dati, formulazione di ipotesi, interpretazione dei risultati e preparazione della peer review.

(3) Nature stabilisce esplicitamente che i revisori non devono caricare i manoscritti nei sistemi di AI generativa proprio per ragioni di riservatezza.

Nature Methods ha pubblicato nel 2026 una specifica presa di posizione sull'uso responsabile della AI nella pubblicazione scientifica: il manoscritto sottoposto a peer review non deve essere caricato in strumenti generativi e chi utilizza AI per assistere nella scrittura di una revisione deve prima verificare con l'editor se quell'uso è ammesso (vedi 11 febbraio 2026 "Using AI responsibly in scientific publishing").

Ancora più significativo è un editoriale di Nature Nanotechnology dello scorso aprile, quindi vicinissimo alla vicenda raccontata da Rossi, che afferma l'IA possa supportare ma non sostituire il giudizio umano, l'expertise ed il pensiero critico nella peer review; inoltre ribadisce che il revisore deve essere responsabile dell'output e che l'uso dell'AI dovrebbe essere dichiarato (vedi 20 aprile 2026 "Peer review in the time of artificial intelligence").

Un aspetto non considerato nel testo del mio post - che invece sottolinea l'editoriale del 2026 - è legato alla responsabilità verso l'autore.

Alla domanda "Il revisore può consegnare a un'azienda privata il manoscritto confidenziale che gli è stato affidato?" Nature risponde "no": il manoscritto non deve essere caricato negli strumenti di IA generativa.

Un autore consegna un manoscritto inedito alla rivista con l'aspettativa che venga sottoposto a esperti selezionati e che rimanga riservato; se il revisore copia quel manoscritto dentro un modello generativo esterno, il problema non è più soltanto epistemologico ma diventa anche etico e di riservatezza.




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