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venerdì 18 settembre 2026

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:

                                       (su FB ) - pdf e video - mie domande - miei articoli su focus

18 settembre 2026  Dove finisce l’Universo? Il possibile bordo della nostra bolla cosmologica.

8 settembre 2026    Se l’AI dimostra ciò che l’uomo non comprende: Navier–Stokes, il Test di Lovelace e il problema della comprensione matematica

29 agosto 2026       AI, peer review e crisi della responsabilità scientifica: se il revisore è una macchina chi garantisce la scienza?

26 agosto 2026       Pollock, il caso delle 32 tele ritrovate: può la matematica costituire un test infallibile di autenticità?

18 agosto 2026       Parisi e du Sautoy: può una macchina scoprire matematica senza comprenderla?

8 agosto 2026         Materia oscura e buchi neri: il ruolo delle antenne gravitazionali nella ricerca di segnali che ne rivelino esistenza e proprietà.

1 agosto 2026         Oltre la seconda generazione: quanto è profondo l’albero genealogico dei buchi neri? Una risposta da Pia Astone.

17 luglio 2026        La genealogia del buio: come le onde gravitazionali stanno ricostruendo l'albero genealogico dei buchi neri

7 luglio 2026          Chi possiede il diritto di "fare scienza"?  Dietro la prima fotografia di un buco nero, scienza, colonialismo e potere.

2 luglio 2026          Blanet: i mondi possibili nei dischi di accrescimento dei buchi neri.

29 giugno 2026      Nane nere e stelle di ferro: il destino estremo della materia nell'Universo.

18 giugno 2026      Con l'avvento delle antenne gravitazionali di prossima generazione sarà davvero possibile osservare "tutte le fusioni tra buchi neri avvenute della storia dell’Universo"?

11 giugno 2026      L’origine del termine Black Hole in astrofisica ed il suo legame con il “Buco Nero di Calcutta”.

8 giugno 2026       Dalla coscienza biologica all’intelligenza ibrida: l’evoluzione della mente nell’era dell’AI.

25 maggio 2026    Una AI può mentirci di proposito? L’emergere del comportamento strategico nelle intelligenze artificiali.

14 maggio 2026    Quanto siamo stati vicini a considerare normale l’idea di rendere radioattiva una parte del nostro per salvare il resto del territorio?

5 maggio 2026      Chi perde più tempo? Due orologi, tra orbite planetarie e buchi neri.

16 aprile 2026       Ciò che Einstein non voleva vedere: quando la geometria supera la realtà, le soluzioni estreme della Relatività Generale.

15 aprile 2026        Dal pallottoliere all’algoritmo: il confine tra procedura e pensiero nella scienza.

10 aprile 2026        È probabile che il cervello - più ancora del rischio oncologico - rappresenti il vero limite biologico operativo per una missione umana verso Marte.

5 aprile 2026          Che cosa significa “comprendere”?  Bostrom si sbagliava, non è indispensabile l’avvento di una superintelligenza per uno scenario distopico alla “paperclip maximizer”.

24 marzo 2026       La forma globale del nostro universo: JWST potrebbe vedere la nostra galassia nel passato remoto?

18 marzo 2026       Quando l’universo incontra l’algoritmo: Intelligenza Artificiale e nascita dei nuovi modelli cosmologici.

13 marzo 2026       L’intelligenza artificiale e la terza dimensione del cielo: una nuova mediazione tra osservazione e conoscenza cosmologica.

2 marzo 2026         Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

25 febbraio 2026   Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

18 febbraio 2026   L'enigma della coscienza nell’era delle AI generative: se ed in quali condizioni una macchina potrebbe divenire cosciente.

6 febbraio 2026     JWST sta costringendo la cosmologia a "smettere di essere comoda": l'attesa di un Deepest Deep Field che metta alla prova l'universo primordiale.

4 febbraio 2026     Come esplodono i buchi neri e cosa potrebbe vedere un osservatore che si trovasse ad assistere a questo fenomeno?

2 febbraio 2026     Orizzonti cosmologici, TIP e multiverso: quando la realtà diventa interfaccia.

28 gennaio 2026    Non è la distanza: è l’orizzonte. Blueshift, espansione e causalità cosmica.

20 gennaio 2026    Planetary Protection: perché non è (solo) una questione di microbi, e perché Elon Musk c’entra più di quanto sembri.

14 gennaio 2026    L’illusione della coscienza artificiale: pareidolia semantica, interfacce cognitive ed AI nel confronto tra Floridi, Hoffman, Chalmers, Tononi e Bostrom.

09 gennaio 2026    Perché l’universo in cui viviamo è visibile?  Forze fondamentali, mondi possibili ed interfacce della percezione.

22 dicembre 2025  “Ciò che rende un Paese degno di essere difeso”: Robert R. Wilson, la scienza fondamentale ed il valore di una civiltà.

12 dicembre 2025  Usare il sole per ottenere immagini dettagliate della superficie di pianeti in orbita intorno ad altre stelle.

21 novembre 2025 Satelliti ad aria: come far sì che un satellite utilizzi atomi presenti in altissima quota per generare una spinta.

17 ottobre 2025    Hugh Everett III, l'uomo degli universi paralleli che, deluso da quello in cui si trovò a vivere, rinunciò alle emozioni.

11 ottobre 2025    L'esperimento di Holmberg, precursore delle moderne simulazioni numeriche al computer, quale atto di empatia intellettuale verso il cosmo.

2 ottobre 2025      Il Vuoto come origine dell'Universo?

17 settembre 2025  Il ragazzo nato martedì.

19 agosto 2025     La sessualità negata alla rappresentazione della donna sulla targa fissata alle sonde Pioneer: la prudenza di Carl Sagan, il bigottismo della NASA e la riscossa di Joe Davis.

7 agosto 2025      Intelligenza artificiale: Bostrom, il “paperclip maximizer” e la pulizia etnica operata contro i Rohingya.

25 luglio 2025     L'impossibilità di rinunciare ai "miti fondanti" e le possibili conseguenze nella società contemporanea: ripensare a come vengono costruiti e diffusi quale soluzione ai futuri conflitti.

19 luglio 2025    Quanto rallenterebbe il tempo per un astronauta su un "pianeta di Miller" in orbita attorno ad uno dei due buchi neri di cui disponiamo la fotografia?

4 luglio 2025      Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?

25 giugno 2025   “Ci sono ancora alcune domande senza risposta, ad esempio: il bosone di Higgs esisterebbe se non ci fosse la matematica per descriverlo?"

20 giugno 2025    Può la corrente elettrica costituire una cura alle difficoltà di apprendimento della matematica?

29 maggio 2025  Prima del Big Bang: la "fase di attesa", una nuova congettura proposta da Melcher, Pradhan e Watso.

22 maggio 2025   No, La notizia "la fine del nostro universo avverrà prima di quanto sinora stimato" non è corretta.

15 maggio 2025   Sopravvivere alla caduta in un buco nero: Gargantua, il buco nero di Interstellar, è un oggetto descritto dalla metrica di Kerr?

2 maggio 2025     Freeman Dyson, il visionario: un motore per spostare le stelle e risparmiarci un tetro lontano futuro.

24 aprile 2025      A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?

28 marzo 2025     Cosa vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse sulla superficie di una stella di neutroni?

26 marzo 2025     Come riconoscere il momento in cui le attuali AI raggiungeranno la condizione di AGI (Artificial General Intelligence)? Saremo senza difese di fronte ad una AI con prestazioni sovraumane in ogni campo?

26 febbraio 2025   LSD e fisica, un esperimento inquietante: le sostanze psichedeliche possono influenzare la percezione della realtà quantistica?

21 febbraio 2025   La "naturalezza" costituisce ancora un valido principio guida nella ricerca delle Leggi di Natura che regolano il nostro Universo?

18 febbraio 2025  Stringhe: teoria scientifica o semplice congettura?

12 febbraio 2025  Che fine farà l'informazione quando anche l'ultimo buco nero sarà evaporato?

4 febbraio 2025  Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?

22 gennaio 2025  Uno o molti multiversi? La “prudente scommessa” di Steven Weinberg sulla teoria del multiverso.

14 gennaio 2025  L'universo primordiale potrebbe aver ospitato condizioni favorevoli ad un precocissimo sviluppo della vita: una ridefinizione delle caratteristiche biofiliche del cosmo.

27 dicembre 2024 Negli spazi intergalattici il tempo scorre più o meno velocemente che sulla Terra?

9 dicembre 2024   Il nostro universo come interno di un buco nero presente in un altro? L'azzardo di Popławski e la discussione tra Tonelli ed Odifreddi.

10 ottobre 2024      Il mio dialogo con ChatGPT

25 settembre 2024  Il fisico Tullio Regge, la "Biblioteca di Babele" ed i buchi neri.

16 settembre 2024  "Cosa vedrebbe un astronauta ... ?" parte seconda: escursioni termiche e pianeti in orbita intorno alle nane rosse.

7 settembre 2024  Cosa vedrebbe un astronauta sbarcato su un pianeta di un sistema binario?  (Come realizzare un ottimo film di fantascienza).

17 maggio 2024   Il treno degli orfani

6 maggio 2024     Nel peso di una molla compressa la differenza tra la teoria della gravità di Newton e quella di Einstein.

11 marzo 2024      Peter Higgs, la persona dietro lo scienziato.

3 febbraio 2024  Stephen Hawking e Thomas Hertog, la "Top Down Cosmology"

5 gennaio 2024  Leonard Susskind e la sua guerra per la salvezza della Meccanica Quantistica

10 dicembre 2023  Il limite intrinseco alla capacità degli acceleratori di particelle di sondare distanze sempre più brevi aumentando le energie.

12 ottobre 2023      La dialettica tra la fisica teorica e quella sperimentale.

12 ottobre 2023      E' oramai certo, l'antimateria "non cade verso l'alto": ci siamo giocati il motore di Alcubierre!

7 ottobre 2023     Il carattere delle probabilità nelle interpretazioni della meccanica quantistica: Copenhagen, Everett e “l’affidabilità” delle probabilità soggettive di de Finetti.

19 settembre 2023  Il passato non è "dietro le nostre spalle" come si è soliti affermare: è invece presente, lì davanti ai nostri occhi, nel cielo stellato.

16 settembre 2023  Una nuova fisica dietro l’angolo? Le “sorprese di Higgs” (e quella di Guido Tonelli).

10 settembre 2023  Alla ricerca di materia oscura pesante e leggera: gli esperimenti DarkSide e NA64

13 Agosto 2023      Dove indirizzare la ricerca di vita al di fuori del sistema solare? Non solo esopianeti ma anche stelle nane brune e “verdi” potrebbero avere acqua liquida in superficie.

7 Agosto 2023        Avi Loeb ed il suo contributo al progetto Breakthrough Starshot: la prima missione interstellare.

27 Luglio 2023       I Voyager Golden Records in viaggio verso le stelle: contengono un messaggio destinato a noi terrestri?

19 Luglio 2023       "La grandezza dell'ignoto è democratica"

13 Luglio 2023       La Terra a pera di Cristoforo Colombo

28 giugno 2023       Come i socials ci "agganciano" e monopolizzano il nostro tempo libero: i piccioni di Skinner e la strategia dei "like ritardati" di FB.

15 giugno 2023       Abilità mentali umane ed abilità in cui eccellono le AI (intelligenze artificiali): gli ambienti più consoni alle une ed alle altre.

11 giugno 2023       Il cervello dei sapiens (e di altre specie ad essa vicine) si è evoluto per gestire le situazioni di incertezza.

29 maggio 2023      LAWDKI, la ricerca di forme di vita aliena condotta adottando un nuovo paradigma: il finanziamento da parte della NASA all'iniziativa LAB.

24 maggio 2023      Il paradosso della tolleranza, una storia attuale?

2 maggio 2023        Agnotologia, la scienza che spiega perché diventiamo sempre più ignoranti.

28 marzo 2023        Grappoli di buchi bianchi o modifica della RG?

20 gennaio 2023      La vita al di fuori della Terra: cosa cercare e dove? I limiti della definizione di "fascia abitabile" e l'ipotesi "superterre e tettonica a zolle".

9 gennaio 2023       Come disinnescare un potenziale conflitto? Due esempi magistrali offerti da Richard Feynman.

9 dicembre 2022      Isole nei buchi neri: è stato davvero risolto il paradosso dell'informazione?

13 ottobre 2022       Di googleplex, di tetrazioni, del numero di Graham e della loro inutilità per misurare l'Universo: "... più uno!..."

5 ottobre 2022         E' davvero indispensabile ipotizzare l'esistenza della materia oscura per giustificare anomalie legate alla gravità riscontrate in quasi un secolo di osservazioni?

29 settembre 2022   L'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli e gli xenotrapianti: la CRISPRmania e le aspirazioni ad una società più "giusta"

23 settembre 2022   Parrocchiale ed Universale: dove potrebbe nascondersi alle nostre ricerche una vita aliena e perché siamo ancora troppo condizionati dal pregiudizio antropico negli attuali progetti in atto.

16 settembre 2022   Onde gravitazionali e sistemi binari: in un lontano futuro la nostra Luna finirà per fondersi con la Terra?

13 luglio 2022         "Excuse me while I kiss this guy": il fenomeno MONDEGREEN può colpire anche le AI?

30 giugno 2022       Sono davvero buchi neri di Einstein i due oggetti "fotografati" dalla collaborazione EHT (Event Horizon Telescope) e finiti sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

22 giugno 2022       Gli orologi al polso di osservatori posizionati in zone diverse della Terra a livello del mare viaggiano tutti alla stessa velocità?

30 maggio 2022      Un po' di matematica e fisica - che forse non conoscete - alla base dei sistemi di navigazione satellitare.

10 maggio 2022     L'effetto "Uncanny Valley" e gli zombies.

2 maggio 2022       Dove finisce la materia, attirata verso il proprio orizzonte degli eventi, dal pozzo gravitazionale scavato nello spazio tempo da un Buco Bianco?

8 aprile 2022          I giorni sul nostro pianeta sono sempre stati di 24 ore? Come siamo riusciti a misurare sperimentalmente la durata di un giorno di 400 milioni di anni fa.

10 marzo 2022       La coscienza delle api: quando più è meno e meno è più

2 marzo 2022          Buchi neri, gusci di fuoco ed orbite complesse

17 febbraio 2022   La dote cosmica dell'umanità.

25 gennaio 2022    Come ci prepariamo ad una missione umana verso Marte: "le farfalle possono volare sul pianeta rosso?"

20 gennaio 2022    L'origine degli atomi di oro nel nostro universo: r-process innescati da kilonovae e collapsars.

12 gennaio 2022    Perché, da un punto di vista scientifico, non è opportuno affidarci alle AI "robot-giudici": una riflessione sull'impossibilità di dare una definizione matematica al concetto di imparzialità.


5 gennaio 2022      Geoffrey West e la sua serendipity: dalla ricerca delle caratteristiche universali proprie delle particelle elementari a quelle del tessuto urbano.

23 novembre 2021 La fisica ed il problema della coscienza: è possibile fare a meno dello spazio tempo in un modello di realtà oggettiva?

22 novembre 2021 Matvej Bronštejn e la lunghezza di Planck

31 luglio 2021      Il "multiverso di livello I" e la copia perfetta di noi stessi a "soli" 10^10^118 x 10^27 metri da noi.

13 luglio 2021      L'illusione dell'esistenza di un "adesso cosmico".

29 giugno 2021    Cosa c'era prima dell'inizio: il Big Bang, origine del tutto o la fine di qualcosa? L'inflazione eterna di Alex Vilenkin

8 giugno 2021      Sovrastimiamo l'efficacia dei farmaci? Gli NNT (numbers need to treat) e la probabilità a grandi e piccole scale.

30 maggio 2021   La trappola della meritocrazia: davvero l'utilizzo di un criterio meritocratico è il mezzo ottimale per ottenere una società più "giusta"

14 maggio 2021  L'incredibile viaggio nel tempo dell'Apollo 8 ed il "paradosso dei gemelli" che paradosso non è. 

11 maggio 2021   Linee Tendex e la coppia di satelliti Grace: studiare il sottosuolo direttamente dal cielo, soltanto un sogno?

9 maggio 2021     Come finì con i tre teams di scommettitori che macinavano utili investendo sui biglietti della lotteria Cash WinFall?

6 maggio 2021     Le origini del gioco del lotto: è possibile guadagnare investendo in biglietti della lotteria?

5 maggio 2021     Il crescente "rumore" nelle evidenze degli esperimenti scientifici ed i gamberi marmorizzati

4 maggio 2021     La storia di GFT (Google Flu Trends), l'algoritmo di Google che doveva rivoluzionare il modo di far scienza.

3 maggio 2021    Il rischio di insuccesso nei processi di trasferimento della conoscenza

21 marzo 2021    L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni

2 marzo 2021      Il trilemma di Bostrom e la probabilità di vivere in una simulazione.

1 marzo 2021       L' "attesa di vita" tra vicini di villa agli Hamptons: un puntino all'estrema destra ed un grafico su cui meditare

1 marzo 2021       Fin dove si spinge l'affidabilità delle indagini sul DNA 

27 febbraio 2021  La risposta di Stephen Webb alle mie obiezioni 

18 febbraio 2021   Le ragioni dello scetticismo di una parte della comunità scientifica circa l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta.

11 gennaio 2021    Affrontiamo il problema della definizione di cosa sia la coscienza da un'altra prospettiva.

10 gennaio 2021    Il mistero della coscienza, i CCN ed i pazienti sottoposti a "split brain"

8 gennaio 2021      Una risposta semplice (ma poco nota) ad una domanda semplice: quando un soggetto infettato dal virus Sars-CoV-2, diventa contagioso e fino a quando lo rimane?

30 dicembre 2020   ... e se le misure finora adottate per contrastare l'attuale pandemia non fossero le più efficaci, ed in alcuni casi avessero invece provocato una sua recrudescenza?

15 dicembre 2020   L'efficacia del contact tracing: una questione di evoluzione?

24 novembre 2020   Perché le persone con un QI molto alto non hanno successo negli investimenti in borsa?

21 agosto 2020        La soluzione n. 33 al paradosso di Fermi: "non abbiamo ancora ricevuto segnali dagli alieni perché sviluppano una matematica diversa"

30 luglio 2020         Il futuro dell'evoluzione sul pianeta Terra.

21 luglio 2020        Può il concetto di "male" aver costituito un vantaggio evolutivo per la nostra specie?

7 luglio 2020          "Gli astronomi sono tutti bastardi sferici": Zwicky, il precursore della materia oscura.

7 giugno 2020        George Floyd, il razzismo negli USA ed i bias che colpiscono le IA: può un algoritmo essere imparziale?

15 maggio 2020     I medici comprendono la (matematica) statistica?

2 maggio 2020       HIV, Covid-19 ed il vero signficato di un test con responso positivo:"fase 2", maneggiare con estrema cautela!

27 aprile 2020        Franco Magnani, l'artista della memoria visto con gli occhi del neurologo Oliver Sacks

19 aprile 2020        Il prestigio dei "Nobel" ed il principio di autorità: vale più di un'altra l'ipotesi formulata da un "nobel"?

13 aprile 2020        I fenomeni emergenti, la coscienza ed il tempo: le riflessioni di un dopo pranzo pasquale.

1 aprile 2020          Scott ed Amundsen, il fly-by di Urano e la tragedia del Challenger: una visione di Freeman Dyson sulle modalità di progettazione di un'impresa.

28 marzo 2020       Freeman Dyson:un fisico extraterrestre?

20 marzo 2020       Italia e Cina: la crisi della democrazia liberale ed il diverso grado di efficacia nella risposta all'epidemia in atto

6 marzo 2020         Salti di specie, pipistrelli e la variabilità discordante nel DNA dei Sapiens

25 febbraio 2020    Perchè siamo così spaventati dal coronavirus Covid-19: un problema di comunicazione.

18 febbraio 2020    L'epidemia di coronavirus ed il rischio biologico: la cenerentola degli incubi del XXI secolo.

12 febbraio 2020   Stati Uniti del Sud e Giappone: un parallelo relativamente alla distorsione nel funzionamento del sistema giudiziario.

3 febbraio 2020      Quanto sono rari i numeri palindromi? Una bufala ci permette di fare chiarezza sulla frequenza dei numeri palindromi espressi in diverse basi.

20 gennaio 2020    Il significato del termine creatività ed il "codice umano".

18 dicembre 2019  L'emicrania come causa fisiologica di visioni mistiche nel medioevo ed in età moderna: Hildegard von Bingen ed Oliver Sacks

29 ottobre 2019      Prodotti alternativi sono davvero meglio dei sacchetti di plastica per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente?

23 ottobre 2019      Anche i piccioni credono in dio? Le interpretazioni dell'esperimento condotto da Skinner alla fine degli anni '40

18 ottobre 2019      Probabilità, certezza ed affidabilità: l’incredibile contributo del matematico italiano Bruno De Finetti, un uomo che nella seconda metà del ‘900 ha “salvato" la reputazione della scienza

10 settembre 2019  Perché la scienza ha fallito nel compito di rendere la gente capace di ragionare in modo razionale.

28 agosto 2019       Facebook potrebbe limitare l'odio in rete, ma non lo farà perché danneggerebbe il suo modello di business

24 luglio 2019        Salvini, la Lega, l'Unione Europea e la trappola del lusso

23 luglio 2019        Dalla preistoria abbiamo selezionato canidi con spiccate tendenze pedomorfiche: anche i canidi hanno contribuito a selezionarci?

16 luglio 2019        Sono le religioni monoteiste causa di profonde sofferenze patite per aver forzato l'identità di genere e legittimato lo sfruttamento degli animali?

16 luglio 2019        Che cos'è la felicità e perchè siamo programmati dall'evoluzione per provarla raramente.

23 maggio 2019      Amazon non finisce di stupirmi

8 maggio 2019        Un film ci fa riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell'intolleranza in politica.

3 maggio 2019        Future of life institute & Lethal Autonomous Weapons (LAW)

28 aprile 2019         Cellule del cervello di maiale riattivate dopo la morte: un aggiornamento al mio ultimo post su transumanesimo e biohackers.

10 aprile 2019         Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?

29 marzo 2019        La vera storia delle origini di Internet: Arpanet ed i militari, un mito sfatato.

27 marzo 2019        Il regalo di Google all'Umanità

6 marzo 2019          Libero arbitrio e libera volontà: i limiti fisiologici alla libertà individuale.

27 febbraio 2019    Sovranismo e quote nazionali in musica.

13 febbraio 2019    Razzismo e culturalismo

18 gennaio 2019    Martin Luther King e la sua eredità

5 gennaio 2019       The dark side of the AI: il lato oscuro delle intelligenza artificiali

2 gennaio 2019       Commenti al discorso di Steve Jobs all'università di Stanford

28 dicembre 2018   Nel 1913 Igor Stravinskij ha modificato “la corteccia cerebrale” della cultura europea

20 dicembre 2018   Nostalgia: assomiglia ad una parola greca dell'antichità ma con origini recenti

16 dicembre 2018   Sul problema dell’immigrazione Salvini Trump e Carlo Marx stanno dalla stessa parte!

6 dicembre 2018     È più morale che un'idea distrugga una società che non il contrario: la MDQ

28 novembre 2018  Il meccanico “random”

8 novembre 2018    Il crepuscolo della supremazia del dato oggettivo

4 novembre 2018    Xenofobia: un termine greco di origini antiche?

1 novembre 2018    Dagli Usa all’Africa, come cambiano i dilemmi dell’auto autonoma

30 settembre 2018  Ogni forma è rotta: come sopravvivere?

19 settembre 2018  La difficoltà di individuare con chiarezza l’esperto delle cui parole ci possiamo fidare

19 settembre 2018  Riprendiamo il discorso relativo all’analfabetismo funzionale

1 agosto 2018         Luca Ricolfi: il problema della comunicazione dei significati relativi ai dati grezzi 

31 luglio 2018         La banca del Tempo Libero

25 luglio 2018         Un tentativo di interpretazione dei dati usando il buon senso

23 luglio 2018         La difficoltà di comprendere le informazioni che ci vengono passate ogni giorno

30 giugno 2018       Aiutarli a casa loro? Forse la lettura di questo articolo può insegnarci qualcosa

7 maggio 2018        “L’utopia libertaria del web è fallita nel neoliberismo: e ora?”

28 marzo 2018       La verità? Facebook non ruba i dati, anzi: ne inventa di nuovi. E con il nostro consenso



Dove finisce l’Universo? Il possibile bordo della nostra bolla cosmologica.

Nel 1980 Douglas Adams pubblica il romanzo Il ristorante al termine dell'Universo, seguito della più famosa Guida galattica per gli autostoppisti. (1) Nel racconto il ristorante Milliways è situato al termine dell’Universo. Il suo piatto forte consiste in uno spettacolo cosmico irripetibile: i clienti possono assistere alla fine dell’Universo, per poi tornare indietro nel tempo e raccontare l’esperienza.

A quanto sappiamo oggi, simili viaggi avanti e indietro nel tempo non sono previsti da alcun meccanismo fisico dimostrato e praticabile. Tuttavia, per quanto possa sembrare incredibile, la cosmologia teorica non esclude a priori che una frontiera della nostra regione cosmica possa lasciare una traccia osservabile nel cielo, qualora ci trovassimo in una posizione sufficientemente vicina ed in uno scenario fisico appropriato.

L'idea di un "ristorante al termine dell'Universo", se con "termine" intendiamo un luogo dal quale osservare il possibile bordo della nostra regione cosmica, assume così una veste meno fantascientifica.

Ma che cosa potrebbe significare, precisamente, parlare di un bordo dell’Universo?


L’espressione bordo dell'Universo richiama immediatamente l’immagine di una parete, di una superficie che separi il nostro mondo da qualcosa che si trovi “al di là”.

La Relatività Generale, però, descrive lo spazio-tempo non come un contenitore nel quale sono immersi gli oggetti, ma come una struttura dinamica le cui proprietà geometriche sono legate alla distribuzione di materia ed energia.

In questo quadro chiedersi che cosa ci sia “fuori” dall’Universo potrebbe essere privo di significato fisico, un po’ come domandarsi che cosa si trovi “a nord del Polo Nord”.

Se con Universo intendiamo l’intero spazio-tempo, infatti, non è necessario supporre che esso sia immerso in qualcosa di esterno.

La situazione cambia, almeno concettualmente, se consideriamo uno scenario estremamente speculativo ma studiato dalla cosmologia teorica: la regione di spazio-tempo che contiene il nostro Universo osservabile potrebbe essere una bolla cosmologica (bubble universe) immersa in una struttura inflazionaria più estesa.

In questo caso il termine bordo non indicherebbe il limite dell’Universo nella sua totalità ma descriverebbe una possibile frontiera tra differenti regimi fisici dello spazio-tempo: da una parte avremmo una regione nella quale l’inflazione è terminata e si è sviluppata una fase calda e densa, con materia, radiazione, stelle, galassie e radiazione cosmica di fondo, dall’altra potrebbe trovarsi una regione nella quale l’inflazione continua.

La frontiera non sarebbe quindi una parete materiale, né una separazione fra qualcosa e il nulla: sarebbe piuttosto una transizione determinata dalla dinamica del campo inflazionario.

Prima di esaminare questa possibilità, è necessario distinguere tre concetti che nel linguaggio comune vengono facilmente confusi: orizzonte osservabile, orizzonte cosmologico e confine fisico.

L’orizzonte osservabile delimita la regione dalla quale abbiamo potuto ricevere informazione; l'orizzonte cosmologico, in senso più generale, definisce un limite alla possibilità di scambiare segnali in funzione della geometria e della storia di espansione dello spazio-tempo.

Un vero confine fisico, invece, sarebbe una frontiera oltre la quale cambiano le proprietà dello spazio-tempo o lo stato dei campi che lo descrivono.

È quest’ultimo il tipo di “bordo” che entra in gioco nello scenario discusso da Ethan Siegel che ha pubblicato nel suo blog "Ask Ethan" il post Can someone possibly see the edge of spacetime? (È possibile vedere il bordo dello spaziotempo?).

Per prima cosa è necessario ricordare la distinzione tra Universo Osservabile e Universo. (2)

Quando osserviamo il cielo non vediamo l’Universo nella sua interezza ma soltanto la regione dello spazio-tempo dalla quale la luce, o più in generale l’informazione trasportata da segnali fisici, ha avuto il tempo di raggiungerci.

L’Universo ha circa 13,8 miliardi di anni, ma il raggio comovente dell’Universo osservabile è oggi stimato in circa 46 miliardi di anni luce: la differenza dipende dall’espansione cosmica.

Una galassia che oggi si trovi a decine di miliardi di anni luce da noi non si trovava alla stessa distanza quando ha emesso la luce che osserviamo: durante il viaggio dei fotoni lo spazio si è espanso e la distanza comovente tra noi e la galassia è cambiata.

Il valore di circa 46 miliardi di anni luce non indica quindi dove termina l’Universo ma l’estensione attuale della regione dalla quale possiamo aver ricevuto segnali.

L’orizzonte osservabile non è una parete fisica, non rappresenta un confine oltre il quale lo spazio cessa di esistere: è piuttosto un limite alla nostra capacità di ricevere informazione.

Il fatto che non possiamo osservare oltre una certa distanza non implica che al di là di essa non esista nulla: nel quadro cosmologico standard è del tutto naturale aspettarsi che l’Universo continui ben oltre la regione osservabile.

In linea di principio l’Universo potrebbe essere:

  • infinito;

  • finito ma privo di bordo;

  • dotato di una topologia globale più complessa di quella che riusciamo a intuire;

  • oppure, in alcuni scenari teorici, una regione di uno spazio-tempo più esteso, nel quale l’inflazione continua in altre zone.


È importante ricordare che finito e dotato di un bordo non sono sinonimi: la superficie della Terra, per esempio, è finita ma non possiede un bordo.

Un viaggiatore che camminasse sempre nella stessa direzione non incontrerebbe una parete che segna la fine della superficie: potrebbe, almeno in linea di principio, tornare al punto di partenza.

Analogamente, uno spazio cosmologico può avere un’estensione finita senza possedere un confine. (3)

Lo scenario di una bolla inflazionaria rappresenta dunque una possibilità molto particolare: non necessariamente un Universo finito con una parete esterna ma una regione di spazio-tempo nella quale il campo inflazionario ha assunto uno stato diverso da quello delle regioni circostanti.

Per comprendere questo scenario dobbiamo introdurre il concetto di inflazione cosmica. (4)

L’inflazione descrive una fase estremamente precoce della storia dell’Universo durante la quale lo spazio avrebbe attraversato un periodo di espansione quasi esponenziale: in un intervallo di tempo brevissimo, una regione inizialmente microscopica avrebbe potuto aumentare enormemente le proprie dimensioni.

L’idea fu proposta da Alan Guth nel 1981 come possibile soluzione ad alcuni problemi della cosmologia standard, fra cui il problema dell’orizzonte, quello della piattezza ed il problema dei monopoli magnetici.

L’inflazione fornisce inoltre un quadro per comprendere l’omogeneità e l’isotropia dell’Universo su larga scala e, nelle formulazioni successive, l’origine delle perturbazioni cosmologiche dalle quali si sarebbero formate le strutture osservabili.

Una conseguenza inattesa emerse però in alcune versioni del modello: l’inflazione potrebbe non terminare ovunque nello stesso momento.

In determinate regioni il processo inflazionario può cessare lasciando il posto a una fase calda e densa come quella del nostro Universo primordiale, mentre in altre essa può continuare indefinitamente verso il futuro: è lo scenario noto come inflazione eterna.

La parola eterna non significa però che il nostro Universo osservabile sia rimasto eternamente inflazionario: la regione che osserviamo sarebbe infatti una delle zone nelle quali l’inflazione è terminata.

L’idea è piuttosto che la fine dell’inflazione sia un fenomeno locale: mentre una regione completa la transizione verso una fase calda e densa, lo spazio circostante può continuare a inflazionare.

Si formerebbero così regioni simili a universi-bolla, immerse in un ambiente ancora inflazionario.

La sequenza concettuale può essere schematizzata in questo modo: inflazione eterna → nucleazione di bolle → espansione delle bolle.

Questa possibilità è stata sviluppata in forme differenti da autori quali Andrej Linde e Alexander Vilenkin.

L’immagine della bolla è efficace, ma deve essere usata con cautela: non dobbiamo immaginare una pallina tridimensionale immersa in un contenitore tridimensionale, come una bolla di sapone nell’aria.

Una bolla cosmologica è una regione dello spazio-tempo e la sua parete rappresenta una transizione tra differenti stati del campo inflazionario e differenti regimi cosmologici.

La domanda “che cosa c’è fuori?” assume allora un significato preciso: non “che cosa si trova oltre il bordo di un contenitore?”, ma “che cosa incontrerebbe un osservatore attraversando la frontiera tra una regione nella quale l’inflazione è terminata e una regione nella quale continua?”.

Questa formulazione rende la questione del bordo fisica, almeno in linea di principio.

Il problema fondamentale è immediato: se le altre regioni inflazionarie si trovassero per sempre al di là dei nostri orizzonti causali, la loro esistenza sarebbe estremamente difficile da sottoporre a verifica.

Una teoria cosmologica, per quanto elegante, diventa scientificamente più interessante quando le sue conseguenze possono lasciare qualche traccia accessibile agli strumenti.

La domanda diventa quindi: "Potremmo osservare una bolla diversa dalla nostra?"

La cosmologia teorica ha individuato almeno un possibile canale, le collisioni tra bolle.

Se due regioni nelle quali l’inflazione è terminata entrassero in contatto la collisione potrebbe produrre perturbazioni capaci, in determinate condizioni, di lasciare una traccia nella nostra regione cosmica.

Una possibile sede di questa firma sarebbe la radiazione cosmica di fondo, la CMB.

L’idea è importante perché non richiede di osservare direttamente un’altra bolla: potremmo invece cercare gli effetti che la sua interazione avrebbe prodotto nella nostra, una logica simile a quella utilizzata in molti altri ambiti della fisica.

Non osserviamo direttamente ciò che si trova dietro l’orizzonte di un buco nero, ma possiamo dedurne la presenza dagli effetti gravitazionali che produce sulla materia circostante.

Analogamente, un pianeta può essere individuato attraverso le perturbazioni gravitazionali che provoca sull’orbita della sua stella.

Nel caso delle bolle cosmologiche, l’oggetto non sarebbe osservato direttamente: se ne cercherebbe l’impronta fisica e geometrica.

Nel 2007 Anthony Aguirre, Matthew C. Johnson e Assaf Shomer studiarono la possibilità che collisioni tra universi-bolla producessero conseguenze osservabili.

Nel 2008 Aguirre e Johnson approfondirono la dinamica relativistica delle collisioni e le possibili conseguenze per osservatori situati all’interno di una bolla.

Il problema divenne così geometrico e causale: struttura tridimensionale -> intersezione con il cono di luce -> proiezione sulla sfera celeste -> possibile firma osservativa.

Una collisione tra bolle potrebbe infatti apparire, dal punto di vista dell’osservatore, come una regione delimitata da una curva sulla sfera celeste.

La forma apparente dipenderebbe dalla geometria della collisione, dalla posizione dell’osservatore e dalla storia di propagazione dei segnali.

Nel 2011 Stephen Feeney, Matthew C. Johnson, Daniel Mortlock e Hiranya Peiris pubblicarono l'articolo First Observational Tests of Eternal Inflation.

Gli autori cercarono possibili firme di collisioni tra bolle nei dati della radiazione cosmica di fondo raccolti dal satellite WMAP.

Il risultato non fornì evidenze sufficienti per introdurre collisioni tra bolle nel modello cosmologico standard.

L’analisi impose un limite superiore al numero medio atteso di collisioni osservabili sull’intera volta celeste pari a N(s) < 1,6 al 68% di confidenza.

Il significato di questo risultato deve essere formulato con precisione: non dimostra che l’inflazione eterna sia falsa, ma indica invece che le specifiche firme prodotte dalle collisioni tra bolle, così come previste dalla classe di modelli analizzata, non erano richieste dai dati WMAP.

Questa distinzione è essenziale: l'assenza di una firma prevista non significa assenza del fenomeno.

Un risultato negativo può infatti significare che il fenomeno non esista, che il fenomeno esista ma è troppo raro, che il segnale non raggiunge l’osservatore, che la firma è troppo debole, che il modello produce una firma diversa; oppure che i dati non sono sufficientemente sensibili.

Il lavoro di Feeney e collaboratori rappresenta quindi soprattutto una lezione metodologica: trasformare una previsione teorica in una firma osservativa affidabile è molto più difficile che immaginare una possibile anomalia nel cielo.

La ricerca sulle collisioni tra bolle poneva una domanda: "Possiamo osservare gli effetti di una collisione con un’altra bolla?"

Ethan Siegel considera una possibilità diversa: "Potremmo osservare direttamente la frontiera della nostra bolla, se ci trovassimo abbastanza vicini?"

La differenza tra le due domande è sostanziale: non stiamo più cercando le conseguenze indirette dell’interazione con un altro universo-bolla ma stiamo cercando gli effetti osservativi prodotti dalla stessa transizione tra la nostra regione cosmica e quella ancora dominata dall’inflazione.

Immaginiamo un osservatore che non si trovi al centro della propria bolla, ma relativamente vicino alla sua frontiera.

In una direzione potrebbe osservare un cielo simile a quello che conosciamo (galassie, ammassi di galassie, radiazione cosmica di fondo e strutture cosmiche distribuite su scale sempre più grandi).

Guardando nella direzione opposta invece il suo cono di luce passato potrebbe raggiungere la regione nella quale l’inflazione continua.

Ad una determinata distanza la popolazione cosmica che l’osservatore si aspetterebbe di vedere potrebbe cessare di essere osservabile: non incontrerebbe galassie sempre più lontane fino ad arrivare alla CMB, potrebbe invece incontrare una transizione, una regione delimitata da una curva sulla sfera celeste, all’interno della quale la normale struttura cosmica non sarebbe più osservabile e subentrerebbero gli effetti fisici della regione ancora inflazionaria.

La forma apparente potrebbe essere quella di una regione ellittica.

Questo non significa che la frontiera sia necessariamente un’ellisse nello spazio tridimensionale, la ragione è geometrica: una struttura quadridimensionale dello spazio-tempo viene proiettata sulla superficie bidimensionale del cielo.

Il meccanismo può essere riassunto in questo modo: cono di luce passato -> frontiera della bolla -> curva sulla sfera celeste.

A seconda della geometria e della posizione dell’osservatore, la curva potrebbe apparire circolare, ellittica od assumere una forma più complessa.

Dal punto di vista dell’osservatore potrebbe sembrare un gigantesco “buco” nel cielo, ma sarebbe un buco soltanto in senso metaforico.

Non sarebbe una regione vuota e non sarebbe una finestra affacciata sul nulla: oltre la frontiera esisterebbe ancora spazio-tempo, caratterizzato però da condizioni fisiche differenti e da un’inflazione ancora in corso.

Una regione di spazio-tempo dominata dall’energia del vuoto, come lo spazio di de Sitter, possiede un orizzonte cosmologico. (5)

La teoria quantistica dei campi in spazio-tempo curvo mostra che gli orizzonti possono essere associati a una temperatura.

Questa idea è collegata a tre fenomeni distinti:

  • l'effetto Unruh;

  • la temperatura di Hawking;

  • la temperatura di Gibbons–Hawking.

Non sono lo stesso fenomeno, ma condividono una struttura concettuale comune: accelerazione o orizzonte -> campo quantistico -> risposta termica.

Nel 1976 William Unruh mostrò che un osservatore uniformemente accelerato nel vuoto di Minkowski può percepire lo stato di vuoto come un bagno termico.

La temperatura prodotta dall'effetto Unruh è: T(U) = ℏ a / 2π c k(B)

dove a è l’accelerazione propria dell’osservatore, la costante di Planck ridotta e k(B) è la costante di Boltzmann

Significato profondo del risultato è che la nozione di particella non è assoluta: uno stato quantistico che per un osservatore inerziale appare come vuoto può essere interpretato da un osservatore accelerato come uno stato contenente particelle con uno spettro termico.

La temperatura non deve quindi essere necessariamente intesa come proprietà di un gas materiale ma può emergere dalla relazione fra stato quantistico, geometria dello spazio-tempo e traiettoria dell’osservatore.

La temperatura di Hawking è invece associata all’orizzonte di un buco nero; per un buco nero non rotante di Schwarzschild è pari a T(H) = ℏc³ / 8π GM k(B)

Come si può vedere, è inversamente proporzionale alla massa del buco nero.

Nel 1977 Gibbons e Hawking mostrarono che anche l’orizzonte cosmologico dello spazio di de Sitter è associato ad una temperatura pari a T(GH) = ℏ H / 2π k(B) dove H è il parametro di Hubble.

In unità naturali la relazione diventa semplicemente T(dS) = H / 2π

La temperatura cresce quindi con il valore di H.

Nel nostro Universo attuale, caratterizzato da un valore molto piccolo del parametro di Hubble, la temperatura di Gibbons–Hawking è estremamente bassa.

Durante l’inflazione invece H poteva essere molto maggiore.

Nel contesto discusso da Siegel, la scala termica caratteristica viene indicata dell’ordine di 100 kelvin, prima di considerare il redshift cosmologico.

È fondamentale interpretare correttamente questo valore: non significa che oltre il bordo della bolla esista un oceano di materia riscaldata a 100 K in quanto non descrive la temperatura di una parete materiale.

È piuttosto una scala termica quantistica associata all’orizzonte e alla struttura causale della regione inflazionaria.

Il possibile bordo non sarebbe quindi una superficie luminosa costituita da materia: potrebbe manifestarsi, almeno in uno scenario specifico, attraverso una radiazione con caratteristiche termiche legate alla fisica quantistica dell’orizzonte.

A questo punto entra in gioco anche il redshift cosmologico.

La radiazione che si propaga attraverso un Universo in espansione vede dilatarsi la propria lunghezza d’onda e diminuire la propria energia.

Per uno spettro termico, la temperatura osservata è legata a quella emessa dalla relazione: T(obs) = T(cm) / (1+z) dove z è il redshift.

Se considerassimo, a titolo puramente illustrativo, una radiazione con temperatura caratteristica iniziale di 100 K (cioè T(cm) ≈ 100 K), avremmo:

z = 1 → T(obs) 50 K

z = 4 → T(obs) 20 K

z = 9 → T(obs) 10 K

z = 49 → T(obs) 2 K

z = 199 → T(obs) 0.5 K

z = 999 → T(obs) 0.1 K

Questi valori mostrano quanto rapidamente una scala termica possa essere abbassata dall’espansione cosmica.

Non rappresentano però una previsione diretta della temperatura che osserveremmo in ciascun punto del cielo.

Per ottenere una vera mappa osservativa occorrerebbe conoscere la geometria della frontiera, la posizione dell’osservatore, la storia della regione inflazionaria, il percorso della radiazione ed il redshift effettivamente subito durante la propagazione.

È quindi scorretto applicare automaticamente il redshift della CMB alla radiazione ipoteticamente associata al bordo.

La radiazione cosmica di fondo - T(CMB) - che osserviamo oggi ha una temperatura di circa 2,725 K.

I fotoni della CMB furono emessi durante la ricombinazione, quando l’Universo aveva una temperatura di circa 3000 K, ad un redshift approssimativo pari a z 1089.

L’espansione cosmica ne ha successivamente dilatato le lunghezze d’onda, portando la temperatura osservata al valore attuale.

Ma la radiazione associata alla regione inflazionaria avrebbe una storia di propagazione differente: il suo redshift dipenderebbe dalla geometria dello spazio-tempo, dalla distanza, dalla dinamica della frontiera e dalla storia cosmologica della regione dalla quale il segnale proviene.

Perciò non possiamo semplicemente applicare z=1089 alla scala termica di circa 100 K e concludere che oggi osserveremmo una temperatura di T(edge) 100 / 1090 0.09 K

Il calcolo è matematicamente corretto come semplice esempio di redshift ma non costituisce una previsione fisica del segnale del bordo in quanto la firma della frontiera potrebbe essere più complessa di una semplice sostituzione della CMB con una nuova radiazione.

Potremmo infatti avere una sovrapposizione di contributi differenti quali la CMB proveniente dalla superficie di ultimo scattering, eventuali contributi astrofisici ordinari, una possibile radiazione associata alla regione ancora inflazionaria oppure modificazioni geometriche o statistiche della struttura osservata.

La metafora del buco caldo può essere utile, purché venga considerata una metafora.

Non si tratterebbe necessariamente di una regione luminosa o di una regione semplicemente oscura; potrebbe essere una macchia termica sul cielo delimitata geometricamente e caratterizzata da uno spettro diverso da quello della normale popolazione cosmica.

La forma e lo spettro dipenderebbero dalla geometria della frontiera e dalla posizione dell’osservatore.

Il cielo è ricco di segnali e di possibili contaminazioni quali polvere galattica, emissione sincrotrone, sorgenti radio, emissione infrarossa, galassie, ammassi di galassie, sorgenti extragalattiche: una regione anomala potrebbe quindi avere un’origine del tutto ordinaria.

La difficoltà non consisterebbe semplicemente nel trovare qualcosa di insolito, ma nello stabilire che quell’anomalia non possa essere spiegata da fenomeni astrofisici conosciuti.

Una possibile firma della frontiera dovrebbe soddisfare simultaneamente più condizioni quali una geometria coerente con la proiezione della frontiera sulla sfera celeste, una modificazione della struttura cosmologica attesa oltre una certa regione, uno spettro compatibile con il modello inflazionario, una dipendenza dal redshift coerente con la storia di propagazione prevista, una distribuzione statistica difficilmente spiegabile dai foreground e soprattutto la riproducibilità del segnale attraverso analisi indipendenti e differenti bande osservative.

Una singola macchia insolita non sarebbe sufficiente, la forza dell’identificazione deriverebbe dalla coincidenza di più proprietà indipendenti previste dal modello.

In altre parole non dovremmo riconoscere il bordo perché “sembra strano”, ma perché il segnale soddisfa una serie di predizioni geometriche, spettrali e statistiche e supera i test contro le spiegazioni alternative.

Questo è lo stesso problema incontrato nella ricerca delle collisioni tra bolle: il lavoro di Feeney e collaboratori è importante proprio perché mostra quanto sia difficile passare da una previsione teorica a una firma osservativa affidabile.

La scienza non consiste nel trovare un’anomalia ed attribuirla immediatamente a una nuova fisica, semmai nel formulare una previsione quantitativa, confrontarla con i dati e verificare se le spiegazioni ordinarie siano sufficienti.

Se un giorno riuscissimo ad osservare la frontiera della nostra bolla cosmologica non la vedremmo dove si trova “adesso”: come accade per ogni oggetto astronomico la vedremmo nel passato perché la luce impiega un tempo finito per raggiungerci.

Ciò che possiamo osservare è determinato dal nostro cono di luce passato: ogni punto del cielo corrisponde infatti ad eventi dai quali un segnale ha avuto il tempo di raggiungerci.

L’osservatore non vedrebbe la frontiera come una superficie tridimensionale fotografata dall’esterno, vedrebbe gli eventi della frontiera che appartengono alla sua storia causale osservabile.

Il cielo è quindi, in un certo senso, una mappa della nostra intersezione con la storia dello spazio-tempo.

La posizione dell’osservatore è dunque fondamentale: se fossimo molto lontani dalla frontiera, essa potrebbe trovarsi al di fuori della nostra regione osservabile ed il nostro cielo sarebbe allora, almeno localmente, praticamente indistinguibile da quello di una regione cosmica molto grande ed omogenea.

Se invece fossimo abbastanza vicini, la frontiera potrebbe entrare nel nostro cono di luce passato e lasciare una traccia osservabile.

Non basta quindi che un bordo esista, è necessario che si trovi in una posizione appropriata, che la sua storia causale intersechi il nostro cono di luce passato, che produca un segnale sufficientemente intenso e che il segnale sia distinguibile dai fenomeni ordinari.

La probabilità di trovarsi in una posizione favorevole dipende dal modello specifico di inflazione eterna, dal tasso di nucleazione delle bolle, dalla loro distribuzione nello spazio-tempo, dalla dinamica dell’inflazione interna e dalla geometria della regione circostante.

L’esistenza di una struttura non implica infatti automaticamente la sua osservabilità: una frontiera potrebbe essere fisicamente reale e rimanere per sempre inosservabile.

Per questo è essenziale distinguere tre livelli: esistenza teorica, accessibilità causale e rilevabilità sperimentale.

Una struttura può essere prevista da una teoria senza essere raggiungibile, può essere causalmente connessa con noi senza produrre un segnale distinguibile, e può persino produrre un segnale che rimanga troppo debole o troppo simile a fenomeni ordinari per essere identificato.

Esiste anche una letteratura teorica che collega la dinamica delle pareti delle bolle alla fisica degli osservatori accelerati, degli orizzonti e dell’informazione quantistica.

Nel 2021 Kevin Langhoff, Chitraang Murdia e Yasunori Nomura hanno studiato aspetti del multiverso inflazionario utilizzando strumenti della teoria quantistica dell’informazione e delle superfici quantistiche estremali. (6)

In questo quadro entrano in relazione le pareti delle bolle, l'accelerazione, gli orizzonti, l'entanglement, le superfici estremli ed i fenomeni termici di tipo Unruh.

È importante però non confondere questa linea di ricerca con la previsione osservativa discussa da Siegel.

Il lavoro di Langhoff, Murdia e Nomura è soprattutto teorico, non costituisce semplicemente la fonte di una previsione osservativa identica a quella della possibile regione ellittica sul cielo.

La connessione concettuale può essere espressa così: parete della bolla - > accelerazione -> orizzonte -> risposta termica quantistica.

Questa connessione appartiene a un quadro teorico più ampio, ma non deve essere trasformata automaticamente nella previsione di un segnale già osservato.

Torniamo ora alla domanda iniziale: "se osservassimo la regione ellittica descritta da Siegel, avremmo scoperto il bordo dell’Universo?"

Non necessariamente, avremmo scoperto nel migliore dei casi una possibile traccia della frontiera della nostra regione cosmologica.

Al di là di essa potrebbe esistere ancora spazio-tempo caratterizzato da condizioni fisiche differenti e da un’inflazione ancora in corso.

Potremmo cioè parlare di bordo della bolla, ma non di bordo dell’esistenza.

Se il quadro dell’inflazione eterna fosse corretto, l’Universo nel suo complesso potrebbe estendersi molto oltre la nostra regione osservabile.

In tal caso la domanda “che cosa c’è fuori?” avrebbe allora due significati differenti: il primo sarebbe geometrico - "che cosa si trova oltre la frontiera della nostra bolla?" - e in questo caso la risposta potrebbe essere "un’altra regione dello spazio-tempo, ancora dominata dall’inflazione".

Il secondo sarebbe ontologico - "che cosa esiste fuori dall’intero spazio-tempo?" - e qui la domanda potrebbe non avere un significato fisico ben definito.

La Relatività Generale non richiede infatti che il nostro spazio-tempo sia immerso in uno spazio più grande, come una superficie immersa in un contenitore esterno.

Il “fuori” del multiverso inflazionario non sarebbe necessariamente un luogo esterno all’Universo nel senso tradizionale.

Potrebbe indicare semplicemente un’altra regione dello spazio-tempo globale, descritta da un diverso stato del campo inflazionario.

Il paradosso è che un “bordo” può esistere senza essere il bordo dell’Universo nel suo complesso.

Potrebbe essere un confine fisico, ma non assoluto: da una parte inflazione terminata, dall’altra inflazione ancora in corso.

La frontiera rappresenterebbe la transizione fra questi due regimi.

L’osservatore non vedrebbe direttamente la transizione come si osserva una parete materiale ma ne vedrebbe gli effetti nella geometria apparente del cielo, nella distribuzione delle sorgenti, nella struttura delle regioni osservabili, nelle proprietà spettrali della radiazione ed eentualmente nella statistica delle anisotropie cosmologiche.

La sequenza concettuale sarebbe: frontiera fisica -> struttura del cono di luce -> segnale osservabile.

Il bordo, in questo senso, diventerebbe informazione.

In fisica non è necessario raggiungere un oggetto per inferirne l’esistenza; ad esempio Urbain Le Verrier dedusse la presenza di Nettuno dalle perturbazioni dell’orbita di Urano, gli effetti della curvatura dello spazio-tempo previsti da Einstein furono verificati attraverso l’osservazione della luce, i buchi neri vengono studiati attraverso la dinamica della materia e delle stelle circostanti e le onde gravitazionali permettono di indagare oggetti e fenomeni che possono essere deboli, oscuri o privi di una controparte elettromagnetica evidente.

Allo stesso modo, in linea di principio, una frontiera cosmologica potrebbe essere identificata senza essere mai raggiunta.

La sua esistenza non sarebbe stabilita da un viaggio fino al confine, ma dall’eventuale convergenza di più evidenze indipendenti quali una geometria coerente, una modificazione della struttura cosmologica, una risposta spettrale compatibile, una dipendenza dal redshift prevista dal modello ed una statistica incompatibile con le spiegazioni ordinarie.

Sinora non abbiamo trovato una simile evidenza: non abbiamo osservato una parete della nostra bolla, non abbiamo identificato in modo convincente una regione del cielo riconducibile a tale frontiera, non abbiamo una firma osservativa che dimostri l’inflazione eterna.

I test sulle collisioni tra bolle, come quello condotto da Feeney e collaboratori sui dati WMAP, non hanno fornito evidenze sufficienti per aggiungere tali collisioni al modello cosmologico standard.

Questo risultato tuttavia non elimina l’ipotesi del multiverso inflazionario.

Indica più precisamente che, nella classe di modelli e nei dati analizzati, le firme cercate non erano richieste dalle osservazioni.

È essenziale non perdere il confine tra fisica teorica e osservazione: una teoria può descrivere scenari matematicamente coerenti e suggerire possibili segnali.

Ma quei segnali devono essere tradotti in predizioni quantitative, confrontati con i dati e distinti da tutti i fenomeni ordinari capaci di produrre anomalie simili.

La scienza diventa particolarmente interessante quando una speculazione può essere trasformata in una previsione che, almeno in linea di principio, possa essere messa alla prova e persino smentita.

"Dove finisce l’Universo?"

La risposta più corretta è che non lo sappiamo.

L’Universo potrebbe essere infinito, finito ma privo di bordo, dotato di una topologia globale più complessa di quella che riusciamo ad intuire oppure, in alcuni scenari teorici, la regione di spazio-tempo che contiene il nostro Universo osservabile potrebbe essere una bolla immersa in una struttura inflazionaria molto più estesa.

Anche in quest’ultimo caso, però, il suo eventuale “bordo” non sarebbe necessariamente il bordo dell’Universo ma la frontiera fra una regione nella quale l’inflazione è terminata e una regione nella quale continua.

Se tale frontiera fosse abbastanza vicina e la sua storia causale entrasse nel nostro cono di luce passato potrebbe forse lasciare una traccia geometrica o termica sulla sfera celeste.

La possibile regione ellittica descritta da Siegel non sarebbe una finestra sul nulla, non sarebbe necessariamente una zona buia.

Potrebbe essere una regione nella quale la normale struttura cosmica lascia il posto agli effetti fisici di un regime inflazionario ancora attivo, eventualmente associato a una scala termica quantistica legata all’orizzonte cosmologico.

Ma una simile interpretazione richiederebbe molto più di una semplice anomalia: sarebbe necessario dimostrare la convergenza di più elementi quali geometria, causalità, spettro, redshift e statistica, e (per ora) non possediamo alcuna evidenza convincente di una frontiera cosmologica di questo tipo.

Il valore scientifico della domanda sta però proprio nel tentativo di trasformare una struttura ipotetica in una previsione quantitativa: quale segnale dovrebbe produrre? In quali condizioni potremmo riceverlo? Come potremmo distinguerlo da un fenomeno astrofisico ordinario? Quali osservazioni potrebbero confermarlo o escluderlo?

Forse allora la domanda più utile non è "Che cosa vedremmo guardando oltre l’Universo?" ma piuttosto "Quale impronta lascerebbe sul nostro cono di luce il fatto che il nostro spazio-tempo sia soltanto una regione di una struttura cosmica più grande?"

È una domanda molto più scientifica che non richiede necessariamente un viaggio fino al bordo; richiede una teoria capace di produrre una firma, strumenti capaci di cercarla ed un metodo disposto ad accettare anche il risultato negativo.

Per ora "il telescopio non ha trovato il bordo" ma il fatto stesso che possiamo formulare la domanda in termini di geometria, causalità, temperatura, spettro e osservabilità è già di per sé significativo.

Persino una delle idee più estreme della cosmologia, l’Universo come una bolla immersa nell’inflazione eterna, può essere sottoposta (almeno in parte) alla disciplina fondamentale della scienza: formulare una previsione -> cercare una firma -> confrontarla con i dati -> accettare la possibilità di non trovarla.

Il bordo, in questo senso, non sarebbe necessariamente una fine ma potrebbe essere informazione.

Note:

(1) "The Restaurant at the End of the Universe" (Pan Books, 1980) è il secondo romanzo della “trilogia in cinque parti” di Douglas Adams.

(2) Sulla distinzione tra Universo Osservabile, Sfera di Hubble, Cono di Luce ed Orizzonte Cosmologico rimando al mio post del 4 febbraio 2025 "Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?".

(3) La topologia dello spazio è una questione distinta dalla sua estensione; sull'argomento vedi il mio post del 24 marzo 2026 La forma globale del nostro universo.

(4) Ho trattato il tema dell'inflazione nel mio post "Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?" del 4 luglio 2025.

(5) Siegel aveva già affrontato la questione nell'articolo, "The Universe Has Never Truly Been Empty" dove spiegava che anche uno spazio apparentemente vuoto, qualora dominato dall'espansione accelerata, possiede una temperatura associata al proprio orizzonte.

(6) Una superficie estremale è una superficie per la quale una determinata quantità geometrica, spesso l’area o un’area generalizzata che include contributi quantistici, è stazionaria rispetto a piccole deformazioni.

Non è necessariamente una superficie di area minima: può anche essere massima o avere una struttura di sella.

Nello studio della gravità quantistica e dell’entanglement, queste superfici permettono di collegare geometria dello spazio-tempo, informazione e contenuto quantistico dei campi.

Nel multiverso inflazionario possono quindi diventare strumenti per descrivere come l’informazione sia distribuita tra regioni differenti, senza coincidere necessariamente con la parete fisica di una bolla.


Cronologia.

Mi rendo conto che questo post è "pieno di informazione": nelle scorse settimane l'ho ricritto più volte cercando di semplificare, ma anche alla sintesi c'è un limite.

Un aiuto alla lettura ed alla comprensione può venire da questa cronologia delle idee e dei modelli che hanno guidato Siegel nello sviluppo della sua proposta:

1976 William Unruh: l’accelerazione può modificare il modo in cui un osservatore percepisce il vuoto quantistico. Un osservatore uniformemente accelerato può infatti descrivere il vuoto di Minkowski come un bagno termico, con una temperatura proporzionale alla sua accelerazione T(U) ∝ a

1977 Gibbons e Hawking: la presenza di un orizzonte cosmologico in uno spazio-tempo di de Sitter è associata ad una temperatura T(dS) ∝ H

La temperatura non è quella di un gas ordinario ma una proprietà termica associata alla struttura causale dello spazio-tempo ed al comportamento dei campi quantistici in presenza di un orizzonte.

Anni Ottanta, l’inflazione cosmologica: la cosmologia introduce l’idea che l’Universo primordiale possa aver attraversato una fase di espansione estremamente rapida, quasi esponenziale. L’inflazione fornisce un quadro per comprendere l’omogeneità su larga scala, la quasi piattezza geometrica e l’origine delle perturbazioni cosmologiche.

Inflazione eterna: in alcuni modelli l’inflazione può continuare indefinitamente in determinate regioni dello spazio-tempo mentre in altre termina e lascia il posto ad una fase calda e densa. Si formano così regioni simili a universi-bolla, immerse in un ambiente ancora inflazionario.

2007 Aguirre, Johnson e Shomer: la ricerca comincia a chiedersi se le collisioni tra universi-bolla possano produrre conseguenze osservabili nella nostra regione cosmica. L’idea fondamentale è che non sia necessario vedere direttamente un’altra bolla; potrebbe essere sufficiente osservare gli effetti della sua interazione con la nostra.

2008 e anni successivi, Aguirre, Johnson ed altri autori: la geometria delle collisioni tra bolle viene sviluppata in modo più dettagliato. Si studia come le pareti, le collisioni e i rispettivi coni di luce possano generare firme potenzialmente riconoscibili, in particolare nella radiazione cosmica di fondo.

Il problema diventa quindi geometrico e causale: in quali condizioni un evento che avviene in una struttura cosmologica molto più grande della nostra regione osservabile può lasciare una traccia nel nostro cielo?

Alex Dahlen, probabilità e osservabilità: i lavori di Alex Dahlen approfondiscono il problema delle probabilità di osservazione. L’esistenza di bolle e collisioni non implica infatti che esse siano necessariamente osservabili. La possibilità di ricevere un segnale dipende dalla nucleazione delle bolle, dalla loro distribuzione nello spazio-tempo, dalla geometria causale e dai parametri del modello inflazionario.

La questione non è soltanto "Il multiverso contiene collisioni?" ma anche "Quante collisioni possono lasciare una firma accessibile ad un osservatore come noi?"

2011 Feeney e collaboratori: la ricerca sulle collisioni tra bolle arriva al confronto con dati reali della radiazione cosmica di fondo utilizzando le osservazioni WMAP.

Il risultato non fornisce evidenze sufficienti per introdurre collisioni tra bolle nel modello cosmologico standard, non è però una dimostrazione dell’inesistenza del multiverso inflazionario: mostra piuttosto che le firme previste dalla classe di modelli analizzata non erano richieste dai dati disponibili.

2021 Approfondimenti sul rapporto tra orizzonti, espansione e temperatura: la divulgazione cosmologica torna a discutere il rapporto tra espansione dello spazio, orizzonti e temperatura associata ai campi quantistici. In questo quadro, la temperatura di un orizzonte non deve essere interpretata come la temperatura di una regione materiale, ma come una scala termica legata alla geometria dello spazio-tempo e alla dinamica dei campi quantistici.

2021 Langhoff, Murdia e Nomura: la fisica delle bubble walls, dell’accelerazione, degli orizzonti e delle risposte termiche quantistiche viene inserita in un’analisi più generale del multiverso inflazionario attraverso strumenti della teoria quantistica dell’informazione e delle superfici quantistiche estremali.

Questo lavoro non costituisce una previsione osservativa identica a quella discussa da Siegel, mostra però che la connessione tra pareti delle bolle, geometria causale, accelerazione e fenomeni quantistici di tipo Unruh appartiene a una linea di ricerca teorica articolata.

2026 Siegel: la domanda deve esser riformulata in una forma ancora più radicale: "Non dobbiamo cercare soltanto collisioni con altre bolle. Se fossimo abbastanza vicini alla frontiera della nostra stessa bolla, potremmo vedere gli effetti del suo bordo?"

E' un cambiamento di prospettiva: non si tratta più soltanto di osservare un’interazione tra la nostra regione ed un’altra bolla, ma di capire se la frontiera tra inflazione terminata e inflazione ancora in corso possa entrare nel nostro cono di luce passato e lasciare una traccia sulla sfera celeste.

Qui di seguito l'elenco dei principali articoli scritti sull'argomento:

William Unruh, 1976 "Notes on black-hole evaporation": origine dell'effetto Unruh e della temperatura associata a un osservatore accelerato.

Gibbons & Hawking, 1977 "Cosmological Event Horizons, Thermodynamics, and Particle Creation": fondamento della temperatura dell'orizzonte cosmologico.

Aguirre, Johnson & Shomer, 2007 "Towards observable signatures of other bubble universes": uno dei lavori fondamentali sull'idea che il multiverso inflazionario possa lasciare firme osservabili.

Aguirre & Johnson, 2008 "Towards observable signatures of other bubble universes II": sviluppo della geometria relativistica delle collisioni.

Alex Dahlen, 2010 "Odds of observing the multiverse": probabilità e geometria causale dell'osservabilità delle bolle.

Stephen M. Feeney et al., 2011 "First Observational Tests of Eternal Inflation", primo tentativo osservativo sistematico di cercare collisioni tra universi-bolla nei dati WMAP.

Stephen M. Feeney et al., 2011 "First Observational Tests of Eternal Inflation: Analysis Methods and WMAP 7-Year Results": particolarmente importante per capire come una firma teorica del multiverso possa essere trasformata in un test statistico sui dati.

Langhoff, Murdia & Nomura, 2021 "Multiverse in an inverted island": collegamento fra bubble walls, accelerazione, radiazione di Unruh ed entanglement quantistico.

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