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giovedì 2 luglio 2026

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:

                                       (su FB ) - pdf e video - mie domande - miei articoli su focus

2 luglio 2026          Blanet: i mondi possibili nei dischi di accrescimento dei buchi neri.

29 giugno 2026      Nane nere e stelle di ferro: il destino estremo della materia nell'Universo.

18 giugno 2026      Con l'avvento delle antenne gravitazionali di prossima generazione sarà davvero possibile osservare "tutte le fusioni tra buchi neri avvenute della storia dell’Universo"?

11 giugno 2026      L’origine del termine Black Hole in astrofisica ed il suo legame con il “Buco Nero di Calcutta”.

8 giugno 2026       Dalla coscienza biologica all’intelligenza ibrida: l’evoluzione della mente nell’era dell’AI.

25 maggio 2026    Una AI può mentirci di proposito? L’emergere del comportamento strategico nelle intelligenze artificiali.

14 maggio 2026    Quanto siamo stati vicini a considerare normale l’idea di rendere radioattiva una parte del nostro per salvare il resto del territorio?

5 maggio 2026      Chi perde più tempo? Due orologi, tra orbite planetarie e buchi neri.

16 aprile 2026       Ciò che Einstein non voleva vedere: quando la geometria supera la realtà, le soluzioni estreme della Relatività Generale.

15 aprile 2026        Dal pallottoliere all’algoritmo: il confine tra procedura e pensiero nella scienza.

10 aprile 2026        È probabile che il cervello - più ancora del rischio oncologico - rappresenti il vero limite biologico operativo per una missione umana verso Marte.

5 aprile 2026          Che cosa significa “comprendere”?  Bostrom si sbagliava, non è indispensabile l’avvento di una superintelligenza per uno scenario distopico alla “paperclip maximizer”.

24 marzo 2026       La forma globale del nostro universo: JWST potrebbe vedere la nostra galassia nel passato remoto?

18 marzo 2026       Quando l’universo incontra l’algoritmo: Intelligenza Artificiale e nascita dei nuovi modelli cosmologici.

13 marzo 2026       L’intelligenza artificiale e la terza dimensione del cielo: una nuova mediazione tra osservazione e conoscenza cosmologica.

2 marzo 2026         Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

25 febbraio 2026   Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

18 febbraio 2026   L'enigma della coscienza nell’era delle AI generative: se ed in quali condizioni una macchina potrebbe divenire cosciente.

6 febbraio 2026     JWST sta costringendo la cosmologia a "smettere di essere comoda": l'attesa di un Deepest Deep Field che metta alla prova l'universo primordiale.

4 febbraio 2026     Come esplodono i buchi neri e cosa potrebbe vedere un osservatore che si trovasse ad assistere a questo fenomeno?

2 febbraio 2026     Orizzonti cosmologici, TIP e multiverso: quando la realtà diventa interfaccia.

28 gennaio 2026    Non è la distanza: è l’orizzonte. Blueshift, espansione e causalità cosmica.

20 gennaio 2026    Planetary Protection: perché non è (solo) una questione di microbi, e perché Elon Musk c’entra più di quanto sembri.

14 gennaio 2026    L’illusione della coscienza artificiale: pareidolia semantica, interfacce cognitive ed AI nel confronto tra Floridi, Hoffman, Chalmers, Tononi e Bostrom.

09 gennaio 2026    Perché l’universo in cui viviamo è visibile?  Forze fondamentali, mondi possibili ed interfacce della percezione.

22 dicembre 2025  “Ciò che rende un Paese degno di essere difeso”: Robert R. Wilson, la scienza fondamentale ed il valore di una civiltà.

12 dicembre 2025  Usare il sole per ottenere immagini dettagliate della superficie di pianeti in orbita intorno ad altre stelle.

21 novembre 2025 Satelliti ad aria: come far sì che un satellite utilizzi atomi presenti in altissima quota per generare una spinta.

17 ottobre 2025    Hugh Everett III, l'uomo degli universi paralleli che, deluso da quello in cui si trovò a vivere, rinunciò alle emozioni.

11 ottobre 2025    L'esperimento di Holmberg, precursore delle moderne simulazioni numeriche al computer, quale atto di empatia intellettuale verso il cosmo.

2 ottobre 2025      Il Vuoto come origine dell'Universo?

17 settembre 2025  Il ragazzo nato martedì.

19 agosto 2025     La sessualità negata alla rappresentazione della donna sulla targa fissata alle sonde Pioneer: la prudenza di Carl Sagan, il bigottismo della NASA e la riscossa di Joe Davis.

7 agosto 2025      Intelligenza artificiale: Bostrom, il “paperclip maximizer” e la pulizia etnica operata contro i Rohingya.

25 luglio 2025     L'impossibilità di rinunciare ai "miti fondanti" e le possibili conseguenze nella società contemporanea: ripensare a come vengono costruiti e diffusi quale soluzione ai futuri conflitti.

19 luglio 2025    Quanto rallenterebbe il tempo per un astronauta su un "pianeta di Miller" in orbita attorno ad uno dei due buchi neri di cui disponiamo la fotografia?

4 luglio 2025      Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?

25 giugno 2025   “Ci sono ancora alcune domande senza risposta, ad esempio: il bosone di Higgs esisterebbe se non ci fosse la matematica per descriverlo?"

20 giugno 2025    Può la corrente elettrica costituire una cura alle difficoltà di apprendimento della matematica?

29 maggio 2025  Prima del Big Bang: la "fase di attesa", una nuova congettura proposta da Melcher, Pradhan e Watso.

22 maggio 2025   No, La notizia "la fine del nostro universo avverrà prima di quanto sinora stimato" non è corretta.

15 maggio 2025   Sopravvivere alla caduta in un buco nero: Gargantua, il buco nero di Interstellar, è un oggetto descritto dalla metrica di Kerr?

2 maggio 2025     Freeman Dyson, il visionario: un motore per spostare le stelle e risparmiarci un tetro lontano futuro.

24 aprile 2025      A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?

28 marzo 2025     Cosa vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse sulla superficie di una stella di neutroni?

26 marzo 2025     Come riconoscere il momento in cui le attuali AI raggiungeranno la condizione di AGI (Artificial General Intelligence)? Saremo senza difese di fronte ad una AI con prestazioni sovraumane in ogni campo?

26 febbraio 2025   LSD e fisica, un esperimento inquietante: le sostanze psichedeliche possono influenzare la percezione della realtà quantistica?

21 febbraio 2025   La "naturalezza" costituisce ancora un valido principio guida nella ricerca delle Leggi di Natura che regolano il nostro Universo?

18 febbraio 2025  Stringhe: teoria scientifica o semplice congettura?

12 febbraio 2025  Che fine farà l'informazione quando anche l'ultimo buco nero sarà evaporato?

4 febbraio 2025  Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?

22 gennaio 2025  Uno o molti multiversi? La “prudente scommessa” di Steven Weinberg sulla teoria del multiverso.

14 gennaio 2025  L'universo primordiale potrebbe aver ospitato condizioni favorevoli ad un precocissimo sviluppo della vita: una ridefinizione delle caratteristiche biofiliche del cosmo.

27 dicembre 2024 Negli spazi intergalattici il tempo scorre più o meno velocemente che sulla Terra?

9 dicembre 2024   Il nostro universo come interno di un buco nero presente in un altro? L'azzardo di Popławski e la discussione tra Tonelli ed Odifreddi.

10 ottobre 2024      Il mio dialogo con ChatGPT

25 settembre 2024  Il fisico Tullio Regge, la "Biblioteca di Babele" ed i buchi neri.

16 settembre 2024  "Cosa vedrebbe un astronauta ... ?" parte seconda: escursioni termiche e pianeti in orbita intorno alle nane rosse.

7 settembre 2024  Cosa vedrebbe un astronauta sbarcato su un pianeta di un sistema binario?  (Come realizzare un ottimo film di fantascienza).

17 maggio 2024   Il treno degli orfani

6 maggio 2024     Nel peso di una molla compressa la differenza tra la teoria della gravità di Newton e quella di Einstein.

11 marzo 2024      Peter Higgs, la persona dietro lo scienziato.

3 febbraio 2024  Stephen Hawking e Thomas Hertog, la "Top Down Cosmology"

5 gennaio 2024  Leonard Susskind e la sua guerra per la salvezza della Meccanica Quantistica

10 dicembre 2023  Il limite intrinseco alla capacità degli acceleratori di particelle di sondare distanze sempre più brevi aumentando le energie.

12 ottobre 2023      La dialettica tra la fisica teorica e quella sperimentale.

12 ottobre 2023      E' oramai certo, l'antimateria "non cade verso l'alto": ci siamo giocati il motore di Alcubierre!

7 ottobre 2023     Il carattere delle probabilità nelle interpretazioni della meccanica quantistica: Copenhagen, Everett e “l’affidabilità” delle probabilità soggettive di de Finetti.

19 settembre 2023  Il passato non è "dietro le nostre spalle" come si è soliti affermare: è invece presente, lì davanti ai nostri occhi, nel cielo stellato.

16 settembre 2023  Una nuova fisica dietro l’angolo? Le “sorprese di Higgs” (e quella di Guido Tonelli).

10 settembre 2023  Alla ricerca di materia oscura pesante e leggera: gli esperimenti DarkSide e NA64

13 Agosto 2023      Dove indirizzare la ricerca di vita al di fuori del sistema solare? Non solo esopianeti ma anche stelle nane brune e “verdi” potrebbero avere acqua liquida in superficie.

7 Agosto 2023        Avi Loeb ed il suo contributo al progetto Breakthrough Starshot: la prima missione interstellare.

27 Luglio 2023       I Voyager Golden Records in viaggio verso le stelle: contengono un messaggio destinato a noi terrestri?

19 Luglio 2023       "La grandezza dell'ignoto è democratica"

13 Luglio 2023       La Terra a pera di Cristoforo Colombo

28 giugno 2023       Come i socials ci "agganciano" e monopolizzano il nostro tempo libero: i piccioni di Skinner e la strategia dei "like ritardati" di FB.

15 giugno 2023       Abilità mentali umane ed abilità in cui eccellono le AI (intelligenze artificiali): gli ambienti più consoni alle une ed alle altre.

11 giugno 2023       Il cervello dei sapiens (e di altre specie ad essa vicine) si è evoluto per gestire le situazioni di incertezza.

29 maggio 2023      LAWDKI, la ricerca di forme di vita aliena condotta adottando un nuovo paradigma: il finanziamento da parte della NASA all'iniziativa LAB.

24 maggio 2023      Il paradosso della tolleranza, una storia attuale?

2 maggio 2023        Agnotologia, la scienza che spiega perché diventiamo sempre più ignoranti.

28 marzo 2023        Grappoli di buchi bianchi o modifica della RG?

20 gennaio 2023      La vita al di fuori della Terra: cosa cercare e dove? I limiti della definizione di "fascia abitabile" e l'ipotesi "superterre e tettonica a zolle".

9 gennaio 2023       Come disinnescare un potenziale conflitto? Due esempi magistrali offerti da Richard Feynman.

9 dicembre 2022      Isole nei buchi neri: è stato davvero risolto il paradosso dell'informazione?

13 ottobre 2022       Di googleplex, di tetrazioni, del numero di Graham e della loro inutilità per misurare l'Universo: "... più uno!..."

5 ottobre 2022         E' davvero indispensabile ipotizzare l'esistenza della materia oscura per giustificare anomalie legate alla gravità riscontrate in quasi un secolo di osservazioni?

29 settembre 2022   L'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli e gli xenotrapianti: la CRISPRmania e le aspirazioni ad una società più "giusta"

23 settembre 2022   Parrocchiale ed Universale: dove potrebbe nascondersi alle nostre ricerche una vita aliena e perché siamo ancora troppo condizionati dal pregiudizio antropico negli attuali progetti in atto.

16 settembre 2022   Onde gravitazionali e sistemi binari: in un lontano futuro la nostra Luna finirà per fondersi con la Terra?

13 luglio 2022         "Excuse me while I kiss this guy": il fenomeno MONDEGREEN può colpire anche le AI?

30 giugno 2022       Sono davvero buchi neri di Einstein i due oggetti "fotografati" dalla collaborazione EHT (Event Horizon Telescope) e finiti sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

22 giugno 2022       Gli orologi al polso di osservatori posizionati in zone diverse della Terra a livello del mare viaggiano tutti alla stessa velocità?

30 maggio 2022      Un po' di matematica e fisica - che forse non conoscete - alla base dei sistemi di navigazione satellitare.

10 maggio 2022     L'effetto "Uncanny Valley" e gli zombies.

2 maggio 2022       Dove finisce la materia, attirata verso il proprio orizzonte degli eventi, dal pozzo gravitazionale scavato nello spazio tempo da un Buco Bianco?

8 aprile 2022          I giorni sul nostro pianeta sono sempre stati di 24 ore? Come siamo riusciti a misurare sperimentalmente la durata di un giorno di 400 milioni di anni fa.

10 marzo 2022       La coscienza delle api: quando più è meno e meno è più

2 marzo 2022          Buchi neri, gusci di fuoco ed orbite complesse

17 febbraio 2022   La dote cosmica dell'umanità.

25 gennaio 2022    Come ci prepariamo ad una missione umana verso Marte: "le farfalle possono volare sul pianeta rosso?"

20 gennaio 2022    L'origine degli atomi di oro nel nostro universo: r-process innescati da kilonovae e collapsars.

12 gennaio 2022    Perché, da un punto di vista scientifico, non è opportuno affidarci alle AI "robot-giudici": una riflessione sull'impossibilità di dare una definizione matematica al concetto di imparzialità.


5 gennaio 2022      Geoffrey West e la sua serendipity: dalla ricerca delle caratteristiche universali proprie delle particelle elementari a quelle del tessuto urbano.

23 novembre 2021 La fisica ed il problema della coscienza: è possibile fare a meno dello spazio tempo in un modello di realtà oggettiva?

22 novembre 2021 Matvej Bronštejn e la lunghezza di Planck

31 luglio 2021      Il "multiverso di livello I" e la copia perfetta di noi stessi a "soli" 10^10^118 x 10^27 metri da noi.

13 luglio 2021      L'illusione dell'esistenza di un "adesso cosmico".

29 giugno 2021    Cosa c'era prima dell'inizio: il Big Bang, origine del tutto o la fine di qualcosa? L'inflazione eterna di Alex Vilenkin

8 giugno 2021      Sovrastimiamo l'efficacia dei farmaci? Gli NNT (numbers need to treat) e la probabilità a grandi e piccole scale.

30 maggio 2021   La trappola della meritocrazia: davvero l'utilizzo di un criterio meritocratico è il mezzo ottimale per ottenere una società più "giusta"

14 maggio 2021  L'incredibile viaggio nel tempo dell'Apollo 8 ed il "paradosso dei gemelli" che paradosso non è. 

11 maggio 2021   Linee Tendex e la coppia di satelliti Grace: studiare il sottosuolo direttamente dal cielo, soltanto un sogno?

9 maggio 2021     Come finì con i tre teams di scommettitori che macinavano utili investendo sui biglietti della lotteria Cash WinFall?

6 maggio 2021     Le origini del gioco del lotto: è possibile guadagnare investendo in biglietti della lotteria?

5 maggio 2021     Il crescente "rumore" nelle evidenze degli esperimenti scientifici ed i gamberi marmorizzati

4 maggio 2021     La storia di GFT (Google Flu Trends), l'algoritmo di Google che doveva rivoluzionare il modo di far scienza.

3 maggio 2021    Il rischio di insuccesso nei processi di trasferimento della conoscenza

21 marzo 2021    L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni

2 marzo 2021      Il trilemma di Bostrom e la probabilità di vivere in una simulazione.

1 marzo 2021       L' "attesa di vita" tra vicini di villa agli Hamptons: un puntino all'estrema destra ed un grafico su cui meditare

1 marzo 2021       Fin dove si spinge l'affidabilità delle indagini sul DNA 

27 febbraio 2021  La risposta di Stephen Webb alle mie obiezioni 

18 febbraio 2021   Le ragioni dello scetticismo di una parte della comunità scientifica circa l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta.

11 gennaio 2021    Affrontiamo il problema della definizione di cosa sia la coscienza da un'altra prospettiva.

10 gennaio 2021    Il mistero della coscienza, i CCN ed i pazienti sottoposti a "split brain"

8 gennaio 2021      Una risposta semplice (ma poco nota) ad una domanda semplice: quando un soggetto infettato dal virus Sars-CoV-2, diventa contagioso e fino a quando lo rimane?

30 dicembre 2020   ... e se le misure finora adottate per contrastare l'attuale pandemia non fossero le più efficaci, ed in alcuni casi avessero invece provocato una sua recrudescenza?

15 dicembre 2020   L'efficacia del contact tracing: una questione di evoluzione?

24 novembre 2020   Perché le persone con un QI molto alto non hanno successo negli investimenti in borsa?

21 agosto 2020        La soluzione n. 33 al paradosso di Fermi: "non abbiamo ancora ricevuto segnali dagli alieni perché sviluppano una matematica diversa"

30 luglio 2020         Il futuro dell'evoluzione sul pianeta Terra.

21 luglio 2020        Può il concetto di "male" aver costituito un vantaggio evolutivo per la nostra specie?

7 luglio 2020          "Gli astronomi sono tutti bastardi sferici": Zwicky, il precursore della materia oscura.

7 giugno 2020        George Floyd, il razzismo negli USA ed i bias che colpiscono le IA: può un algoritmo essere imparziale?

15 maggio 2020     I medici comprendono la (matematica) statistica?

2 maggio 2020       HIV, Covid-19 ed il vero signficato di un test con responso positivo:"fase 2", maneggiare con estrema cautela!

27 aprile 2020        Franco Magnani, l'artista della memoria visto con gli occhi del neurologo Oliver Sacks

19 aprile 2020        Il prestigio dei "Nobel" ed il principio di autorità: vale più di un'altra l'ipotesi formulata da un "nobel"?

13 aprile 2020        I fenomeni emergenti, la coscienza ed il tempo: le riflessioni di un dopo pranzo pasquale.

1 aprile 2020          Scott ed Amundsen, il fly-by di Urano e la tragedia del Challenger: una visione di Freeman Dyson sulle modalità di progettazione di un'impresa.

28 marzo 2020       Freeman Dyson:un fisico extraterrestre?

20 marzo 2020       Italia e Cina: la crisi della democrazia liberale ed il diverso grado di efficacia nella risposta all'epidemia in atto

6 marzo 2020         Salti di specie, pipistrelli e la variabilità discordante nel DNA dei Sapiens

25 febbraio 2020    Perchè siamo così spaventati dal coronavirus Covid-19: un problema di comunicazione.

18 febbraio 2020    L'epidemia di coronavirus ed il rischio biologico: la cenerentola degli incubi del XXI secolo.

12 febbraio 2020   Stati Uniti del Sud e Giappone: un parallelo relativamente alla distorsione nel funzionamento del sistema giudiziario.

3 febbraio 2020      Quanto sono rari i numeri palindromi? Una bufala ci permette di fare chiarezza sulla frequenza dei numeri palindromi espressi in diverse basi.

20 gennaio 2020    Il significato del termine creatività ed il "codice umano".

18 dicembre 2019  L'emicrania come causa fisiologica di visioni mistiche nel medioevo ed in età moderna: Hildegard von Bingen ed Oliver Sacks

29 ottobre 2019      Prodotti alternativi sono davvero meglio dei sacchetti di plastica per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente?

23 ottobre 2019      Anche i piccioni credono in dio? Le interpretazioni dell'esperimento condotto da Skinner alla fine degli anni '40

18 ottobre 2019      Probabilità, certezza ed affidabilità: l’incredibile contributo del matematico italiano Bruno De Finetti, un uomo che nella seconda metà del ‘900 ha “salvato" la reputazione della scienza

10 settembre 2019  Perché la scienza ha fallito nel compito di rendere la gente capace di ragionare in modo razionale.

28 agosto 2019       Facebook potrebbe limitare l'odio in rete, ma non lo farà perché danneggerebbe il suo modello di business

24 luglio 2019        Salvini, la Lega, l'Unione Europea e la trappola del lusso

23 luglio 2019        Dalla preistoria abbiamo selezionato canidi con spiccate tendenze pedomorfiche: anche i canidi hanno contribuito a selezionarci?

16 luglio 2019        Sono le religioni monoteiste causa di profonde sofferenze patite per aver forzato l'identità di genere e legittimato lo sfruttamento degli animali?

16 luglio 2019        Che cos'è la felicità e perchè siamo programmati dall'evoluzione per provarla raramente.

23 maggio 2019      Amazon non finisce di stupirmi

8 maggio 2019        Un film ci fa riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell'intolleranza in politica.

3 maggio 2019        Future of life institute & Lethal Autonomous Weapons (LAW)

28 aprile 2019         Cellule del cervello di maiale riattivate dopo la morte: un aggiornamento al mio ultimo post su transumanesimo e biohackers.

10 aprile 2019         Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?

29 marzo 2019        La vera storia delle origini di Internet: Arpanet ed i militari, un mito sfatato.

27 marzo 2019        Il regalo di Google all'Umanità

6 marzo 2019          Libero arbitrio e libera volontà: i limiti fisiologici alla libertà individuale.

27 febbraio 2019    Sovranismo e quote nazionali in musica.

13 febbraio 2019    Razzismo e culturalismo

18 gennaio 2019    Martin Luther King e la sua eredità

5 gennaio 2019       The dark side of the AI: il lato oscuro delle intelligenza artificiali

2 gennaio 2019       Commenti al discorso di Steve Jobs all'università di Stanford

28 dicembre 2018   Nel 1913 Igor Stravinskij ha modificato “la corteccia cerebrale” della cultura europea

20 dicembre 2018   Nostalgia: assomiglia ad una parola greca dell'antichità ma con origini recenti

16 dicembre 2018   Sul problema dell’immigrazione Salvini Trump e Carlo Marx stanno dalla stessa parte!

6 dicembre 2018     È più morale che un'idea distrugga una società che non il contrario: la MDQ

28 novembre 2018  Il meccanico “random”

8 novembre 2018    Il crepuscolo della supremazia del dato oggettivo

4 novembre 2018    Xenofobia: un termine greco di origini antiche?

1 novembre 2018    Dagli Usa all’Africa, come cambiano i dilemmi dell’auto autonoma

30 settembre 2018  Ogni forma è rotta: come sopravvivere?

19 settembre 2018  La difficoltà di individuare con chiarezza l’esperto delle cui parole ci possiamo fidare

19 settembre 2018  Riprendiamo il discorso relativo all’analfabetismo funzionale

1 agosto 2018         Luca Ricolfi: il problema della comunicazione dei significati relativi ai dati grezzi 

31 luglio 2018         La banca del Tempo Libero

25 luglio 2018         Un tentativo di interpretazione dei dati usando il buon senso

23 luglio 2018         La difficoltà di comprendere le informazioni che ci vengono passate ogni giorno

30 giugno 2018       Aiutarli a casa loro? Forse la lettura di questo articolo può insegnarci qualcosa

7 maggio 2018        “L’utopia libertaria del web è fallita nel neoliberismo: e ora?”

28 marzo 2018       La verità? Facebook non ruba i dati, anzi: ne inventa di nuovi. E con il nostro consenso



Blanet: i mondi possibili nei dischi di accrescimento dei buchi neri.

Quando pensiamo ad un sistema planetario in genere visualizziamo qualcosa di simile al nostro: al centro una stella luminosa, calda ed apparentemente immutabile, intorno alla quale orbitano una corte di pianeti (con le loro eventuali lune), asteroidi e comete. Migliaia di sistemi extrasolari scoperti negli ultimi trent'anni si presentano infatti così. Nonostante ciò la natura potrebbe dimostrarsi molto più creativa: esiste infatti un'ipotesi scientifica - fino a pochi anni fa considerata quasi fantascientifica - che prevede l’esistenza l'esistenza di pianeti che non orbitano attorno ad una stella bensì ad un buco nero. Si tratta di una proposta teorica recente che sta attirando l’attenzione della comunità degli astrofisici, nata da modelli fisici consolidati e da una domanda apparentemente semplice:

se i pianeti si formano nei dischi di gas e polveri che circondano le stelle, perché non dovrebbero potersi formare anche nei dischi di accrescimento che circondano alcuni buchi neri?

Sappiamo che i buchi neri non sono “aspirapolveri cosmici”, ma oggetti estremamente compatti che, grazie alla loro massa, curvano lo spaziotempo circostante come qualsiasi altro corpo fisico. (1)

L’orbita di un pianeta, in prima approssimazione, dipende infatti dalla massa dell’oggetto centrale a cui è legato gravitazionalmente, indipendentemente dal fatto che si tratti di una stella, una nana bianca, una stella di neutroni o un buco nero.

La domanda che dovremmo porci è semmai un'altra: come potrebbe formarsi un pianeta nei pressi di un buco nero?

Per il grande pubblico il primo contatto con l’idea di un sistema planetario attorno ad un buco nero è arrivato nel 2014 grazie ad Interstellar, il film diretto da Christopher Nolan la cui trama vede un gruppo di astronauti visitare pianeti in orbita attorno al buco nero Gargantua.

In molti hanno pensato ad una licenza poetica, ma la rappresentazione del buco nero fu sviluppata con un livello di rigore senza precedenti nella storia del cinema grazie alla consulenza di Kip Thorne.

Oggi talvolta si è tentati di considerarlo un precursore dell’immaginario dei “blanet”, ma questa attribuzione è impropria: il termine "blanet" indica infatti pianeti formatisi nei dischi di accrescimento che circondano i buchi neri supermassicci, mentre nel film si rappresentano scenari orbitali compatibili con la relatività generale ma non modelli di formazione planetaria in tali ambienti. (2)

Sino ad una manciata di anni fa si riteneva che l'ambiente attorno ad un buco nero fosse troppo estremo: temperature elevate, radiazione intensa, gas turbolento e forti gradienti gravitazionali sembravano incompatibili con il lento processo di formazione planetaria.

Più recentemente lo studio dei nuclei galattici attivvi ha mostrato che i buchi neri supermassicci non sono sempre isolati; molti sono circondati da strutture di gas e polveri su scale molto ampie, talvolta paragonabili o superiori a quelle del Sistema Solare.

In alcune regioni esterne di queste strutture la temperatura può scendere fino a poche centinaia di kelvin, valori confrontabili con quelli dei dischi protoplanetari attorno alle giovani stelle.

Se esistono polveri, molecole e condizioni fisiche sufficientemente “fredde”, perché la gravità non dovrebbe innescare lo stesso processo di aggregazione che osserviamo altrove?

Ogni pianeta nasce dalla stessa materia: minuscoli granelli di polvere, silicati e ghiacci, particelle di pochi micron che si scontrano continuamente. Alcune rimbalzano, altre si frammentano, altre ancora restano unite grazie alle forze elettrostatiche. Nel tempo si formano aggregati sempre più grandi: millimetri, centimetri, metri, chilometri. Ad un certo punto entrano in gioco la gravità e le collisioni reciproche e, nel giro di alcuni milioni di anni, si formano prima planetesimi, poi protopianeti e infine pianeti veri e propri. (3)

Se questo meccanismo funziona attorno a una stella, potrebbe funzionare anche attorno ad un buco nero?

Nel 2020 un gruppo guidato dall'astrofisico Keiichi Wada della Kagoshima University ha pubblicato uno studio (4) in cui viene coniato il termine blanet (black hole planet); utilizzando modelli numerici dei grandi dischi di accrescimento presenti attorno ai buchi neri supermassicci al centro delle galassie, gli autori hanno mostrato, mediante simulazioni numeriche, che esistono regioni dove la temperatura può essere sufficientemente bassa e le condizioni favorevoli alla crescita della polvere ed alla formazione di corpi planetari.

Secondo le loro simulazioni, un singolo disco di accrescimento sufficientemente massiccio potrebbe produrre migliaia, e forse perfino milioni, di corpi planetari distribuiti nelle regioni esterne del disco con masse tipicamente comprese fra quelle delle super-Terre e dei mini-Nettuni, sebbene in alcune condizioni possano formarsi corpi ancora più massicci. (5)

La presenza di pianeti in orbita intorno a buchi neri non sarebbe quindi da considerarsi un caso eccezionale; in alcune galassie potrebbero addirittura costituire una popolazione planetaria molto numerosa.

Esiste tuttavia un apparente paradosso: i pianeti che conosciamo si formano nei dischi protoplanetari attorno alle giovani stelle, la cui radiazione influenza profondamente temperatura, chimica ed evoluzione del disco.

Un buco nero isolato non emette di per sé luce significativa (6), come può allora esistere un ambiente favorevole alla formazione planetaria?

La soluzione è da ricercarsi nelle caratteristiche del disco di accrescimento (AGN)che circonda i buchi neri supermassicci.

Precipitando verso l'orizzonte degli eventi, gas e polveri vengono accelerati, compressi e riscaldati fino a raggiungere temperature di milioni di gradi e questo fa sì che il disco diventi uno degli oggetti più luminosi dell'intero Universo (quando il buco nero è in una fase di intenso accrescimento), in alcuni casi emettendo più luce di centinaia di miliardi di stelle.

È proprio il disco di accrescimento, e non il buco nero in sé, a fornire l'ambiente fisico ed energetico entro cui potrebbe svilupparsi la formazione dei blanet. (7)

L'idea dei blanet ci obbliga quindi a rivedere una convinzione radicata, e cioè che i pianeti siano necessariamente legati alle stelle: forse manchiamo di immaginazione e l'Universo potrebbe rivelarsi capace di costruire mondi praticamente ovunque esistano gravità, materia e tempo a sufficienza.

In futuro, disponendo di strumenti adatti, potremmo arrivare ad osservare pianeti formatisi attorno a buchi neri, ampliando ulteriormente il panorama già oggi noto di pianeti associati a stelle, stelle di neutroni e, probabilmente, anche nane bianche.

Realizzeremmo così un cambiamento di prospettiva paragonabile a quello avvenuto negli anni '90, quando gli astronomi scoprirono che i pianeti extrasolari non erano eccezioni ma una componente normale delle galassie.

Come potrebbe formarsi un blanet?

Quando cerchiamo di Immaginare un buco nero richiamiamo alla mente la "foto" scattata nel 2019 dalla Event Horizon Telescope Collaboration (EHT) relativa al buco nero al centro della galassia Messier 87: una regione luminosa di gas caldo nelle immediate vicinanze dell'orizzonte degli eventi.

In realtà quella visibile nella foto è soltanto la parte più interna del disco di accrescimento.

I grandi buchi neri supermassicci sono circondati da strutture di gas e polveri enormemente più estese della regione mostrata nelle immagini dell'EHT: le parti più esterne del disco e delle strutture circostanti possono estendersi per molti anni luce, arrivando in alcuni casi a decine di anni luce dal buco nero. (8)

La struttura del disco non è uniforme: le regioni più interne sono incandescenti mentre quelle più distanti diventano progressivamente più fredde.

I pianeti non possono formarsi ovunque nelle regioni intorno alla stella centrale, esiste infatti una sorta di "zona di condensazione": troppo vicino all'oggetto centrale e il calore vaporizza completamente la polvere, troppo lontano e la densità del materiale diventa insufficiente.

Nei sistemi stellari questa zona si trova all'interno del disco protoplanetario.

I modelli teorici suggeriscono che anche nei dischi di accrescimento dei buchi neri supermassicci possano esistere regioni nelle quali temperatura e densità risultano compatibili con l'aggregazione della polvere.

Secondo i modelli teorici nelle parti più esterne del disco la temperatura potrebbe scendere sotto i 1.000 kelvin, permettendo ai silicati e ad altri materiali solidi di condensare: a quel punto la fisica diventa incredibilmente simile a quella che già conosciamo (minuscoli granelli di polvere iniziano a scontrarsi ed aggregarsi, diventano sempre più grandi, nascono planetesimi poi embrioni planetari ed infine pianeti completi).

La natura utilizza cioè lo stesso "manuale di istruzioni" in ambienti completamente diversi.

Quanti blanet potrebbero esserci intorno ad un singolo buco nero?

La formazione di un pianeta non è un evento rapido, ci sono voluti tra i 10 e i 100 milioni di anni per completare la formazione della nostra Terra.

Relativamente ai blanet i modelli suggeriscono tempi della stessa grandezza d'ordine, anche se dipendono dalle caratteristiche del disco di accrescimento.

La durata della vita di una galassia si conta in miliardi di anni, quella di un buco nero supermassiccio è immensamente più lunga dell'attuale età dell'Universo: quest'ultimo avrebbe quindi tutto il tempo necessario per costruire numerose generazioni di pianeti.

Le simulazioni suggeriscono che un singolo disco di accrescimento molto massiccio potrebbe contenere abbastanza materiale per produrre migliaia o (secondo le simulazioni) addirittura milioni di pianeti.

Naturalmente si tratta di modelli teorici (nessuno ha ancora osservato direttamente un blanet), tuttavia il semplice fatto che la fisica non lo vieti cambia completamente il quadro.

Cosa vedrebbe un osservatore che si trovi sulla superficie di un blanet? (9)

Anche qualora il pianeta girasse su sé stesso (10) potrebbe venire meno la classica alternanza giorno/notte prodotta da una sorgente luminosa puntiforme, non essendoci una stella nel centro di gravità del sistema.

L'illuminazione, se presente, deve per forza arrivare da una sorgente diversa: tale fonte è rappresentata dal disco di accrescimento che, come abbiamo visto, può essere luminosissimo e dar forma nel cielo del pianeta ad un enorme arco luminoso che (a seconda dell'inclinazione dell'orbita) avvolge il buco nero.

Non apparirebbe necessariamente bianco: le regioni più interne emetterebbero soprattutto raggi X ed ultravioletti, invisibili all'occhio umano, mentre quelle più esterne potrebbero brillare con tonalità rossastre o arancioni.

Circa l'aspetto con il quale il buco nero si presenterebbe all'osservatore: nel cielo ne vedrebbe l'ombra gravitazionale, una regione più grande dell'orizzonte degli eventi prodotta dalla forte curvatura dello spazio-tempo.

Intorno a quest'ombra la luce proveniente dal disco di accrescimento risulta piegata dalla gravità, cosicché una parte del disco apparirebbe sopra il buco nero e l'altra sotto; persino la faccia posteriore del disco diventerebbe visibile in quanto lla luce seguirebbe traiettorie fortemente incurvate attorno al buco nero prima di raggiungere l'osservatore.

È il fenomeno riprodotto con grande accuratezza in Interstellar; le immagini prodotte per il film sono così precise dal punto di vista scientifico da esser state utilizzate in seguito in due pubblicazioni scientifiche. (11)

Per comprendere come potrebbe apparire il cielo, immaginiamo per un momento un pianeta molto più vicino al buco nero di quanto prevedano gli attuali modelli di formazione dei blanet, in uno scenario simile a quello immaginato in Interstellar; il panorama allora potrebbe ricordare molto quello mostrato nel film.

È tuttavia improbabile che un vero blanet si trovi così vicino al buco nero: i modelli indicano infatti che la formazione planetaria dovrebbe avvenire molto più lontano, nelle regioni esterne del disco, dove temperatura e radiazione risultano sufficientemente basse.

Un pianeta posto alla distanza del pianeta di Miller sarebbe probabilmente esposto a un ambiente troppo estremo per consentire la formazione di un blanet e, con ogni probabilità, anche lo sviluppo di forme di vita simili a quelle terrestri.

Un anno su un blanet.

La durata dell'orbita di un blanet dipende principalmente dalla distanza dal buco nero e dalla massa di quest'ultimo.

Poiché è più probabile che la zona di formazione di questi corpi sia verso il bordo esterno del disco di accrescimento, un blanet potrebbe richiedere da alcune centinaia fino a migliaia di anni terrestri per completare un giro. (12)

Se invece orbitasse più vicino al bordo interno - dove però i modelli attuali non prevedono la formazione dei blanet - gli anni sarebbero più brevi ma aumenterebbero gli effetti della relatività e delle forze mareali, rendendo l'ambiente decisamente più ostile.

Potrebbe esistere la vita su un blanet?

Sappiamo che vicino all'orizzonte degli eventi l'ambiente è estremamente ostile per l'intensa radiazione, il plasma caldo e, nelle regioni più interne, anche per i forti effetti mareali.

Tuttavia un buco nero supermassiccio ha un'influenza gravitazionale che si estende per anni luce e, a grandi distanze, il suo campo gravitazionale diventa del tutto simile a quello di qualsiasi altro oggetto della stessa massa.

Un blanet potrebbe trovarsi in una regione relativamente tranquilla, molto lontano dal disco più caldo. (13)

Ma la vita per svilupparsi ha bisogno di energia, ed allontanandoci dalla parte interna del disco quella ricevuta decresce rapidamente.

Sono state proposte diverse possibili sorgenti di energia:

  • Il disco di accrescimento: se il buco nero è attivo, il disco di accrescimento emette quantità enormi di energia; tuttavia nelle regioni più esterne tale radiazione potrebbe essere sufficientemente attenuata da fornire luce e calore senza risultare distruttiva. In questo scenario il disco di accrescimento costituirebbe la principale sorgente di energia del sistema: a differenza del Sole non apparirebbe come un punto luminoso nel cielo, ma come una vasta struttura estesa, capace di produrre un'illuminazione molto diversa da quella cui siamo abituati, con ombre più sfumate e, forse, senza un vero cielo notturno.

  • Stelle vicine: in genere i buchi neri supermassicci abitano il centro delle galassie, regioni densamente popolate di stelle. Quelle più vicine potrebbero fornire al blanet una parte della propria energia. Se quest'ultimo si trovasse lontano dalla zona più luminosa del disco, il suo cielo notturno sarebbe spettacolare, con decine o centinaia di migliaia di stelle brillanti contemporaneamente (qualora il disco di accrescimento non fosse sufficientemente luminoso da dominarne la vista).

  • Calore interno: anche senza alcuna sorgente luminosa esterna un pianeta può mantenere una certa attività geologica (14), così un grande blanet potrebbe possedere oceani sotterranei alimentati esclusivamente dal calore interno (come si suppone succeda con Europa ed Encelado).

  • Per scenari del tutto particolari è stata persino ipotizzata la possibilità di sfruttare la radiazione cosmica di fondo (CMB), che nei pressi di un buco nero potrebbe apparire fortemente amplificata a causa degli effetti relativistici (si veda la nota 7). Si tratta tuttavia di un'ipotesi estremamente speculativa.

Il ritmo con cui scorre il tempo su un blanet.

Vicino ad un campo gravitazionale molto intenso il tempo scorre più lentamente rispetto a regioni dove la gravità è più debole; per un blanet nato nel disco esterno di un buco nero supermassiccio la dilatazione temporale sarebbe probabilmente così piccola da risultare apprezzabile solo con orologi atomici o strumenti di elevatissima precisione. (15)

Se il pianeta avesse un asse inclinato, come la Terra, potrebbero esistere variazioni stagionali, ma le stagioni sarebbero molto diverse dalle nostre.

L'intensità della luce del disco di accrescimento potrebbe cambiare nel tempo così come l'attività del buco nero.

Durante la propria orbita potrebbe osservare regioni del disco con luminosità differenti oppure risentire delle variazioni nella distribuzione del gas e della polvere

In pratica le "stagioni" potrebbero dipendere non soltanto dall'orbita del pianeta, ma anche dall'evoluzione del disco di accrescimento.

Una eventuale civiltà vi crescerebbe con un'idea completamente diversa dell'Universo.

Immaginiamo una civiltà nata su un blanet: il centro del cielo sarebbe occupato non da una stella ma da una vasta ombra circolare; la loro astronomia nascerebbe studiando la deformazione della luce e così forse potrebbero intuire gli effetti della relatività molto prima di inventare il telescopio.

Persino il concetto di "giorno" potrebbe essere diverso: se il disco di accrescimento illuminasse continuamente il pianeta potrebbero non esistere una vera alba e un vero tramonto, e la distinzione fra "giorno e notte" dipenderebbe soltanto dalla rotazione del pianeta o dall'ombra proiettata da strutture del disco.

Per gli abitanti di un simile pianeta il cielo non sarebbe semplicemente uno sfondo immutabile ma un ambiente dinamico, nel quale la gravità modellerebbe continuamente la luce; fenomeni che sulla Terra richiedono sofisticati telescopi potrebbero costituire parte dell'esperienza quotidiana.

Come possiamo sapere se davvero esistono i blanet?

Sino ad oggi non sono ancora state osservati, tuttavia ci troviamo in una situazione simile a quella degli esopianeti trent'anni fa: la teoria ne prevedeva l'esistenza anche se nessuno li aveva mai visti.

Nel 1995 arrivò la prima scoperta confermata e oggi conosciamo migliaia di mondi extrasolari.

Scoprire un pianeta che orbita attorno ad una stella è già un’impresa complessa; farlo attorno ad un buco nero lo è ancora di più.

Le tecniche di transito, che hanno rivoluzionato la ricerca degli esopianet (16), diventano difficili da applicare perché il disco di accrescimento non è una sorgente puntiforme e stabile come una stella, ma una struttura estesa e variabile.

Anche il metodo delle velocità radiali sarebbe estremamente complesso da utilizzare, a causa della dinamica turbolenta del gas e della difficoltà di definire un segnale orbitale pulito.

Gli astronomi stanno tuttavia studiando possibili metodi indiretti.

Tra i più promettenti vi è l’analisi del disco di accrescimento: un pianeta sufficientemente massiccio potrebbe aprire un gap nel disco, analogamente a quanto avviene nei dischi protoplanetari attorno alle giovani stelle.

Queste perturbazioni potrebbero alterare la distribuzione del gas e quindi la radiazione emessa: non vedremmo il pianeta, ma la sua impronta nel disco. (17)

Negli ultimi vent'anni l'astronomia ha vissuto una vera rivoluzione tecnologica: il James Webb Space Telescope ha mostrato quanto sia possibile studiare in dettaglio i dischi di polvere e gas ad oggetti compatti, e la futura generazione di osservatori - come l'Extremely Large Telescope e lo Square Kilometre Array- potrebbe spingersi ancora oltre nell’osservazione dei nuclei galattici attivi.

Non è detto che il primo blanet venga osservato direttamente: è molto più probabile che venga scoperto attraverso anomalie nella distribuzione del gas, della polvere o della radiazione del disco.

Si tratterebbe una scoperta indiretta, ma non per questo meno rivoluzionaria: il concetto stesso di sistema planetario si amplierebbe, e l’Universo potrebbe rivelarsi molto più ricco di quanto immaginato.

Significherebbe che ovunque esista un disco ricco di gas e polveri la gravità potrebbe favorire, in condizioni opportune, l’organizzazione della materia fino alla formazione di nuovi mondi.

Tuttavia, la lezione più profonda riguarderebbe il metodo scientifico.

Per decenni abbiamo dato per scontato che i pianeti nascessero attorno alle stelle, ma non si trattava di una legge fisica: era una generalizzazione basata su un unico caso osservato.

Solo successivamente la teoria ha iniziato a suggerire che la natura potrebbe seguire strade diverse.

È una lezione ricorrente nella storia della scienza: ogni volta che pensiamo di aver compreso i limiti dell’Universo, esso ci sorprende. Prima con gli esopianeti, poi con le onde gravitazionali, con la prima immagine di un buco nero, e forse, in un futuro non lontano, con la scoperta del primo blanet.

Note:

(1) Dal punto di vista gravitazionale, a grande distanza un buco nero è indistinguibile da qualsiasi altro oggetto con la stessa massa.

Infatti se il Sole venisse improvvisamente sostituito da un buco nero di egual massa i pianeti continuerebbero a percorrere le stesse orbite.

Certo, scomparirebbero subito luce e calore solare; la Terra rimarrebbe sulla stessa orbita, ma senza ricevere radiazione solare, entrando in una condizione di oscurità permanente.

Un buco nero isolato emette una quantità trascurabile di radiazione; diventa invece una sorgente intensa solo se alimentato da un disco di accrescimento

(2) Interstellar non introduce l’idea di formazione planetaria attorno a buchi neri ma rende fisicamente realistico un sistema orbitale attorno a un BH.

L'idea che un pianeta possa orbitare attorno ad un buco nero è vecchia di diversi decenni: come già spiegato in nota (1), dal punto di vista della meccanica orbitale non c'è nulla che lo impedisca.

L’idea che pianeti possano orbitare attorno a buchi neri è compatibile con la meccanica celeste ed ha iniziato a essere discussa in modo più strutturato a partire dagli studi sulla dinamica orbitale attorno a oggetti compatti tra anni ’70 e ’90.

Questi scenari, pur studiati in ambito teorico, rimasero marginali rispetto allo sviluppo successivo della ricerca sugli esopianeti attorno a stelle.

(3) È lo stesso processo che ha portato alla formazione della Terra circa 4,5 miliardi di anni fa.

(4) Si tratta dell'articolo Blanet Formation in Active Galactic Nuclei, pubblicato nel 2020 da Keiichi Wada, Yusuke Tsukamoto e Eiichiro Kokubo su The Astrophysical Journal; una delle prime proposte sistematiche secondo cui pianeti potrebbero formarsi direttamente nei dischi di accrescimento attorno ai buchi neri supermassicci.

Il lavoro si inserisce in una serie di studi degli stessi autori tra il 2019 e il 2022, che approfondiscono diversi aspetti della crescita della polvere e della formazione planetaria in ambienti AGN (Planet formation around supermassive black holes in the active galactic nuclei, 2019 e Formation of Blanets from dust grains around supermassive black holes in galaxies del 2022).

(5) Nei modelli iniziali del 2019 le masse tipiche dei blanet risultavano dell’ordine di alcune decine di masse terrestri.

L’introduzione del trasporto radiale dei grani di polvere nei modelli successivi ha permesso di ottenere oggetti significativamente più massicci.

Nel lavoro del 2022 gli autori mostrano che, in condizioni favorevoli del disco di accrescimento (massa del buco nero, turbolenza, distribuzione della polvere), la massa dei blanet partendo da 20 masse terrestri può raggiungere valori dell’ordine di circa 3000 masse terrestri, pari a circa dieci masse gioviane.

Si tratta di risultati ottenuti all’interno di specifici set di parametri numerici e non di un limite fisico generale: la formazione di oggetti così massicci è probabilmente rara e fortemente dipendente dalle condizioni locali del disco.

Oltre queste masse si entra progressivamente nel regime delle nane brune, convenzionalmente definito dal limite di fusione del deuterio (circa 13 masse gioviane).

(6) La radiazione di Hawking è trascurabile dal punto di vista energetico per buchi neri di massa stellare e supermassiccia.

(7) Una proposta interessante circa una possibile fonte di energia è presentata da Tomáš Opatrný nel lavoro Life on the Earth in the future of the Universe: Survival of living systems in a dark era (2015) in cui viene considerata un’epoca estremamente remota dell’Universo, quando tutte le stelle saranno ormai spente, e ci si chiede se una civiltà possa sopravvivere su un pianeta in orbita attorno a un buco nero.

Opatrný non parla esplicitamente di blanet, ma le sue conclusioni sono applicabili a pianeti in orbita attorno a buchi neri, come nel caso del Pianeta di Miller immaginato da Thorne.

In un AGN attivo l’energia disponibile sarebbe dominata dal disco di accrescimento.

Invece, attorno a un buco nero quiescente, una possibile sorgente energetica residua è la radiazione cosmica di fondo (CMB), opportunamente modificata dagli effetti relativistici.

La CMB permea l’intero Universo ed ha oggi una temperatura di circa 2,7 K, troppo bassa per sostenere processi biologici o tecnologici.

Tuttavia, per un osservatore in orbita relativistica attorno a un buco nero, la combinazione di effetti Doppler relativistici, aberrazione e curvatura dello spazio-tempo altera profondamente la distribuzione angolare e spettrale della radiazione.

La radiazione proveniente nella direzione del moto risulterebbe fortemente blueshiftata, mentre quella opposta verrebbe redshiftata. Il risultato è un cielo anisotropo: una regione a temperatura effettiva più elevata e spettralmente più energetica nella direzione del moto, e una regione più fredda nella direzione opposta.

Risultato, il cielo non apparirebbe uniforme: davanti al pianeta una regione molto luminosa e molto più calda, alle spalle una regione estremamente fredda.

Questa asimmetria genera un gradiente termico sfruttabile, permettendo l’estrazione di lavoro termodinamico mediante dispositivi che funzionano come macchine termiche tra le due regioni del cielo.

Una civiltà avanzata potrebbe esser in grado di costruire dispositivi capaci di assorbire energia dalla parte del cielo dove la CMB è blueshiftata, dissipare il calore verso la parte del cielo dove la CMB è redshiftata e trasformare la differenza di temperatura in energia utilizzabile.

In questo caso il buco nero agisce ome un trasformatore gravitazionale dell’energia radiativa: non produce energia, ma ne modifica la distribuzione angolare e spettrale rendendo utilizzabile una sorgente che, su scala cosmologica, è altrimenti quasi uniforme e quindi inutilizzabile.

In un futuro remoto, quando le stelle avranno cessato di brillare e la CMB sarà ulteriormente raffreddata, un pianeta in orbita sufficientemente vicina a un buco nero potrebbe continuare a sfruttare proprio questi effetti relativistici. In questo senso, il buco nero non sostituisce una stella, ma rende accessibile una forma di energia già presente in tutto l’Universo.

(8) Per avere un termine di paragone, il diametro dell’orbita di Plutone è inferiore a un millesimo di anno luce.

(9) La dilatazione temporale nel caso del Pianeta di Miller è stata discussa in dettaglio nel mio post pubblicato il 24 aprile 2025 dal titolo "A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?" (presente anche sul mio blog)

(10) Thorne ha immaginato il Pianeta di Miller, in orbita molto ravvicinata, tidally locked con il buco nero.

(11) Nolan mise in contatto Kip Thorne con Paul Franklin della Double Negative (DNEG), uno studio di effetti visivi che aveva già lavorato a produzioni premiate (oscar per gli effetti speciali del film "Interception").

Il team includeva anche Oliver James ed Eugénie von Tunzelmann.

Kip Thorne fornì le basi teoriche e i vincoli fisici necessari per descrivere il comportamento della luce in prossimità di buchi neri e wormhole; questi modelli vennero poi implementati dal team DNEG attraverso il software DNGR (Double Negative Gravitational Renderer), progettato per simulare il percorso dei raggi luminosi nello spazio-tempo curvo attorno a un buco nero rotante, integrando le geodetiche della metrica di Kerr.

Il risultato permise la generazione di immagini con un realismo fisico senza precedenti per il cinema, rivelando anche effetti di lente gravitazionale complessi non precedentemente analizzati in dettaglio in ambito divulgativo.

Il 13 febbraio 2015 Thorne, Franklin, James e von Tunzelmann pubblicarono su Classical and Quantum Gravity l’articoloGravitational Lensing by Spinning Black Holes in Astrophysics, and in the Movie Interstellar, in cui veniva descritto il metodo utilizzato per la simulazione.

Successivamente venne pubblicato anche Visualizing Interstellar's Wormhole, che illustrava la geometria del wormhole presente nel film.

(12) Wada ipotizza per i blanet più esterni periodi orbitali dell’ordine di 10⁵–10⁶ anni; gli autori suggeriscono che "... una civiltà nata su un blanet potrebbe non vedere mai completarsi un'intera rivoluzione del proprio pianeta attorno al buco nero nel corso di molte generazioni ...".

(13) Il problema della radiazione emessa dal disco potrebbe essere attenuato dalla distanza, dall’opacità dell’atmosfera e, in parte, dalla presenza di un campo magnetico e di oceani profondi, che offrono schermatura soprattutto contro particelle energetiche e radiazione meno penetrante.

(14) La Terra produce ancora oggi una quantità significativa di energia interna grazie al decadimento degli elementi radioattivi e al calore residuo della propria formazione.

(15) Qualora la posizione del blanet fosse prossima all’orizzonte degli eventi, si entrerebbe in regimi relativistici estremi.

A causa della forte curvatura dello spazio-tempo, il tempo proprio del pianeta scorrerebbe più lentamente rispetto a un osservatore lontano, e i processi evolutivi apparirebbero fortemente dilatati.

"... Sarebbe come se la vita su un tale blanet" - afferma Aurora Simionescu (SRON), intervistata da Jonas Ender -" esistesse in una bolla temporale completamente separata dal resto dell'Universo ... mentre sul blanet è trascorso qualche milione di anni durante il quale si sono sviluppate elementari forme di vita, sulla Terra ne potrebbero esser trascorsi miliardi ed il Sole avrà già fatto in tempo a spegnersi ...".

(16) Il metodo del transito (quando il pianeta passa davanti alla stella e ne riduce leggermente la luminosità) la velocità radiale (che misura il piccolo moto oscillatorio della stella indotto dalla gravità del pianeta) e l'osservazione diretta (possibile solo in casi particolari).

(17) Sarebbe come dedurre la presenza di un pesce osservando le onde che genera sulla superficie di un lago.



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