contatore visite

venerdì 13 marzo 2026

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:

                                                   (su FB ) - pdf e video - mie domande - miei articoli su focus

13 marzo 2026       L’intelligenza artificiale e la terza dimensione del cielo: una nuova mediazione tra osservazione e conoscenza cosmologica.

2 marzo 2026         Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

25 febbraio 2026   Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

18 febbraio 2026   L'enigma della coscienza nell’era delle AI generative: se ed in quali condizioni una macchina potrebbe divenire cosciente.

6 febbraio 2026     JWST sta costringendo la cosmologia a "smettere di essere comoda": l'attesa di un Deepest Deep Field che metta alla prova l'universo primordiale.

4 febbraio 2026     Come esplodono i buchi neri e cosa potrebbe vedere un osservatore che si trovasse ad assistere a questo fenomeno?

2 febbraio 2026     Orizzonti cosmologici, TIP e multiverso: quando la realtà diventa interfaccia.

28 gennaio 2026    Non è la distanza: è l’orizzonte. Blueshift, espansione e causalità cosmica.

20 gennaio 2026    Planetary Protection: perché non è (solo) una questione di microbi, e perché Elon Musk c’entra più di quanto sembri.

14 gennaio 2026    L’illusione della coscienza artificiale: pareidolia semantica, interfacce cognitive ed AI nel confronto tra Floridi, Hoffman, Chalmers, Tononi e Bostrom.

09 gennaio 2026    Perché l’universo in cui viviamo è visibile?  Forze fondamentali, mondi possibili ed interfacce della percezione.

22 dicembre 2025  “Ciò che rende un Paese degno di essere difeso”: Robert R. Wilson, la scienza fondamentale ed il valore di una civiltà.

12 dicembre 2025  Usare il sole per ottenere immagini dettagliate della superficie di pianeti in orbita intorno ad altre stelle.

21 novembre 2025 Satelliti ad aria: come far sì che un satellite utilizzi atomi presenti in altissima quota per generare una spinta.

17 ottobre 2025    Hugh Everett III, l'uomo degli universi paralleli che, deluso da quello in cui si trovò a vivere, rinunciò alle emozioni.

11 ottobre 2025    L'esperimento di Holmberg, precursore delle moderne simulazioni numeriche al computer, quale atto di empatia intellettuale verso il cosmo.

2 ottobre 2025      Il Vuoto come origine dell'Universo?

19 agosto 2025     La sessualità negata alla rappresentazione della donna sulla targa fissata alle sonde Pioneer: la prudenza di Carl Sagan, il bigottismo della NASA e la riscossa di Joe Davis.

7 agosto 2025      Intelligenza artificiale: Bostrom, il “paperclip maximizer” e la pulizia etnica operata contro i Rohingya.

25 luglio 2025     L'impossibilità di rinunciare ai "miti fondanti" e le possibili conseguenze nella società contemporanea: ripensare a come vengono costruiti e diffusi quale soluzione ai futuri conflitti.

19 luglio 2025    Quanto rallenterebbe il tempo per un astronauta su un "pianeta di Miller" in orbita attorno ad uno dei due buchi neri di cui disponiamo la fotografia?

4 luglio 2025      Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?

25 giugno 2025   “Ci sono ancora alcune domande senza risposta, ad esempio: il bosone di Higgs esisterebbe se non ci fosse la matematica per descriverlo?"

20 giugno 2025    Può la corrente elettrica costituire una cura alle difficoltà di apprendimento della matematica?

29 maggio 2025  Prima del Big Bang: la "fase di attesa", una nuova congettura proposta da Melcher, Pradhan e Watso.

22 maggio 2025   No, La notizia "la fine del nostro universo avverrà prima di quanto sinora stimato" non è corretta.

15 maggio 2025   Sopravvivere alla caduta in un buco nero: Gargantua, il buco nero di Interstellar, è un oggetto descritto dalla metrica di Kerr?

2 maggio 2025     Freeman Dyson, il visionario: un motore per spostare le stelle e risparmiarci un tetro lontano futuro.

24 aprile 2025      A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?

28 marzo 2025     Cosa vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse sulla superficie di una stella di neutroni?

26 marzo 2025     Come riconoscere il momento in cui le attuali AI raggiungeranno la condizione di AGI (Artificial General Intelligence)? Saremo senza difese di fronte ad una AI con prestazioni sovraumane in ogni campo?

26 febbraio 2025   LSD e fisica, un esperimento inquietante: le sostanze psichedeliche possono influenzare la percezione della realtà quantistica?

21 febbraio 2025   La "naturalezza" costituisce ancora un valido principio guida nella ricerca delle Leggi di Natura che regolano il nostro Universo?

18 febbraio 2025  Stringhe: teoria scientifica o semplice congettura?

12 febbraio 2025  Che fine farà l'informazione quando anche l'ultimo buco nero sarà evaporato?

4 febbraio 2025  Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?

22 gennaio 2025  Uno o molti multiversi? La “prudente scommessa” di Steven Weinberg sulla teoria del multiverso.

14 gennaio 2025  L'universo primordiale potrebbe aver ospitato condizioni favorevoli ad un precocissimo sviluppo della vita: una ridefinizione delle caratteristiche biofiliche del cosmo.

27 dicembre 2024 Negli spazi intergalattici il tempo scorre più o meno velocemente che sulla Terra?

9 dicembre 2024   Il nostro universo come interno di un buco nero presente in un altro? L'azzardo di Popławski e la discussione tra Tonelli ed Odifreddi.

10 ottobre 2024      Il mio dialogo con ChatGPT

25 settembre 2024  Il fisico Tullio Regge, la "Biblioteca di Babele" ed i buchi neri.

16 settembre 2024  "Cosa vedrebbe un astronauta ... ?" parte seconda: escursioni termiche e pianeti in orbita intorno alle nane rosse.

7 settembre 2024  Cosa vedrebbe un astronauta sbarcato su un pianeta di un sistema binario?  (Come realizzare un ottimo film di fantascienza).

17 maggio 2024   Il treno degli orfani

6 maggio 2024     Nel peso di una molla compressa la differenza tra la teoria della gravità di Newton e quella di Einstein.

11 marzo 2024      Peter Higgs, la persona dietro lo scienziato.

3 febbraio 2024  Stephen Hawking e Thomas Hertog, la "Top Down Cosmology"

5 gennaio 2024  Leonard Susskind e la sua guerra per la salvezza della Meccanica Quantistica

10 dicembre 2023  Il limite intrinseco alla capacità degli acceleratori di particelle di sondare distanze sempre più brevi aumentando le energie.

12 ottobre 2023      La dialettica tra la fisica teorica e quella sperimentale.

12 ottobre 2023      E' oramai certo, l'antimateria "non cade verso l'alto": ci siamo giocati il motore di Alcubierre!

7 ottobre 2023     Il carattere delle probabilità nelle interpretazioni della meccanica quantistica: Copenhagen, Everett e “l’affidabilità” delle probabilità soggettive di de Finetti.

19 settembre 2023  Il passato non è "dietro le nostre spalle" come si è soliti affermare: è invece presente, lì davanti ai nostri occhi, nel cielo stellato.

16 settembre 2023  Una nuova fisica dietro l’angolo? Le “sorprese di Higgs” (e quella di Guido Tonelli).

10 settembre 2023  Alla ricerca di materia oscura pesante e leggera: gli esperimenti DarkSide e NA64

13 Agosto 2023      Dove indirizzare la ricerca di vita al di fuori del sistema solare? Non solo esopianeti ma anche stelle nane brune e “verdi” potrebbero avere acqua liquida in superficie.

7 Agosto 2023        Avi Loeb ed il suo contributo al progetto Breakthrough Starshot: la prima missione interstellare.

27 Luglio 2023       I Voyager Golden Records in viaggio verso le stelle: contengono un messaggio destinato a noi terrestri?

19 Luglio 2023       "La grandezza dell'ignoto è democratica"

13 Luglio 2023       La Terra a pera di Cristoforo Colombo

28 giugno 2023       Come i socials ci "agganciano" e monopolizzano il nostro tempo libero: i piccioni di Skinner e la strategia dei "like ritardati" di FB.

15 giugno 2023       Abilità mentali umane ed abilità in cui eccellono le AI (intelligenze artificiali): gli ambienti più consoni alle une ed alle altre.

11 giugno 2023       Il cervello dei sapiens (e di altre specie ad essa vicine) si è evoluto per gestire le situazioni di incertezza.

29 maggio 2023      LAWDKI, la ricerca di forme di vita aliena condotta adottando un nuovo paradigma: il finanziamento da parte della NASA all'iniziativa LAB.

24 maggio 2023      Il paradosso della tolleranza, una storia attuale?

2 maggio 2023        Agnotologia, la scienza che spiega perché diventiamo sempre più ignoranti.

28 marzo 2023        Grappoli di buchi bianchi o modifica della RG?

20 gennaio 2023      La vita al di fuori della Terra: cosa cercare e dove? I limiti della definizione di "fascia abitabile" e l'ipotesi "superterre e tettonica a zolle".

9 gennaio 2023       Come disinnescare un potenziale conflitto? Due esempi magistrali offerti da Richard Feynman.

9 dicembre 2022      Isole nei buchi neri: è stato davvero risolto il paradosso dell'informazione?

13 ottobre 2022       Di googleplex, di tetrazioni, del numero di Graham e della loro inutilità per misurare l'Universo: "... più uno!..."

5 ottobre 2022         E' davvero indispensabile ipotizzare l'esistenza della materia oscura per giustificare anomalie legate alla gravità riscontrate in quasi un secolo di osservazioni?

29 settembre 2022   L'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli e gli xenotrapianti: la CRISPRmania e le aspirazioni ad una società più "giusta"

23 settembre 2022   Parrocchiale ed Universale: dove potrebbe nascondersi alle nostre ricerche una vita aliena e perché siamo ancora troppo condizionati dal pregiudizio antropico negli attuali progetti in atto.

16 settembre 2022   Onde gravitazionali e sistemi binari: in un lontano futuro la nostra Luna finirà per fondersi con la Terra?

13 luglio 2022         "Excuse me while I kiss this guy": il fenomeno MONDEGREEN può colpire anche le AI?

30 giugno 2022       Sono davvero buchi neri di Einstein i due oggetti "fotografati" dalla collaborazione EHT (Event Horizon Telescope) e finiti sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

22 giugno 2022       Gli orologi al polso di osservatori posizionati in zone diverse della Terra a livello del mare viaggiano tutti alla stessa velocità?

30 maggio 2022      Un po' di matematica e fisica - che forse non conoscete - alla base dei sistemi di navigazione satellitare.

10 maggio 2022     L'effetto "Uncanny Valley" e gli zombies.

2 maggio 2022       Dove finisce la materia, attirata verso il proprio orizzonte degli eventi, dal pozzo gravitazionale scavato nello spazio tempo da un Buco Bianco?

8 aprile 2022          I giorni sul nostro pianeta sono sempre stati di 24 ore? Come siamo riusciti a misurare sperimentalmente la durata di un giorno di 400 milioni di anni fa.

10 marzo 2022       La coscienza delle api: quando più è meno e meno è più

2 marzo 2022          Buchi neri, gusci di fuoco ed orbite complesse

17 febbraio 2022   La dote cosmica dell'umanità.

25 gennaio 2022    Come ci prepariamo ad una missione umana verso Marte: "le farfalle possono volare sul pianeta rosso?"

20 gennaio 2022    L'origine degli atomi di oro nel nostro universo: r-process innescati da kilonovae e collapsars.

12 gennaio 2022    Perché, da un punto di vista scientifico, non è opportuno affidarci alle AI "robot-giudici": una riflessione sull'impossibilità di dare una definizione matematica al concetto di imparzialità.


5 gennaio 2022      Geoffrey West e la sua serendipity: dalla ricerca delle caratteristiche universali proprie delle particelle elementari a quelle del tessuto urbano.

23 novembre 2021 La fisica ed il problema della coscienza: è possibile fare a meno dello spazio tempo in un modello di realtà oggettiva?

22 novembre 2021 Matvej Bronštejn e la lunghezza di Planck

31 luglio 2021      Il "multiverso di livello I" e la copia perfetta di noi stessi a "soli" 10^10^118 x 10^27 metri da noi.

13 luglio 2021      L'illusione dell'esistenza di un "adesso cosmico".

29 giugno 2021    Cosa c'era prima dell'inizio: il Big Bang, origine del tutto o la fine di qualcosa? L'inflazione eterna di Alex Vilenkin

8 giugno 2021      Sovrastimiamo l'efficacia dei farmaci? Gli NNT (numbers need to treat) e la probabilità a grandi e piccole scale.

30 maggio 2021   La trappola della meritocrazia: davvero l'utilizzo di un criterio meritocratico è il mezzo ottimale per ottenere una società più "giusta"

14 maggio 2021  L'incredibile viaggio nel tempo dell'Apollo 8 ed il "paradosso dei gemelli" che paradosso non è. 

11 maggio 2021   Linee Tendex e la coppia di satelliti Grace: studiare il sottosuolo direttamente dal cielo, soltanto un sogno?

9 maggio 2021     Come finì con i tre teams di scommettitori che macinavano utili investendo sui biglietti della lotteria Cash WinFall?

6 maggio 2021     Le origini del gioco del lotto: è possibile guadagnare investendo in biglietti della lotteria?

5 maggio 2021     Il crescente "rumore" nelle evidenze degli esperimenti scientifici ed i gamberi marmorizzati

4 maggio 2021     La storia di GFT (Google Flu Trends), l'algoritmo di Google che doveva rivoluzionare il modo di far scienza.

3 maggio 2021    Il rischio di insuccesso nei processi di trasferimento della conoscenza

21 marzo 2021    L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni

2 marzo 2021      Il trilemma di Bostrom e la probabilità di vivere in una simulazione.

1 marzo 2021       L' "attesa di vita" tra vicini di villa agli Hamptons: un puntino all'estrema destra ed un grafico su cui meditare

1 marzo 2021       Fin dove si spinge l'affidabilità delle indagini sul DNA 

27 febbraio 2021  La risposta di Stephen Webb alle mie obiezioni 

18 febbraio 2021   Le ragioni dello scetticismo di una parte della comunità scientifica circa l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta.

11 gennaio 2021    Affrontiamo il problema della definizione di cosa sia la coscienza da un'altra prospettiva.

10 gennaio 2021    Il mistero della coscienza, i CCN ed i pazienti sottoposti a "split brain"

8 gennaio 2021      Una risposta semplice (ma poco nota) ad una domanda semplice: quando un soggetto infettato dal virus Sars-CoV-2, diventa contagioso e fino a quando lo rimane?

30 dicembre 2020   ... e se le misure finora adottate per contrastare l'attuale pandemia non fossero le più efficaci, ed in alcuni casi avessero invece provocato una sua recrudescenza?

15 dicembre 2020   L'efficacia del contact tracing: una questione di evoluzione?

24 novembre 2020   Perché le persone con un QI molto alto non hanno successo negli investimenti in borsa?

21 agosto 2020        La soluzione n. 33 al paradosso di Fermi: "non abbiamo ancora ricevuto segnali dagli alieni perché sviluppano una matematica diversa"

30 luglio 2020         Il futuro dell'evoluzione sul pianeta Terra.

21 luglio 2020        Può il concetto di "male" aver costituito un vantaggio evolutivo per la nostra specie?

7 luglio 2020          "Gli astronomi sono tutti bastardi sferici": Zwicky, il precursore della materia oscura.

7 giugno 2020        George Floyd, il razzismo negli USA ed i bias che colpiscono le IA: può un algoritmo essere imparziale?

15 maggio 2020     I medici comprendono la (matematica) statistica?

2 maggio 2020       HIV, Covid-19 ed il vero signficato di un test con responso positivo:"fase 2", maneggiare con estrema cautela!

27 aprile 2020        Franco Magnani, l'artista della memoria visto con gli occhi del neurologo Oliver Sacks

19 aprile 2020        Il prestigio dei "Nobel" ed il principio di autorità: vale più di un'altra l'ipotesi formulata da un "nobel"?

13 aprile 2020        I fenomeni emergenti, la coscienza ed il tempo: le riflessioni di un dopo pranzo pasquale.

1 aprile 2020          Scott ed Amundsen, il fly-by di Urano e la tragedia del Challenger: una visione di Freeman Dyson sulle modalità di progettazione di un'impresa.

28 marzo 2020       Freeman Dyson:un fisico extraterrestre?

20 marzo 2020       Italia e Cina: la crisi della democrazia liberale ed il diverso grado di efficacia nella risposta all'epidemia in atto

6 marzo 2020         Salti di specie, pipistrelli e la variabilità discordante nel DNA dei Sapiens

25 febbraio 2020    Perchè siamo così spaventati dal coronavirus Covid-19: un problema di comunicazione.

18 febbraio 2020    L'epidemia di coronavirus ed il rischio biologico: la cenerentola degli incubi del XXI secolo.

12 febbraio 2020   Stati Uniti del Sud e Giappone: un parallelo relativamente alla distorsione nel funzionamento del sistema giudiziario.

3 febbraio 2020      Quanto sono rari i numeri palindromi? Una bufala ci permette di fare chiarezza sulla frequenza dei numeri palindromi espressi in diverse basi.

20 gennaio 2020    Il significato del termine creatività ed il "codice umano".

18 dicembre 2019  L'emicrania come causa fisiologica di visioni mistiche nel medioevo ed in età moderna: Hildegard von Bingen ed Oliver Sacks

29 ottobre 2019      Prodotti alternativi sono davvero meglio dei sacchetti di plastica per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente?

23 ottobre 2019      Anche i piccioni credono in dio? Le interpretazioni dell'esperimento condotto da Skinner alla fine degli anni '40

18 ottobre 2019      Probabilità, certezza ed affidabilità: l’incredibile contributo del matematico italiano Bruno De Finetti, un uomo che nella seconda metà del ‘900 ha “salvato" la reputazione della scienza

10 settembre 2019  Perché la scienza ha fallito nel compito di rendere la gente capace di ragionare in modo razionale.

28 agosto 2019       Facebook potrebbe limitare l'odio in rete, ma non lo farà perché danneggerebbe il suo modello di business

24 luglio 2019        Salvini, la Lega, l'Unione Europea e la trappola del lusso

23 luglio 2019        Dalla preistoria abbiamo selezionato canidi con spiccate tendenze pedomorfiche: anche i canidi hanno contribuito a selezionarci?

16 luglio 2019        Sono le religioni monoteiste causa di profonde sofferenze patite per aver forzato l'identità di genere e legittimato lo sfruttamento degli animali?

16 luglio 2019        Che cos'è la felicità e perchè siamo programmati dall'evoluzione per provarla raramente.

23 maggio 2019      Amazon non finisce di stupirmi

8 maggio 2019        Un film ci fa riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell'intolleranza in politica.

3 maggio 2019        Future of life institute & Lethal Autonomous Weapons (LAW)

28 aprile 2019         Cellule del cervello di maiale riattivate dopo la morte: un aggiornamento al mio ultimo post su transumanesimo e biohackers.

10 aprile 2019         Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?

29 marzo 2019        La vera storia delle origini di Internet: Arpanet ed i militari, un mito sfatato.

27 marzo 2019        Il regalo di Google all'Umanità

6 marzo 2019          Libero arbitrio e libera volontà: i limiti fisiologici alla libertà individuale.

27 febbraio 2019    Sovranismo e quote nazionali in musica.

13 febbraio 2019    Razzismo e culturalismo

18 gennaio 2019    Martin Luther King e la sua eredità

5 gennaio 2019       The dark side of the AI: il lato oscuro delle intelligenza artificiali

2 gennaio 2019       Commenti al discorso di Steve Jobs all'università di Stanford

28 dicembre 2018   Nel 1913 Igor Stravinskij ha modificato “la corteccia cerebrale” della cultura europea

20 dicembre 2018   Nostalgia: assomiglia ad una parola greca dell'antichità ma con origini recenti

16 dicembre 2018   Sul problema dell’immigrazione Salvini Trump e Carlo Marx stanno dalla stessa parte!

6 dicembre 2018     È più morale che un'idea distrugga una società che non il contrario: la MDQ

28 novembre 2018  Il meccanico “random”

8 novembre 2018    Il crepuscolo della supremazia del dato oggettivo

4 novembre 2018    Xenofobia: un termine greco di origini antiche?

1 novembre 2018    Dagli Usa all’Africa, come cambiano i dilemmi dell’auto autonoma

30 settembre 2018  Ogni forma è rotta: come sopravvivere?

19 settembre 2018  La difficoltà di individuare con chiarezza l’esperto delle cui parole ci possiamo fidare

19 settembre 2018  Riprendiamo il discorso relativo all’analfabetismo funzionale

1 agosto 2018         Luca Ricolfi: il problema della comunicazione dei significati relativi ai dati grezzi 

31 luglio 2018         La banca del Tempo Libero

25 luglio 2018         Un tentativo di interpretazione dei dati usando il buon senso

23 luglio 2018         La difficoltà di comprendere le informazioni che ci vengono passate ogni giorno

30 giugno 2018       Aiutarli a casa loro? Forse la lettura di questo articolo può insegnarci qualcosa

7 maggio 2018        “L’utopia libertaria del web è fallita nel neoliberismo: e ora?”

28 marzo 2018       La verità? Facebook non ruba i dati, anzi: ne inventa di nuovi. E con il nostro consenso



L’intelligenza artificiale e la terza dimensione del cielo: una nuova mediazione tra osservazione e conoscenza cosmologica.

Per migliaia di anni l’umanità ha osservato il cielo come se fosse una superficie: le stelle apparivano distribuite su una cupola luminosa, la volta celeste, un’immensa sfera immaginaria sulla cui superficie interna sembravano fissati tutti gli astri visibili. Questa rappresentazione bidimensionale non era il risultato di un errore concettuale, ma la conseguenza inevitabile della prospettiva umana: senza strumenti adeguati, la profondità dello spazio rimane infatti invisibile, e il cielo appare come un disegno piatto perché l’occhio umano non è in grado di percepire direttamente la distanza delle stelle.

La grande impresa dell’astronomia moderna è stata dunque trasformare questa mappa apparente in una struttura tridimensionale: ricostruire la distanza degli oggetti celesti, comprendere la loro distribuzione nello spazio e rivelare l’architettura della nostra galassia e dell’universo osservabile.

Oggi questa impresa è entrata in una fase nuova: l’enorme quantità di dati prodotta dall’astronomia contemporanea ha reso l’intelligenza artificiale uno strumento praticamente insostituibile: non si tratta soltanto di accelerare i calcoli, l’AI è diventata una vera e propria forma di mediazione tra l’osservazione e la conoscenza scientifica. La cartografia del cielo ha una storia lunga oltre duemila anni. (1)

Per secoli il cielo fu rappresentato attraverso due sole coordinate, equivalenti celesti della longitudine e della latitudine terrestri: ogni oggetto era identificato dalla sua posizione sulla sfera celeste, ma la distanza rimaneva ignota.

La svolta arrivò nel XIX secolo, quando Friedrich Bessel riuscì a misurare per la prima volta la parallasse stellare, dimostrando che le stelle non si trovano su una superficie ma occupano realmente lo spazio tridimensionale.

All’inizio del XX secolo un’altra scoperta rivoluzionò la nostra visione del cosmo: Edwin Hubble dimostrò che la galassia di Andromeda non appartiene alla Via Lattea. L’universo si rivelò improvvisamente immensamente più grande. Negli ultimi decenni l'opera di catalogazione delle singole stelle ha subito un'enorme accelerazione grazie a strumenti posizionati direttamente nello spazio che hanno individuato la posizione e misurato la distanza di miliardi di stelle.


Per costruire una mappa tridimensionale del cosmo è necessario conoscere tre coordinate: due angolari (posizione nel cielo) ed una radiale (distanza).

Quando un telescopio - come Hubble Space Telescope, James Webb Space Telescope o un qualunque osservatorio terrestre - fotografa una regione del cielo, registra per ogni oggetto individuato soltanto due coordinate angolari:

  • "α", ascensione retta o RA (Right Ascension, equivalente della longitudine terrestre),

  • "δ", la declinazione o Dec (Declination, equivalente della latitudine). (2)

Il sensore integrato ne registra inoltre luminosità e spettro della luce, dati che, come vedremo, sono fondamentali per inferire la profondità, cioè la distanza dell'oggetto osservato dalla Terra. (3) Ricostruire la profondità del cielo richiede la misura della distanza degli oggetti astronomici, ma non esiste un unico metodo valido per tutte le scale: gli astronomi utilizzano invece una catena di tecniche interconnesse, nota come "scala delle distanze cosmiche".

Il primo gradino è costituito dalla parallasse, il minuscolo spostamento apparente di una stella osservata da due punti opposti dell’orbita terrestre. Anche per stelle relativamente vicine l’angolo misurato può essere inferiore a un millesimo di secondo d’arco. Le missioni astrometriche moderne generano cataloghi con miliardi di misure (posizioni, moti propri, luminosità, colori e parallassi): l’analisi di una quantità così vasta di informazioni richiede necessariamente l'utilizzo di strumenti computazionali avanzati.

Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale, usata non solo per accelerare il calcolo, ma per ricostruire la struttura tridimensionale della galassia a partire da dati incompleti, rumorosi ed altamente multidimensionali. Grazie alla parallasse - missioni come Gaia hanno fornito misure di parallasse estremamente precise permettendo così di determinare la distanza di milioni di stelle vicine con metodi puramente geometrici - è possibile calibrare il secondo gradino della scala: le stelle cefeidi, la cui luminosità intrinseca è legata al loro periodo di pulsazione. (4)

Se vogliamo misurare la distanza di una cefeide troppo lontana per poter utilizzare la parallasse, possiamo confrontare la sua luminosità apparente con quella di una cefeide identica ma più vicina, la cui distanza sia nota. Fu proprio questo il metodo utilizzato negli anni Venti del Novecento da Edwin Hubble cui abbiamo accennato poc'anzi. A distanze ancora maggiori intervengono le supernovae di tipo Ia - il terzo gradino della scala -, esplosioni stellari che avvengono quando una nana bianca supera il limite di stabilità teorico calcolato da Subrahmanyan Chandrasekhar.

Poiché queste esplosioni hanno luminosità intrinseche molto simili tra loro, funzionano come vere e proprie candele standard cosmologiche.

Le supernovae di tipo Ia sono osservabili a miliardi di anni luce di distanza, e fu proprio il loro studio che negli anni Novanta portò alla scoperta dell’espansione accelerata dell’universo. (5)

Alle scale cosmologiche ancora più grandi la distanza viene infine dedotta dallo redshift, lo spostamento verso il rosso della luce delle galassie dovuto all’espansione cosmica (quarto ed ultimo gradino della scala): questo fenomeno, interpretato nel 1929 da Edwin Hubble ed oggi noto come legge di Hubble-Lemaître, collega la distanza delle galassie alla velocità con cui si allontanano reciprocamente a causa dell’espansione dell’universo. (6)

Grazie ad esso è possibile mappare l’universo su scale di miliardi di anni luce.


Ognuno dei gradini della scala delle distanze cosmiche genera oggi quantità enormi di dati: telescopi spaziali e grandi survey astronomiche osservano milioni o centinaia di milioni di oggetti. In questo contesto l’intelligenza artificiale svolge funzioni cruciali:

  • stimare distanze stellari quando le misure di parallasse sono rumorose o incomplete;

  • identificare automaticamente cefeidi e supernovae;

  • calcolare redshift fotometrici per milioni di galassie;

  • correggere bias osservativi complessi.

Senza algoritmi di apprendimento automatico, la cosmologia osservativa moderna sarebbe semplicemente impraticabile. (7)


Uno degli esempi più significativi dell’utilizzo dell’AI in astronomia è la missione Gaia dell’ESA, un satellite che ha misurato con precisione straordinaria posizione, distanza e movimento di oltre un miliardo e mezzo di stelle della Via Lattea producendo il più grande catalogo stellare mai realizzato.

L’intelligenza artificiale è utilizzata in diversi passaggi fondamentali:

  • la classificazione automatica delle stelle basata su colori e spettri: algoritmi di machine learning analizzano lo spettro e i colori stellari per classificare milioni di stelle in base a temperatura, età e composizione chimica;

  • la stima probabilistica delle distanze quando la parallasse è incerta: in molti casi l’errore sulla parallasse è troppo grande per ricavare direttamente la distanza ed intervengono allora reti neurali addestrate su campioni di stelle ben calibrate che riescono ad inferire distanze probabilistiche utilizzando luminosità, colore e posizione galattica;

  • l'identificazione di sistemi binari e stelle variabili analizzando le variazioni temporali della luminosità: pattern temporali nella luminosità vengono riconosciuti automaticamente permettendo di scoprire milioni di sistemi stellari complessi.

Grazie a queste tecniche è stato possibile ricostruire la più dettagliata mappa tridimensionale della nostra galassia - che rivela una struttura sorprendentemente complessa: un disco ondulato, correnti stellari residue di antiche collisioni galattiche e una distribuzione intricata di ammassi e popolazioni stellari - e di identificare con precisione la posizione del Sistema Solare nel braccio locale.

Un’altra applicazione fondamentale dell’AI riguarda la mappatura tridimensionale della polvere interstellare.

La polvere cosmica assorbe ed arrossa la luce delle stelle, alterando le osservazioni: per comprendere realmente la struttura della galassia è quindi necessario sapere dove si trovi nello spazio 3d.

Combinando distanza stellare, luminosità osservata e colore, algoritmi di apprendimento automatico e metodi bayesiani riescono a ricostruire la distribuzione tridimensionale della polvere.

Queste mappe hanno rivelato nel nostro vicinato galattico enormi bolle di gas caldo prodotte da antiche supernovae e vaste cavità a bassa densità nel mezzo interstellare.

L’Intelligenza Artificiale consente inoltre di ricostruire la struttura della galassia anche nelle regioni oscurate da dense nubi di polvere: integrando osservazioni infrarosse, modelli fisici e correlazioni statistiche, gli algoritmi inferiscono la distribuzione più probabile delle stelle anche nelle zone che non possiamo osservare direttamente.

Poi, la Via Lattea non è una struttura statica: nel corso della sua lunga storia ha inglobato numerose galassie più piccole.

I resti di queste collisioni sopravvivono sotto forma di correnti stellari, lunghi flussi di stelle che si muovono insieme nello spazio.

Tecniche di clustering basate su AI analizzano simultaneamente posizione tridimensionale, velocità stellare, composizione chimica ed orbite galattiche, permettendo così di identificare numerose strutture fossili della storia della nostra galassia.



Gli strumentidi cui oggi disponiamo permettono di osservare stelle individuali anche in galassie esterne (8)

Per lungo tempo si pensò che ciò fosse impossibile oltre il Gruppo Locale, tuttavia la combinazione di telescopi spaziali e fenomeni relativistici ha cambiato la situazione: le lenti gravitazionali (9), previste dalla Relatività Generale, possono amplificare la luce di stelle estremamente lontane.

Un esempio celebre è Earendel (WHL0137-LS), una stella osservata inizialmente dal telescopio spaziale Hubble e successivamente studiata dal James Webb Space Telescope: questa stella si trova a circa 13 miliardi di anni luce di distanza e rappresenta l’oggetto stellare individuale più distante mai osservato. (10)

Identificare oggetti così rari richiede analisi automatizzate su miliardi di sorgenti l’AI è dunque fondamentale per distinguere una singola stella lontanissima da galassie compatte, ammassi stellari, transienti o artefatti strumentali.

Per portare a termine un tale compito gli algoritmi di machine learning devono analizzare variazioni temporali della luminosità, forma dell’immagine, spettro luminoso e modelli di lente gravitazionale.

Esiste inoltre un’altra categoria di stelle potenzialmente identificabili: le stelle intracluster.

Si tratta di soli espulsi durante collisioni tra galassie e che oggi vagano nello spazio intergalattico (11); l’analisi statistica della loro luce diffusa indica che una frazione significativa delle stelle dell’universo potrebbe non appartenere più a una galassia specifica.

Le stelle extragalattiche sono quindi punti di riferimento tridimensionali che collegano la nostra galassia al resto del cosmo.

Quando - invece che stelle singole - osserviamo galassie lontane, scopriamo che queste non sono distribuite casualmente nello spazio ma formano una gigantesca struttura tridimensionale composta da filamenti di galassie, ammassi, pareti cosmiche ed enormi vuoti: questa architettura è nota come rete cosmica e fa sì che, su scale di centinaia di milioni di anni luce, l’universo assomigli ad una struttura neuronale o ad una spugna tridimensionale.

La sua origine risiede nelle minuscole fluttuazioni di densità presenti nell’universo primordiale, osservabili nel fondo cosmico a microonde misurato dalla missione Planck.

Nel corso di miliardi di anni la gravità ha amplificato queste fluttuazioni, provocando il collasso della materia oscura in filamenti che hanno successivamente attirato il gas e favorito la nascita delle galassie e degli ammassi: ecco che la mappa tridimensionale dell’universo costituisce anche una mappa della storia cosmica).

Mappare questa struttura richiede l'aver disponibili tre diverse informazioni - posizione angolare nel cielo, distanza e redshift (la velocità cosmologica) - riferite a centinaia di milioni di galassie: survey moderne, quali lo Sloan Digital Sky Survey, Euclid e Vera C. Rubin Observatory (12), producono quantità di dati che nessun essere umano potrebbe analizzare manualmente.

Qui l’intelligenza artificiale svolge tre funzioni principali:

  • stima del redshift fotometrico: poiché ottenere lo spettro completo di ogni galassia osservata è impraticabile su larga scala, le AI vengono addestrate a stimare il redshift utilizzando esclusivamente informazioni fotometriche, come colori osservati, luminosità e morfologia galattica. Reti neurali addestrate su campioni calibrati spettroscopicamente sono in grado di determinare simultaneamente la distanza di milioni di oggetti, trasformando così immagini bidimensionali del cielo in mappe tridimensionali della distribuzione cosmica.

  • ricostruzione dei filamenti cosmici: algoritmi di machine learning identificano strutture coerenti nello spazio tridimensionale analizzando la distribuzione delle galassie su larga scala. Tecniche di clustering non supervisionato, approcci basati su grafi cosmologici e metodi topologici consentono di individuare automaticamente filamenti, ammassi e vuoti cosmici, permettendo alla rete cosmica di emergere direttamente dai dati osservativi senza essere imposta da modelli geometrici predefiniti.

  • inferenza della materia oscura: poichè la maggior parte della massa dell’universo è invisibile, la sua distribuzione deve essere dedotta indirettamente. L’intelligenza artificiale analizza gli effetti della lente gravitazionale debole, combinando statisticamente le minuscole distorsioni nelle forme apparenti di milioni di galassie di fondo. Da queste correlazioni è possibile ricostruire vere e proprie mappe tridimensionali della distribuzione della materia oscura su scale cosmologiche.

Assistiamo così ad un cambiamento concettuale fondamentale: l’universo osservabile viene oggi trattato come un gigantesco dataset multidimensionale in cui ogni galassia è descritta da numerosi parametri fisici: posizione spaziale, spettro, massa stellare, età, tasso di formazione stellare ed ambiente cosmico.

L’intelligenza artificiale è in grado di individuarvi correlazioni tra milioni di variabili simultaneamente, un compito impossibile per l’analisi tradizionale.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’astronomia non è soltanto tecnologico ma epistemologico.

Nel XVII secolo il telescopio di Galileo Galilei rese visibili fenomeni che l’occhio umano non poteva percepire: montagne sulla Luna, satelliti attorno a Giove, innumerevoli stelle invisibili a occhio nudo.

Nel XXI secolo l'Intelligenza Artificiale svolge un ruolo analogo su un piano differente: non estende i limiti della percezione, ma quelli dell’inferenza (13) rendendo comprensibili strutture che la mente umana non potrebbe intuitivamente cogliere nei dati).

Siamo ormai in grado di visualizzare la posizione della Via Lattea nei filamenti cosmici, l’evoluzione delle strutture su miliardi di anni e la distribuzione della materia oscura: non osserviamo più soltanto oggetti astronomici isolati, ma analizziamo la geometria globale dell’universo.

In questa prospettiva la volta celeste che appare ai nostri occhi rappresenta soltanto una sezione bidimensionale di una struttura molto più complessa: una rete cosmica tridimensionale che evolve nel tempo.

L’intelligenza artificiale non si limita dunque a mappare stelle e galassie, ma contribuisce a trasformare il cielo da immagine osservata a struttura inferita: la cartografia celeste moderna non consiste più soltanto nel disegnare ciò che vediamo, ma nel ricostruire ciò che non possiamo vedere direttamente.

Ed è proprio in questa trasformazione - dal cielo osservato all’universo inferito - che l’intelligenza artificiale ha assunto un ruolo ormai insostituibile.


Rimane un ultimo punto da esaminare, il ruolo dell'AI nello sviluppo dei modelli cosmologici: ma questo sarà argomento di un post successivo.


Note:

(1) Già nel II secolo a.C. l’astronomo greco Ipparco di Nicea compilò uno dei primi cataloghi stellari sistematici, registrando posizione e luminosità di circa un migliaio di stelle visibili a occhio nudo.

Nel II secolo d.C. Claudio Tolomeo, nell’Almagesto, perfezionò questa tradizione catalogando oltre mille stelle e introducendo una descrizione geometrica coerente della sfera celeste, destinata a rimanere il riferimento astronomico per oltre un millennio.

(2) Il criterio utilizzato deriva dal concetto di sfera celeste: si immagina la Terra al centro di una grande sfera ideale sulla cui superficie interna risultano proiettati tutti gli oggetti osservabili nel cielo.

L'ascensione retta (RA, Right Ascension, α) è l’equivalente celeste della longitudine terrestre e misura quanto un oggetto è spostato verso est rispetto al punto vernale, ossia la posizione del Sole all’equinozio di primavera; si esprime in ore, minuti e secondi, poiché la rotazione apparente della sfera celeste completa un giro in circa 24 ore (1h di ascensione retta è pari a 15° di angolo: 360° / 24h = 15°/h).

La declinazione (Dec, Declination, δ) è invece l’equivalente della latitudine terrestre ed indica la distanza angolare di un oggetto dall’equatore celeste: si misura in gradi da +90° (polo nord celeste) a −90° (polo sud celeste).

Un oggetto celeste - stella, galassia o pianeta - è individuato univocamente dalla coppia di coordinate (α, δ)

Ad esempio la Galassia di Andromeda (M31) è identificata da RA = 00h 42m 44s e Dec = +41° 16′ 9″, una posizione nel cielo boreale circa 41° sopra l’equatore celeste.


(3) Quando osserviamo un oggetto astronomico lo vediamo com’era nel passato, ossia nel momento in cui i fotoni che trasportano l’informazione luminosa hanno lasciato la sorgente: l’astronomia è quindi intrinsecamente una scienza storica, osservare lontano nello spazio equivale a osservare indietro nel tempo.

(4) Questa relazione, scoperta nel 1912 da Henrietta Swan Leavitt - che dimostrò come il periodo di variazione delle stelle Cefeidi sia direttamente correlato alla loro luminosità intrinseca - permette di stimare la distanza di galassie relativamente vicine.

(5) L’espansione accelerata dell’universo fu scoperta alla fine degli anni Novanta dai gruppi guidati da Saul Perlmutter, Brian Schmidt ed Adam Riess attraverso lo studio di supernovae di tipo Ia.

(6) La relazione tra distanza delle galassie e velocità di recessione, oggi nota come legge di Hubbl-Lemaître, costituisce il fondamento della cartografia cosmica moderna.

Quando la luce di una galassia viaggia verso di noi, l’espansione dell’universo ne allunga le lunghezze d’onda: questo fenomeno è detto redshift (z).

In generale maggiore è il redshift, maggiore è la distanza cosmologica, più remoto nel tempo è l’oggetto osservato.

La relazione precisa tra redshift e distanza dipende dal modello cosmologico adottato (parametri come H₀, ΩΛ, ecc.).

La profondità tridimensionale del cielo viene quindi determinata:

  • spettroscopicamente, misurando direttamente lo spettro della luce;

  • fotometricamente, stimando il redshift dal colore complessivo dell’oggetto.

(7) Molte tecniche utilizzate appartengono all’apprendimento automatico moderno:

  • reti neurali profonde per stimare distanze stellari e parametri fisici;

  • processi gaussiani per interpolare mappe tridimensionali della polvere interstellare;

  • algoritmi di clustering (come HDBSCAN) per identificare gruppi stellari con origine comune;

  • metodi bayesiani gerarchici per combinare osservazioni provenienti da strumenti diversi.

Questi approcci consentono di estrarre struttura fisica significativa da dataset astronomici estremamente complessi.

(8) I telescopi moderni permettono di risolvere stelle individuali in molte galassie del Gruppo Locale, tra cui la galassia del Triangolo (M33) e la Grande e Piccola Nube di Magellano. Sono osservabili Cefeidi, giganti rosse, stelle massicce giovani e resti di supernovae.

(9) Il fenomeno è previsto dalla Relatività Generale: ammassi di galassie massicci agiscono come lenti cosmiche curvando la traiettoria dei fotoni ed amplificando la luce di oggetti molto lontani situati alle loro spalle.

(10) La scoperta di Earendel è stata annunciata il 30 marzo 2022 utilizzando osservazioni risalenti a campagne 2016 e 2019 dell’Hubble Space Telescope nell’ambito del programma RELICS (Reionization Lensing Cluster Survey).

La stella è visibile grazie a un fortissimo effetto di lente gravitazionale prodotto da un ammasso di galassie che amplifica la luce proveniente dalla galassia soprannominata Sunrise Arc.

Successive osservazioni del James Webb Space Telescope - dotato di una tecnologia ad infrarossi che ha consentito di analizzare meglio il colore e la composizione della stella - hanno fornito immagini molto più dettagliate a partire dal 30 luglio 2022: oltre a confermare la scoperta, hanno suggerito che l’oggetto possa appartenere ad un sistema binario.

La luce osservata fu emessa circa 12,9 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva meno di un miliardo di anni (solo il 7% della sua età attuale).

La distanza comovente attuale è di circa 28 miliardi di anni luce, valore reso possibile dall’espansione cosmica.

Earendel era probabilmente una stella di tipo spettrale B estremamente massiccia (oltre le 50 e le 100 masse solari) e calda (13.000–16.000 K), milioni di volte più luminosa del Sole. Data la breve vita delle stelle di grande massa, è quasi certamente esplosa come supernova miliardi di anni fa.

Data la breve vita delle stelle di grande massa (pochi milioni di anni), è quasi certamente esplosa come supernova miliardi di anni fa.

Ciò che oggi resta di lei dipende dalla massa posseduta dal suo nucleo al momento del collasso: buco nero, stella di neutroni o addirittura nulla (nel caso la sua massa fosse stata superiore alle 140 masse solari avrebbe dato luogo ad una "supernova ad instabilità di coppia").

Recentissime analisi dei dati raccolti da JWST suggeriscono nuove ipotesi sulla sua natura:

  • l'esistenza di una sua stella compagna più fredda e rossa - cosa abbastanza comune nel caso di stelle di grande massa - invisibile ad Hubble in quanto la sua luce "stirata" dall'espansione dell'universo cade in lunghezze d'onda rilevabili soltanto dal JWST;

  • che si tratti di un ammasso stellare compatto, uno dei primi gruppi di stelle mai formatisi;

  • che si tratti di una stella di Popolazione III, le primissime nate dopo il Big Bang, composta solo da idrogeno ed elio: analisi spettroscopiche con lo strumento NIRSpec mirano a determinarne la metallicità e verificare se possa appartenere alla rara popolazione di stelle primordiali.


(11) Sono state osservate stelle intracluster, non legate gravitazionalmente a singole galassie, in ammassi di galassie quali Virgo Cluster dove popolazioni stellari diffuse occupano lo spazio intergalattico.

(12) Il ruolo dell’intelligenza artificiale diventerà ancora più centrale con le nuove generazioni di survey: il Vera Rubin Observatory produrrà ogni notte decine di terabyte di dati osservativi.

Algoritmi di AI identificheranno automaticamente nuovi oggetti astronomici, fenomeni transienti come supernovae e aggiorneranno continuamente la mappa tridimensionale del cielo, rendendo l’AI parte integrante del telescopio moderno.

(13) Oggi l’intelligenza artificiale svolge un ruolo in parte analogo a quello del telescopio galileiano, ma su un piano differente: poiché la quantità di informazioni prodotte dall’astronomia moderna supera ciò che l’intuizione umana può analizzare direttamente, l’AI diventa uno strumento cognitivo capace di individuare correlazioni, strutture e geometrie nascoste in enormi archivi osservativi.

In questo senso essa rappresenta una nuova forma di mediazione tra osservazione e conoscenza scientifica.



Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:                                                    ( su FB ) - pdf e video  ...