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martedì 3 marzo 2026

Elenco posts

 Elenco dei miei posts scritti nel periodo dal 28/3/18 ad oggi:

                                                   (su FB ) - pdf e video - mie domande - miei articoli su focus

2 marzo 2026         Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

25 febbraio 2026   Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

18 febbraio 2026   L'enigma della coscienza nell’era delle AI generative: se ed in quali condizioni una macchina potrebbe divenire cosciente.

6 febbraio 2026     JWST sta costringendo la cosmologia a "smettere di essere comoda": l'attesa di un Deepest Deep Field che metta alla prova l'universo primordiale.

4 febbraio 2026     Come esplodono i buchi neri e cosa potrebbe vedere un osservatore che si trovasse ad assistere a questo fenomeno?

2 febbraio 2026     Orizzonti cosmologici, TIP e multiverso: quando la realtà diventa interfaccia.

28 gennaio 2026    Non è la distanza: è l’orizzonte. Blueshift, espansione e causalità cosmica.

20 gennaio 2026    Planetary Protection: perché non è (solo) una questione di microbi, e perché Elon Musk c’entra più di quanto sembri.

14 gennaio 2026    L’illusione della coscienza artificiale: pareidolia semantica, interfacce cognitive ed AI nel confronto tra Floridi, Hoffman, Chalmers, Tononi e Bostrom.

09 gennaio 2026    Perché l’universo in cui viviamo è visibile?  Forze fondamentali, mondi possibili ed interfacce della percezione.

22 dicembre 2025  “Ciò che rende un Paese degno di essere difeso”: Robert R. Wilson, la scienza fondamentale ed il valore di una civiltà.

12 dicembre 2025  Usare il sole per ottenere immagini dettagliate della superficie di pianeti in orbita intorno ad altre stelle.

21 novembre 2025 Satelliti ad aria: come far sì che un satellite utilizzi atomi presenti in altissima quota per generare una spinta.

17 ottobre 2025    Hugh Everett III, l'uomo degli universi paralleli che, deluso da quello in cui si trovò a vivere, rinunciò alle emozioni.

11 ottobre 2025    L'esperimento di Holmberg, precursore delle moderne simulazioni numeriche al computer, quale atto di empatia intellettuale verso il cosmo.

2 ottobre 2025      Il Vuoto come origine dell'Universo?

19 agosto 2025     La sessualità negata alla rappresentazione della donna sulla targa fissata alle sonde Pioneer: la prudenza di Carl Sagan, il bigottismo della NASA e la riscossa di Joe Davis.

7 agosto 2025      Intelligenza artificiale: Bostrom, il “paperclip maximizer” e la pulizia etnica operata contro i Rohingya.

25 luglio 2025     L'impossibilità di rinunciare ai "miti fondanti" e le possibili conseguenze nella società contemporanea: ripensare a come vengono costruiti e diffusi quale soluzione ai futuri conflitti.

19 luglio 2025    Quanto rallenterebbe il tempo per un astronauta su un "pianeta di Miller" in orbita attorno ad uno dei due buchi neri di cui disponiamo la fotografia?

4 luglio 2025      Quali erano le dimensioni dell'universo al termine dell'inflazione?

25 giugno 2025   “Ci sono ancora alcune domande senza risposta, ad esempio: il bosone di Higgs esisterebbe se non ci fosse la matematica per descriverlo?"

20 giugno 2025    Può la corrente elettrica costituire una cura alle difficoltà di apprendimento della matematica?

29 maggio 2025  Prima del Big Bang: la "fase di attesa", una nuova congettura proposta da Melcher, Pradhan e Watso.

22 maggio 2025   No, La notizia "la fine del nostro universo avverrà prima di quanto sinora stimato" non è corretta.

15 maggio 2025   Sopravvivere alla caduta in un buco nero: Gargantua, il buco nero di Interstellar, è un oggetto descritto dalla metrica di Kerr?

2 maggio 2025     Freeman Dyson, il visionario: un motore per spostare le stelle e risparmiarci un tetro lontano futuro.

24 aprile 2025      A cosa è dovuta l'enorme dilatazione temporale sperimentata dall'interprete del film di Nolan sul pianeta di Miller?

28 marzo 2025     Cosa vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse sulla superficie di una stella di neutroni?

26 marzo 2025     Come riconoscere il momento in cui le attuali AI raggiungeranno la condizione di AGI (Artificial General Intelligence)? Saremo senza difese di fronte ad una AI con prestazioni sovraumane in ogni campo?

26 febbraio 2025   LSD e fisica, un esperimento inquietante: le sostanze psichedeliche possono influenzare la percezione della realtà quantistica?

21 febbraio 2025   La "naturalezza" costituisce ancora un valido principio guida nella ricerca delle Leggi di Natura che regolano il nostro Universo?

18 febbraio 2025  Stringhe: teoria scientifica o semplice congettura?

12 febbraio 2025  Che fine farà l'informazione quando anche l'ultimo buco nero sarà evaporato?

4 febbraio 2025  Ma quanto è grande l'universo in cui viviamo?

22 gennaio 2025  Uno o molti multiversi? La “prudente scommessa” di Steven Weinberg sulla teoria del multiverso.

14 gennaio 2025  L'universo primordiale potrebbe aver ospitato condizioni favorevoli ad un precocissimo sviluppo della vita: una ridefinizione delle caratteristiche biofiliche del cosmo.

27 dicembre 2024 Negli spazi intergalattici il tempo scorre più o meno velocemente che sulla Terra?

9 dicembre 2024   Il nostro universo come interno di un buco nero presente in un altro? L'azzardo di Popławski e la discussione tra Tonelli ed Odifreddi.

10 ottobre 2024      Il mio dialogo con ChatGPT

25 settembre 2024  Il fisico Tullio Regge, la "Biblioteca di Babele" ed i buchi neri.

16 settembre 2024  "Cosa vedrebbe un astronauta ... ?" parte seconda: escursioni termiche e pianeti in orbita intorno alle nane rosse.

7 settembre 2024  Cosa vedrebbe un astronauta sbarcato su un pianeta di un sistema binario?  (Come realizzare un ottimo film di fantascienza).

17 maggio 2024   Il treno degli orfani

6 maggio 2024     Nel peso di una molla compressa la differenza tra la teoria della gravità di Newton e quella di Einstein.

11 marzo 2024      Peter Higgs, la persona dietro lo scienziato.

3 febbraio 2024  Stephen Hawking e Thomas Hertog, la "Top Down Cosmology"

5 gennaio 2024  Leonard Susskind e la sua guerra per la salvezza della Meccanica Quantistica

10 dicembre 2023  Il limite intrinseco alla capacità degli acceleratori di particelle di sondare distanze sempre più brevi aumentando le energie.

12 ottobre 2023      La dialettica tra la fisica teorica e quella sperimentale.

12 ottobre 2023      E' oramai certo, l'antimateria "non cade verso l'alto": ci siamo giocati il motore di Alcubierre!

7 ottobre 2023     Il carattere delle probabilità nelle interpretazioni della meccanica quantistica: Copenhagen, Everett e “l’affidabilità” delle probabilità soggettive di de Finetti.

19 settembre 2023  Il passato non è "dietro le nostre spalle" come si è soliti affermare: è invece presente, lì davanti ai nostri occhi, nel cielo stellato.

16 settembre 2023  Una nuova fisica dietro l’angolo? Le “sorprese di Higgs” (e quella di Guido Tonelli).

10 settembre 2023  Alla ricerca di materia oscura pesante e leggera: gli esperimenti DarkSide e NA64

13 Agosto 2023      Dove indirizzare la ricerca di vita al di fuori del sistema solare? Non solo esopianeti ma anche stelle nane brune e “verdi” potrebbero avere acqua liquida in superficie.

7 Agosto 2023        Avi Loeb ed il suo contributo al progetto Breakthrough Starshot: la prima missione interstellare.

27 Luglio 2023       I Voyager Golden Records in viaggio verso le stelle: contengono un messaggio destinato a noi terrestri?

19 Luglio 2023       "La grandezza dell'ignoto è democratica"

13 Luglio 2023       La Terra a pera di Cristoforo Colombo

28 giugno 2023       Come i socials ci "agganciano" e monopolizzano il nostro tempo libero: i piccioni di Skinner e la strategia dei "like ritardati" di FB.

15 giugno 2023       Abilità mentali umane ed abilità in cui eccellono le AI (intelligenze artificiali): gli ambienti più consoni alle une ed alle altre.

11 giugno 2023       Il cervello dei sapiens (e di altre specie ad essa vicine) si è evoluto per gestire le situazioni di incertezza.

29 maggio 2023      LAWDKI, la ricerca di forme di vita aliena condotta adottando un nuovo paradigma: il finanziamento da parte della NASA all'iniziativa LAB.

24 maggio 2023      Il paradosso della tolleranza, una storia attuale?

2 maggio 2023        Agnotologia, la scienza che spiega perché diventiamo sempre più ignoranti.

28 marzo 2023        Grappoli di buchi bianchi o modifica della RG?

20 gennaio 2023      La vita al di fuori della Terra: cosa cercare e dove? I limiti della definizione di "fascia abitabile" e l'ipotesi "superterre e tettonica a zolle".

9 gennaio 2023       Come disinnescare un potenziale conflitto? Due esempi magistrali offerti da Richard Feynman.

9 dicembre 2022      Isole nei buchi neri: è stato davvero risolto il paradosso dell'informazione?

13 ottobre 2022       Di googleplex, di tetrazioni, del numero di Graham e della loro inutilità per misurare l'Universo: "... più uno!..."

5 ottobre 2022         E' davvero indispensabile ipotizzare l'esistenza della materia oscura per giustificare anomalie legate alla gravità riscontrate in quasi un secolo di osservazioni?

29 settembre 2022   L'obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli e gli xenotrapianti: la CRISPRmania e le aspirazioni ad una società più "giusta"

23 settembre 2022   Parrocchiale ed Universale: dove potrebbe nascondersi alle nostre ricerche una vita aliena e perché siamo ancora troppo condizionati dal pregiudizio antropico negli attuali progetti in atto.

16 settembre 2022   Onde gravitazionali e sistemi binari: in un lontano futuro la nostra Luna finirà per fondersi con la Terra?

13 luglio 2022         "Excuse me while I kiss this guy": il fenomeno MONDEGREEN può colpire anche le AI?

30 giugno 2022       Sono davvero buchi neri di Einstein i due oggetti "fotografati" dalla collaborazione EHT (Event Horizon Telescope) e finiti sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo?

22 giugno 2022       Gli orologi al polso di osservatori posizionati in zone diverse della Terra a livello del mare viaggiano tutti alla stessa velocità?

30 maggio 2022      Un po' di matematica e fisica - che forse non conoscete - alla base dei sistemi di navigazione satellitare.

10 maggio 2022     L'effetto "Uncanny Valley" e gli zombies.

2 maggio 2022       Dove finisce la materia, attirata verso il proprio orizzonte degli eventi, dal pozzo gravitazionale scavato nello spazio tempo da un Buco Bianco?

8 aprile 2022          I giorni sul nostro pianeta sono sempre stati di 24 ore? Come siamo riusciti a misurare sperimentalmente la durata di un giorno di 400 milioni di anni fa.

10 marzo 2022       La coscienza delle api: quando più è meno e meno è più

2 marzo 2022          Buchi neri, gusci di fuoco ed orbite complesse

17 febbraio 2022   La dote cosmica dell'umanità.

25 gennaio 2022    Come ci prepariamo ad una missione umana verso Marte: "le farfalle possono volare sul pianeta rosso?"

20 gennaio 2022    L'origine degli atomi di oro nel nostro universo: r-process innescati da kilonovae e collapsars.

12 gennaio 2022    Perché, da un punto di vista scientifico, non è opportuno affidarci alle AI "robot-giudici": una riflessione sull'impossibilità di dare una definizione matematica al concetto di imparzialità.


5 gennaio 2022      Geoffrey West e la sua serendipity: dalla ricerca delle caratteristiche universali proprie delle particelle elementari a quelle del tessuto urbano.

23 novembre 2021 La fisica ed il problema della coscienza: è possibile fare a meno dello spazio tempo in un modello di realtà oggettiva?

22 novembre 2021 Matvej Bronštejn e la lunghezza di Planck

31 luglio 2021      Il "multiverso di livello I" e la copia perfetta di noi stessi a "soli" 10^10^118 x 10^27 metri da noi.

13 luglio 2021      L'illusione dell'esistenza di un "adesso cosmico".

29 giugno 2021    Cosa c'era prima dell'inizio: il Big Bang, origine del tutto o la fine di qualcosa? L'inflazione eterna di Alex Vilenkin

8 giugno 2021      Sovrastimiamo l'efficacia dei farmaci? Gli NNT (numbers need to treat) e la probabilità a grandi e piccole scale.

30 maggio 2021   La trappola della meritocrazia: davvero l'utilizzo di un criterio meritocratico è il mezzo ottimale per ottenere una società più "giusta"

14 maggio 2021  L'incredibile viaggio nel tempo dell'Apollo 8 ed il "paradosso dei gemelli" che paradosso non è. 

11 maggio 2021   Linee Tendex e la coppia di satelliti Grace: studiare il sottosuolo direttamente dal cielo, soltanto un sogno?

9 maggio 2021     Come finì con i tre teams di scommettitori che macinavano utili investendo sui biglietti della lotteria Cash WinFall?

6 maggio 2021     Le origini del gioco del lotto: è possibile guadagnare investendo in biglietti della lotteria?

5 maggio 2021     Il crescente "rumore" nelle evidenze degli esperimenti scientifici ed i gamberi marmorizzati

4 maggio 2021     La storia di GFT (Google Flu Trends), l'algoritmo di Google che doveva rivoluzionare il modo di far scienza.

3 maggio 2021    Il rischio di insuccesso nei processi di trasferimento della conoscenza

21 marzo 2021    L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni

2 marzo 2021      Il trilemma di Bostrom e la probabilità di vivere in una simulazione.

1 marzo 2021       L' "attesa di vita" tra vicini di villa agli Hamptons: un puntino all'estrema destra ed un grafico su cui meditare

1 marzo 2021       Fin dove si spinge l'affidabilità delle indagini sul DNA 

27 febbraio 2021  La risposta di Stephen Webb alle mie obiezioni 

18 febbraio 2021   Le ragioni dello scetticismo di una parte della comunità scientifica circa l'esistenza di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta.

11 gennaio 2021    Affrontiamo il problema della definizione di cosa sia la coscienza da un'altra prospettiva.

10 gennaio 2021    Il mistero della coscienza, i CCN ed i pazienti sottoposti a "split brain"

8 gennaio 2021      Una risposta semplice (ma poco nota) ad una domanda semplice: quando un soggetto infettato dal virus Sars-CoV-2, diventa contagioso e fino a quando lo rimane?

30 dicembre 2020   ... e se le misure finora adottate per contrastare l'attuale pandemia non fossero le più efficaci, ed in alcuni casi avessero invece provocato una sua recrudescenza?

15 dicembre 2020   L'efficacia del contact tracing: una questione di evoluzione?

24 novembre 2020   Perché le persone con un QI molto alto non hanno successo negli investimenti in borsa?

21 agosto 2020        La soluzione n. 33 al paradosso di Fermi: "non abbiamo ancora ricevuto segnali dagli alieni perché sviluppano una matematica diversa"

30 luglio 2020         Il futuro dell'evoluzione sul pianeta Terra.

21 luglio 2020        Può il concetto di "male" aver costituito un vantaggio evolutivo per la nostra specie?

7 luglio 2020          "Gli astronomi sono tutti bastardi sferici": Zwicky, il precursore della materia oscura.

7 giugno 2020        George Floyd, il razzismo negli USA ed i bias che colpiscono le IA: può un algoritmo essere imparziale?

15 maggio 2020     I medici comprendono la (matematica) statistica?

2 maggio 2020       HIV, Covid-19 ed il vero signficato di un test con responso positivo:"fase 2", maneggiare con estrema cautela!

27 aprile 2020        Franco Magnani, l'artista della memoria visto con gli occhi del neurologo Oliver Sacks

19 aprile 2020        Il prestigio dei "Nobel" ed il principio di autorità: vale più di un'altra l'ipotesi formulata da un "nobel"?

13 aprile 2020        I fenomeni emergenti, la coscienza ed il tempo: le riflessioni di un dopo pranzo pasquale.

1 aprile 2020          Scott ed Amundsen, il fly-by di Urano e la tragedia del Challenger: una visione di Freeman Dyson sulle modalità di progettazione di un'impresa.

28 marzo 2020       Freeman Dyson:un fisico extraterrestre?

20 marzo 2020       Italia e Cina: la crisi della democrazia liberale ed il diverso grado di efficacia nella risposta all'epidemia in atto

6 marzo 2020         Salti di specie, pipistrelli e la variabilità discordante nel DNA dei Sapiens

25 febbraio 2020    Perchè siamo così spaventati dal coronavirus Covid-19: un problema di comunicazione.

18 febbraio 2020    L'epidemia di coronavirus ed il rischio biologico: la cenerentola degli incubi del XXI secolo.

12 febbraio 2020   Stati Uniti del Sud e Giappone: un parallelo relativamente alla distorsione nel funzionamento del sistema giudiziario.

3 febbraio 2020      Quanto sono rari i numeri palindromi? Una bufala ci permette di fare chiarezza sulla frequenza dei numeri palindromi espressi in diverse basi.

20 gennaio 2020    Il significato del termine creatività ed il "codice umano".

18 dicembre 2019  L'emicrania come causa fisiologica di visioni mistiche nel medioevo ed in età moderna: Hildegard von Bingen ed Oliver Sacks

29 ottobre 2019      Prodotti alternativi sono davvero meglio dei sacchetti di plastica per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente?

23 ottobre 2019      Anche i piccioni credono in dio? Le interpretazioni dell'esperimento condotto da Skinner alla fine degli anni '40

18 ottobre 2019      Probabilità, certezza ed affidabilità: l’incredibile contributo del matematico italiano Bruno De Finetti, un uomo che nella seconda metà del ‘900 ha “salvato" la reputazione della scienza

10 settembre 2019  Perché la scienza ha fallito nel compito di rendere la gente capace di ragionare in modo razionale.

28 agosto 2019       Facebook potrebbe limitare l'odio in rete, ma non lo farà perché danneggerebbe il suo modello di business

24 luglio 2019        Salvini, la Lega, l'Unione Europea e la trappola del lusso

23 luglio 2019        Dalla preistoria abbiamo selezionato canidi con spiccate tendenze pedomorfiche: anche i canidi hanno contribuito a selezionarci?

16 luglio 2019        Sono le religioni monoteiste causa di profonde sofferenze patite per aver forzato l'identità di genere e legittimato lo sfruttamento degli animali?

16 luglio 2019        Che cos'è la felicità e perchè siamo programmati dall'evoluzione per provarla raramente.

23 maggio 2019      Amazon non finisce di stupirmi

8 maggio 2019        Un film ci fa riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell'intolleranza in politica.

3 maggio 2019        Future of life institute & Lethal Autonomous Weapons (LAW)

28 aprile 2019         Cellule del cervello di maiale riattivate dopo la morte: un aggiornamento al mio ultimo post su transumanesimo e biohackers.

10 aprile 2019         Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?

29 marzo 2019        La vera storia delle origini di Internet: Arpanet ed i militari, un mito sfatato.

27 marzo 2019        Il regalo di Google all'Umanità

6 marzo 2019          Libero arbitrio e libera volontà: i limiti fisiologici alla libertà individuale.

27 febbraio 2019    Sovranismo e quote nazionali in musica.

13 febbraio 2019    Razzismo e culturalismo

18 gennaio 2019    Martin Luther King e la sua eredità

5 gennaio 2019       The dark side of the AI: il lato oscuro delle intelligenza artificiali

2 gennaio 2019       Commenti al discorso di Steve Jobs all'università di Stanford

28 dicembre 2018   Nel 1913 Igor Stravinskij ha modificato “la corteccia cerebrale” della cultura europea

20 dicembre 2018   Nostalgia: assomiglia ad una parola greca dell'antichità ma con origini recenti

16 dicembre 2018   Sul problema dell’immigrazione Salvini Trump e Carlo Marx stanno dalla stessa parte!

6 dicembre 2018     È più morale che un'idea distrugga una società che non il contrario: la MDQ

28 novembre 2018  Il meccanico “random”

8 novembre 2018    Il crepuscolo della supremazia del dato oggettivo

4 novembre 2018    Xenofobia: un termine greco di origini antiche?

1 novembre 2018    Dagli Usa all’Africa, come cambiano i dilemmi dell’auto autonoma

30 settembre 2018  Ogni forma è rotta: come sopravvivere?

19 settembre 2018  La difficoltà di individuare con chiarezza l’esperto delle cui parole ci possiamo fidare

19 settembre 2018  Riprendiamo il discorso relativo all’analfabetismo funzionale

1 agosto 2018         Luca Ricolfi: il problema della comunicazione dei significati relativi ai dati grezzi 

31 luglio 2018         La banca del Tempo Libero

25 luglio 2018         Un tentativo di interpretazione dei dati usando il buon senso

23 luglio 2018         La difficoltà di comprendere le informazioni che ci vengono passate ogni giorno

30 giugno 2018       Aiutarli a casa loro? Forse la lettura di questo articolo può insegnarci qualcosa

7 maggio 2018        “L’utopia libertaria del web è fallita nel neoliberismo: e ora?”

28 marzo 2018       La verità? Facebook non ruba i dati, anzi: ne inventa di nuovi. E con il nostro consenso



lunedì 2 marzo 2026

Quando la quantità diventa destino: Fitzgerald, Hemingway e la fisica della disuguaglianza da Anderson a Parisi.

Nel suo ultimo libro "Le simmetrie nascoste", il fisico premio Nobel Giorgio Parisi richiama il celebre articolo di Philip W. Anderson (1) - pubblicato su Science nel 1972 - "More Is Different", uno dei testi più influenti nella riflessione contemporanea sulla complessità scientifica.

In quell’articolo Anderson mette in discussione il riduzionismo forte, e cioè l’idea secondo la quale conoscere le leggi fondamentali di un sistema (per esempio la fisica delle particelle) sia sufficiente, almeno in linea di principio, a spiegare ogni fenomeno complesso.

Pur senza negare la validità delle leggi fondamentali l'autore sostiene che ad ogni livello di organizzazione emergano comportamenti qualitativamente nuovi, non deducibili semplicemente dalle leggi del livello inferiore.

La sua tesi è tanto semplice quanto radicale; al crescere del numero degli elementi non otteniamo soltanto “più dello stesso” ma emergono proprietà nuove. La quantità superata una certa soglia diventa qualità.

Per chiarire questa distinzione tra differenza quantitativa e qualitativa, Anderson chiude sorprendentemente il suo articolo con una citazione letteraria:

“… già Marx diceva che differenze quantitative diventano differenze qualitative, ma un dialogo a Parigi negli anni ’20 lo spiega in modo ancora più chiaro:

  • I ricchi sono diversi da noi (Fitzgerald)

  • Si, hanno più soldi (Hemingway) …”

L’aneddoto, vero o abbellito che sia (2), funziona come una parabola, in poche parole condensa infatti una frattura culturale, psicologica e quasi ontologica: che cosa significa essere ricchi?

È soltanto una differenza quantitativa oppure implica una differenza qualitativa dell’esperienza umana?

La frase di F. Scott Fitzgerald apre il racconto “The Rich Boy“ (1926) scritto nel pieno degli anni ruggenti, mentre la risposta, attribuita ad Ernst Hemingway, compare nel memoir parigino “A Moveable Feast, pubblicato postumo, in cui lo scrittore rievoca la Parigi degli anni Venti ed il mondo della “lost generation”. Non sappiamo se il dialogo sia realmente avvenuto, ma riflette con precisione la distanza morale e intellettuale tra i due autori.

Dopo la Prima guerra mondiale, Parigi diventa il centro magnetico di una generazione di scrittori americani espatriati. Attorno a figure come Gertrude Stein si raccolgono artisti in cerca di un nuovo linguaggio e di una nuova etica, disorientati dalla catastrofe europea appena conclusa.

Fitzgerald ed Hemingway condividono lo stesso spazio culturale, ma provengono da traiettorie opposte.

Fitzgerald - già celebre grazie a “The Great Gatsby”, un romanzo che scandaglia l’illusione americana della ricchezza come promessa di redenzione - desidera profondamente appartenere al mondo elegante descritto nelle sue opere: il denaro per lui non rappresenta solo potere materiale, ma simbolo di grazia, distinzione e destino.

Hemingway - più giovane ed ancora in ascesa - coltiva invece un ethos opposto: sobrietà, disciplina, esposizione al rischio, rifiuto dell’affettazione (cioè di ogni costruzione artificiosa dell’identità destinata a produrre prestigio simbolico). La sua poetica dell’essenziale si oppone alla fascinazione fitzgeraldiana per il lusso e per l’ambiguità scintillante dell’alta società.

Lo scambio sui ricchi diventa così anche uno scontro tra due antropologie. Quando Fitzgerald scrive che i “very rich” sono diversi non intende soltanto affermare che questi possiedano più risorse: nel corso del racconto spiega infatti come la ricchezza agisca precocemente sulla formazione dell’individuo generando sicurezza, senso di eccezionalità e fiducia strutturale nella plasmabilità del mondo.

“Il ricco” cresce in un ambiente in cui i limiti sono attenuati o rimandati: interiorizza l’idea che il desiderio possa tradursi in realtà.

La differenza diventa quindi qualitativa, riguarda la percezione del tempo, del rischio, dell’errore: chi è ricco può fallire senza essere annientato mentre chi è povero vive invece la contingenza come minaccia costante.

La libertà non è la stessa perché la soglia del pericolo è diversa.

La replica di Hemingway - “sì, hanno più soldi” - appare materialista, quasi marxiana nella sua asciuttezza.

Ma non è solo ironia: è piuttosto una demistificazione.

Ogni differenza simbolica viene ricondotta alla base materiale; la sicurezza non è una qualità spirituale, ma l’effetto di condizioni economiche.

Qui emerge la tensione filosofica centrale: la ricchezza produce un habitus oppure è soltanto una variabile esterna?

Fitzgerald propende per la prima ipotesi, l’essere plasma la coscienza, mentre Hemingway difende la seconda, dietro ogni mitologia esiste un fatto semplice.

Ed è proprio questo cortocircuito ad interessare Anderson: la differenza tra “avere più soldi” ed “essere diversi” riproduce infatti la tensione tra riduzionismo ed emergenza.

Il denaro è una quantità ma nel tempo diventa educazione, reti sociali, linguaggio, sicurezza emotiva: diventa mondo.

Per comprendere pienamente la metafora di Anderson possiamo leggerla attraverso i concetti della fisica delle transizioni di fase: soglia critica, parametro d’ordine e rottura di simmetria.

In fisica, una transizione di fase avviene quando una grandezza quantitativa supera una soglia: l’acqua, raffreddandosi, non diventa semplicemente più fredda, oltre 0°C diventa ghiaccio. Le molecole restano le stesse, ma cambia l’organizzazione collettiva.

Analogamente, la differenza tra chi possiede “un po’ di più” e chi appartiene alla ricchezza estrema non è lineare: fino a un certo punto il denaro aumenta il comfort ma oltre una soglia critica modifica la struttura dell’esperienza (garantisce accesso a reti chiuse, protezione sistemica dal rischio, capacità di influenzare le regole del gioco e percezione diversa del fallimento).

Qui Fitzgerald ha ragione: è avvenuta una transizione di fase sociale.

Nelle transizioni fisiche compare un parametro d’ordine, una grandezza che descrive il nuovo stato collettivo.

Nel caso della ricchezza estrema può essere identificato nella relazione con il limite: per la maggioranza degli individui il limite è costitutivo ma per chi dispone di risorse estreme esso si attenua, modificando la propensione al rischio, l’immaginazione del futuro e il senso di sicurezza ontologica.

La differenza diventa allora strutturale: un diverso stato della materia sociale.

Le leggi fondamentali della fisica sono spesso simmetriche, ma gli stati reali possono romperne la simmetria: analogamente le società moderne proclamano un’uguaglianza formale mentre la concentrazione estrema di risorse genera asimmetrie stabili di potere e accesso.

Hemingway ha ragione "a livello microscopico": i ricchi hanno più soldi. Ma quando la quantità supera certe soglie l’asimmetria diventa sistemica, ed è qui che l’emergenza sociale incontra l’emergenza fisica.

Anderson sintetizza questa idea in una frase celebre: "... la capacità di ridurre non implica la capacità di costruire ..."

Dire che la ricchezza è “solo denaro” è corretto ma insufficiente.

Hemingway rappresenta la riduzione là dove Fitzgerald la qualità emergente: entrambi colgono una parte della verità, ma a livelli diversi di descrizione.

Nel lavoro di Parisi sui sistemi complessi, la realtà non appare come caos ma come una gerarchia di stati possibili.

Trasportando l’analogia alla società, la ricchezza estrema crea sottosistemi relativamente autonomi, con regole interne e stabilità proprie: non solo una differenza di grado, ma una configurazione distinta.

La quantità si è trasformata in mondo.

Il dialogo tra Fitzgerald ed Hemingway, letto alla luce di Anderson e Parisi, non è dunque una semplice battuta brillante quanto una miniatura teorica: sì, i ricchi hanno più soldi, ma oltre una certa soglia avere più soldi significa abitare un’altra configurazione della realtà.

La quantità non si limita ad accumularsi: a volte cambia stato, e quando cambia stato, cambia il mondo.



Note:

(1) Philip Warren Anderson (1923–2020) è stato uno dei più importanti fisici teorici del secolo scorso, figura centrale della fisica della materia condensata e tra i principali critici del riduzionismo scientifico. Riceve il Nobel per la Fisica nel 1977 (insieme a Nevill Mott e John van Vleck) per i suoi studi sulla struttura elettronica dei sistemi disordinati, in particolare per aver chiarito il fenomeno oggi noto come localizzazione di Anderson (in certi materiali disordinati gli elettroni possono “restare intrappolati” a causa del disordine stesso).

(2) Fitzgerald nel racconto “The rich boy” del 1926: “Let me tell you about the very rich. They are different from you and me

Hemingway nel memoir parigino pubblicato postumo “A moveable feast”: “Yes, they have more money



mercoledì 25 febbraio 2026

Quale significato potrebbe assumere l'espressione “restare umani” nel futuro della nostra specie?

La scorsa settimana un post pubblicato da Ethan Siegel (1), che prendeva in esame le reazioni più efficienti dal punto di vista energetico, mi ha riportato alla mente il saggio "Life 3.0" di Max Tegmark (2) in cui l'autore si interroga circa i possibili futuri della nostra specie e sulla direzione che potrebbe prendere la sua evoluzione una volta che la tecnologia consenta di "manipolarne l'hardware" a proprio piacimento.

Quando si parla di evoluzione umana tendiamo ad immaginare un processo lento, quasi geologico: mutazioni casuali, selezione naturale, millenni che scorrono come stagioni impercettibili.

In effetti è così che la storia biologica si è svolta per quasi tutta la durata della vita sulla Terra.

Tuttavia oggi l’umanità si trova in una posizione singolare: è al tempo stesso prodotto dell’evoluzione e potenziale agente della sua prosecuzione.

Questa doppia condizione rende ogni previsione sul nostro futuro meno simile ad un esercizio di paleontologia e più simile ad una riflessione filosofica sul destino.

Per orientarsi in questo esercizio conviene scandire il tempo in grandi intervalli quali 500 anni, 1000 anni, 10.000 anni e un milione di anni: ognuna di queste scale racconta infatti una storia diversa, perché diversi sono i meccanismi che agiscono.

Tra 500 anni dal punto di vista biologico potremmo essere quasi identici a oggi: cinque secoli sono infatti un battito di ciglia nella storia evolutiva.

Dall’epoca di Leonardo da Vinci a quella delle missioni spaziali e dell’intelligenza artificiale il nostro genoma non è cambiato in modo sostanziale.

E' opportuno rilevare come l’evoluzione naturale negli esseri umani moderni rallenti progressivamente: la medicina attenua la pressione selettiva, la globalizzazione mescola i patrimoni genetici e la cultura compensa molte fragilità biologiche.

Qualora oggi la selezione naturale sia un meccanismo ancora in azione, sicuramente deve essere sottile, diffusa e spesso invisibile.

In uno stesso intervallo di tempo, la storia ci insegna come la trasformazione culturale e tecnologica possa mostrarsi radicale: in meno di un secolo siamo infatti passati dall’assenza di ogni tipo di computer alla connessione planetaria istantanea, in pochi decenni abbiamo sviluppato strumenti di editing genetico capaci di intervenire direttamente sulla linea germinale: le prospettive di ulteriori balzi della tecnologia in un futuro davvero prossimo sono a dir poco estremamente probabili.

La velocità di diffusione delle innovazioni segue infatti dinamiche esponenziali, non generazionali: una mutazione genetica vantaggiosa può impiegare migliaia di anni per diventare dominante mentre una tecnologia può affermarsi globalmente in meno di una generazione.

Qui emerge una prima frattura storica: per la prima volta l’adattamento principale non è biologico, ma tecnico.

L’evoluzione culturale ha superato quella genetica di diversi ordini di grandezza in termini di velocità: se si volesse esprimere la differenza in forma quasi matematica potremmo dire che il tempo caratteristico del cambiamento biologico si misura in migliaia di anni mentre quello culturale in anni o persino in mesi.

La nostra specie, che per centinaia di migliaia di anni ha vissuto al ritmo lento delle mutazioni naturali, si trova oggi ad operare in un ambiente che cambia più rapidamente di quanto il suo corpo possa adattarsi.

Considerando un intervallo di 1000 anni, la questione si complica.

Se la stabilità sociale e politica lo consentirà, l’editing genetico potrebbe non limitarsi alla cura delle malattie ma estendersi al potenziamento di tratti complessi. (3)

È vero che caratteristiche come l’intelligenza o la personalità dipendono da reti poligeniche intricate e da interazioni epigenetiche difficili da prevedere, tuttavia, su scale di secoli, l’accumulo di conoscenze potrebbe rendere sempre più mirato l’intervento.

A quel punto la selezione naturale non scomparirebbe ma verrebbe affiancata (e in parte sostituita) da una selezione intenzionale.

La differenza non è solo tecnica, ma strutturale: nell’evoluzione darwiniana classica abbiamo variazione casuale, selezione differenziale ed ereditarietà.

Il processo è cieco, distribuito, impersonale.

Nell’evoluzione culturale invece la variazione può essere deliberata; la selezione è sociale; la trasmissione non è solo verticale (genitori-figli), ma anche orizzontale (tra pari) ed obliqua (attraverso istituzioni e media).

L’umanità a questo punto potrebbe simulare scenari futuri prima di agire, e questa capacità di anticipazione modifica radicalmente la dinamica evolutiva introducendo una memoria riflessiva nel sistema.

Su un intervallo di 10.000 anni la prospettiva cambia ancora.

Diecimila anni fa terminava l’ultima glaciazione ed iniziava la rivoluzione agricola che portò la nostra specie a trasformarsi da una raccolta di clan cacciatori-raccoglitori dediti alla migrazione ad un insieme di società stanziali che svilupparono la scrittura e costruirono città ed imperi.

Si tratta di un intervallo sufficiente perché pressioni selettive persistenti producano effetti visibili: se l’umanità fosse nel frattempo riuscita a colonizzare ambienti extraterrestri, come habitat orbitanti o pianeti con gravità diversa, si creerebbero condizioni favorevoli alla divergenza.

L’isolamento riproduttivo, combinato a pressioni ambientali differenti, potrebbe avviare processi di speciazione.

Non è uno scenario fantascientifico: nella storia della vita nuove specie sono sempre emerse quando popolazioni sono rimaste isolate per periodi prolungati.

Ma c’è una variabile nuova: la possibilità che le divergenze non siano il risultato di pressioni naturali, bensì di scelte culturali.

Comunità diverse potrebbero adottare linee genetiche differenti, selezionare tratti desiderati, integrare componenti tecnologiche nei propri corpi.

Si potrebbe assistere a una divergenza non solo biologica ma anche esistenziale: differenti concezioni di ciò che significa essere umani potrebbero tradursi in traiettorie evolutive divergenti.

Se ci riferissimo invece ad un periodo della durata di un milione di anni entreremmo infine nel territorio della paleontologia e della speculazione cosmica.

La durata media di una specie di mammifero si aggira intorno ad uno o due milioni di anni: homo sapiens esiste soltanto da circa 300.000 anni.

È quindi plausibile che, in assenza di estinzione, in un milione di anni l’umanità non sia più geneticamente identica a oggi: potrebbero infatti emergere nuove specie umane adattate a nicchie ambientali diverse, terrestri o extraterrestri.

Ma su queste scale temporali occorre considerare anche la possibilità di una transizione post-biologica: se la coscienza risultasse essere, almeno in parte, trasferibile o integrabile in supporti non biologici, l’evoluzione potrebbe cessare di essere darwiniana in senso stretto.

Il substrato materiale diventerebbe sostituibile, così la continuità si sposterebbe dalla biologia all’informazione.

È qui che il paradosso della nave di Teseo si fa concreto: se sostituiamo progressivamente ogni componente del corpo e del cervello, a partire dalle protesi fino ad eventuali interfacce neurali complete, ciò che si ottiene è sempre la stessa persona? Ci troveremmo di fronte alla stessa umanità?

In tal caso la domanda da porci non dovrebbe essere “come evolveremo?” ma “che cosa intendiamo preservare?”.

Se definiamo l’essere umano in termini puramente biologici (appartenenza alla specie Homo sapiens, compatibilità genetica, capacità riproduttiva, ecc.) allora qualunque deviazione significativa potrebbe segnare la fine dell’umanità così come la conosciamo.

Se invece lo definiamo in termini cognitivi (autocoscienza, linguaggio simbolico, capacità di astrazione, ecc.) allora potremmo estendere il concetto oltre il substrato organico.

Ma c’è un livello ancora più profondo: quello esistenziale.

E' probabile che "essere umani" significhi vivere nella tensione tra finitezza ed aspirazione all’infinito: sapere di dover morire e tuttavia progettare, essere vulnerabili e nonostante i rischi cooperare, costruire narrazioni che diano senso alla sofferenza.

Se eliminassimo completamente vulnerabilità, rischio, mortalità, resterebbe qualcosa che riconosceremmo come umano?

Oppure diverremmo un’altra forma di intelligenza, più stabile ma meno drammatica?

L’umanità è la prima specie in grado di prevedere la propria estinzione e, al tempo stesso, cercare di evitarla.

È un meta-agente evolutivo: non solo si adatta ma riflette sul proprio adattamento.

E questo fatto introduce una responsabilità inedita: se l’evoluzione diventa progettuale, ogni scelta tecnica è anche una scelta antropologica.

Potenziare la memoria, estendere la vita, modificare l’emotività: ciascuna di queste opzioni ridefinisce l’equilibrio tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare.

Esiste anche uno scenario più sobrio: il caso in cui, nonostante le possibilità tecniche, l’umanità scelga una continuità prudente, utilizzando la tecnologia per ridurre la sofferenza senza alterare radicalmente la propria struttura restando così, almeno per lunghi periodi, riconoscibilmente umana.

Non è un esito inevitabile, ma è una possibilità.

In ultima analisi, l’evoluzione futura dell’umanità dipende da una variabile che non ha precedenti nella storia naturale: la deliberazione collettiva.

Le mutazioni non richiedono consenso, le tecnologie sì: il destino biologico della nostra specie un tempo era scritto nelle interazioni casuali tra geni e ambiente, mentre oggi è intrecciato con scelte etiche, politiche, culturali.

Forse tra un milione di anni nessuno porterà più il nome Homo sapiens, o forse quel nome indicherà qualcosa di molto diverso dall’attuale configurazione biologica.

Ma se ci sarà ancora una forma di coscienza capace di interrogarsi sul proprio destino, di costruire significati e riconoscere la propria vulnerabilità, potremmo dire che, in un senso profondo, l’umanità non si sia estinta: si sia piuttosto trasformata.

La questione non è dunque se evolveremo - cosa inevitabile - ma se sapremo farlo senza smarrire ciò che rende preziosa la nostra esperienza finita.

Restare umani potrebbe non significare restare identici, bensì restare fedeli ad una certa struttura relazionale: cooperazione, riflessività, apertura al futuro.

In questo senso l’evoluzione non consisterebbe soltanto uin n processo biologico quanto piuttosto in una narrazione in corso.

E, per la prima volta, ne saremmo anche tra gli autori.


Note:

(1) Ethan Siegel, nel suo blog bigthink . com.", il 16 febbraio 2026 ha pubblicato il post What are the most energy-efficient reactions in physics?".

In esso prende in esame le reazioni fisiche più efficienti dal punto di vista energetico ottenedone una classifica che proclama vincitore l'annichilazione materia-antimateria, un processo che consente la conversione del 100% della massa in energia.

(2) Parte del saggio di Max Tegmark è dedicata alla descrizione di quali potrebbero essere le reazioni fisiche utilizzabili in un lontano futuro dalla nostra civiltà per ottenere energia in modo efficiente (vedi il mio post del 16 febbraio 2022 "La dote cosmica dell'umanità").

Dopo aver analizzato modalità per estrarre energia da buchi neri, Tegmark passa a descrivere ciò che definisce uno sfalerizzatore”, cioè un dispositivo ipotetico che una civiltà estremamente avanzata potrebbe costruire per estrarre energia quasi totale dalla materia.

L’idea si basa sugli sfaleroni, processi previsti dal Modello Standard che, ad energie enormissime (come quelle dell’universo primordiale), permettono di violare il numero barionico e convertire gran parte della massa in radiazione.

Tegmark lo cita come esperimento concettuale per mostrare i limiti ultimi dell’estrazione di energia: in teoria si potrebbe arrivare a un’efficienza quasi pari all’annichilazione materia-antimateria, ma in pratica le condizioni richieste sono ben oltre qualsiasi tecnologia immaginabile oggi.

In seguito al suo post, ho scambiato qualche messaggio con Siegel, il quale tuttavia non era a conoscenza dell'argomento e di quanto ne avesse scritto Tegmark.

(3) Ho già scritto in passato qualche post sull'argomento:

10 aprile 2019 "Transumanesimo e biohackers: un fenomeno passeggero oppure l'inizio di una transizione di stato per la nostra specie?"

20 marzo 2021 "L'aspetto fisico dei sapiens nel prossimo milione di anni"



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